Credits: Michele Aldeghi
La sezione Spettacoli de "La Repubblica" si apre con un’intera pagina dedicata agli Assalti Frontali: «Dopo anni di contrasto con il mercato discografico il nuovo album, "Banditi" esce l'8 luglio. Dopo il clamoroso successo di "Sud", il brano inserito nel film di Gabriele Salvatores, il gruppo rap nato nel centro sociale Forte Prenestino di Roma pubblica per la prima volta con una multinazionale, la Bmg. Militant A spiega che «Aver firmato con una multinazionale è una svolta, l'apertura di Assalti Frontali verso l'esterno: è il momento di comunicare con un numero maggiore di persone. Certo, la coscienza morde perché lasciamo i nostri punti fermi. Ma, come dico nel pezzo di apertura del disco, ora che mi affaccio in un mondo per me sconosciuto, dove conta quanto vendi e non ciò che fai, "il positivo comanda il negativo", l'energia che comunichi segue il tuo pensiero, e se il tuo pensiero è positivo puoi contribuire a cambiare in meglio le cose. Questo è il mio augurio. Perché, ed è un altro verso dal disco, "se non combatto sarei venuto qui per niente"". (...) Oggi comunque il rap non è più l'espressione dei centri sociali, ha perso la sua egemonia in favore di musiche diverse. Così il rap ha preso altre strade. (...) Il brano "Banditi" affronta il tema delle carceri. L'ho scritto nel periodo in cui furono arrestati e poi si suicidarono in carcere Edoardo Massari e Sole, accusati di ecoterrorismo per gli attentati contro il progetto dell'Alta velocità. In seguito ho potuto visitare con il parlamentare Paolo Cento le prigioni, ho conosciuto le condizioni in cui vivono i malati terminali di Aids. (...) "A trenta miglia dal mare" è il pezzo più rap del disco. È già uscito come singolo e presto uscirà il video: bellissimo, tutto blu"».
Due celebrati intellettuali, Nanni Balestrini e Aldo Nove hanno scritto l'introduzione al testo che accompagna il disco di Assalti Frontali. Il giornale ne pubblica alcuni passaggi. «I cantautori non sono mai riusciti a emanciparsi davvero dalla forma canzone, dai suoi canoni anche piuttosto smielati; sanremesi, in ultima istanza. Poi una volta arrivato in Italia il modulo dylaniano questo si è imposto come canone unico, paranoico, nel veicolare testi di valore... Il rap e la techno sono ritmo, pulsazione elementare in grado di infilare e sostenere con precisione i testi. Anzi, più i testi vengono lasciati emergere dalla musica più questi hanno l'obbligo di contare... La musica di "Banditi" è metronimica, precisa. Un tempo che racchiude un pensiero. Qualcosa di molto lontano dalla canzone...».
Due celebrati intellettuali, Nanni Balestrini e Aldo Nove hanno scritto l'introduzione al testo che accompagna il disco di Assalti Frontali. Il giornale ne pubblica alcuni passaggi. «I cantautori non sono mai riusciti a emanciparsi davvero dalla forma canzone, dai suoi canoni anche piuttosto smielati; sanremesi, in ultima istanza. Poi una volta arrivato in Italia il modulo dylaniano questo si è imposto come canone unico, paranoico, nel veicolare testi di valore... Il rap e la techno sono ritmo, pulsazione elementare in grado di infilare e sostenere con precisione i testi. Anzi, più i testi vengono lasciati emergere dalla musica più questi hanno l'obbligo di contare... La musica di "Banditi" è metronimica, precisa. Un tempo che racchiude un pensiero. Qualcosa di molto lontano dalla canzone...».
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