Forse anche per smentire una volta per tutte che sono una band per ballate tenerone, i Goo Goo Dolls propongono più di un’ora di canzoni tirate, di rock americano che se vogliamo dirla tutta non abbonda in fantasia e trovate sceniche, e sembra modellato sulle esigenze delle rock fm. Il bassista Takac e il chitarrista Rzeznik si alternano al canto, e il turn-over investe in modo particolare i loro strumenti. Il secondo in particolare ne cambia una ogni due pezzi circa, facendole volare sul palco con indifferenza dopo l’utilizzo. Comunque, anche se mostrano un po’ la corda sulle lunghe distanze, i Goo Goo Dolls potrebbero avere altre soddisfazioni dalle capacità di Rzeznik di produrre singoli come "Slide" e come "Iris", che chiude il concerto. Sono questi i momenti più apprezzati dal pubblico del festival, e il leader del gruppo farebbe bene a non snobbarli.
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