Credits: Rockol
«Mi è spiaciuto vedere il pubblico sotto l’acqua, ma... in un festival degno di questo nome un temporale ci vuole. Adoro i festival», dice Carmen Consoli, reduce dal suo show pomeridiano. «Mi piace l’atmosfera che si crea tra gli artisti nel backstage, la sensazione di essere tutti insieme a fare la nostra parte per il pubblico». E in questi giorni, chi intende seguire con un occhio particolare? «Non si può dire, nel senso che mi è capitato più volte che le mie aspettative, sia negative che positive, venissero smentite dal palco. Potrei dire che il disco dei Placebo è uno di quelli che mi piacciono di più in questi ultimi tempi, ma chissà, forse dal vivo non sono come me li aspetto. Non so, mi potrebbero piacere Hole, Zucchero, Robbie Williams». Le chiedono un parere sulla crisi dei concerti in Italia: «E’ un problema che, per fortuna, e lo dico senza presunzione, non mi ha colpita. Ma penso che ci troviamo in un momento strano. C’è tanta offerta. L’Italia è piccola, per il numero di artisti che ci sono». E dopo tanto suonare dal vivo, cosa le riserva il futuro? «Ho scritto qualcosina, ma prima di pensare al prossimo album mi voglio fermare. Anche nel senso di trovare una mia stabilità, smettere di viaggiare per un po’ e dormire nel mio letto...»
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