Comunicato Stampa: Omaggio a Sergio Endrigo

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OMAGGIO A SERGIO ENDRIGO

Anche per il 2006, domenica 14 Maggio alle ore 18 nella splendida cornice di Villa Pisani di Stra VE all’interno del salone della musica affrescato dal Tiepolo, dopo i concerti-omaggio a Léo Ferré (2003), Piero Ciampi e Luigi Tenco(2004) , Umberto Bindi (2005), la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Veneto Orientale, in collaborazione con Brandolin Dottor Group e Art Poétique associazione culturale, continua l’opera di valorizzazione della canzone d’autore (in quanto patrimonio culturale da tutelare) con un tributo a SERGIO ENDRIGO. Nato a Pola il 15 maggio 1933, Endrigo debutta come cantante a Venezia. Dopo aver cantato per molti anni nei night di mezza Europa (a partire dal 1954) nel ’60 ottiene un contratto discografico con la Ricordi e incomincia a scrivere le sue canzoni: Bolle di sapone, I tuoi vent’anni, La brava gente, ecc.
Nel ’62 passa alla RCA di Roma: di quel periodo sono alcune delle sue canzoni più felici come Aria di neve, Era d’estate, Io che amo solo te (grande successo discografico che lo fa conoscere anche all’estero), La rosa bianca (da una poesia di Josè Martì).
Contemporaneamente tenta anche strade più coraggiose: Via Broletto 34, Viva Maddalena, Il soldato di Napoleone (su testo di Pasolini), cui seguiranno tanti altri autori letterari da lui musicati. Il suo secondo album, Premio nazionale della critica nel 1964, contiene una delle prime canzoni antimilitariste italiane :La guerra.
Nel ’65 lascia la RCA e passa alla Fonit Cetra dove può esprimersi più liberamente. Si susseguono altri grandi successi (Teresa, Adesso sì, …) che culminano nel ‘68 con la vittoria al Festival di Sanremo di Canzone per te.
Molto interessante è il disco che realizza nel ‘69 con Vinicius De Moraes, Giuseppe Ungaretti, Toquinho e Sergio Bardotti: La vita, amico, è l’arte dell’incontro. Nel 1970 presenta le sue composizioni più significative in un recital al Piccolo Teatro di Milano che diventa un doppio disco dal vivo: L’arca di Noè.
Con una raccolta su versi di Gianni Rodari (Ci vuole un fiore, 1974) inventa una nuova qualificata canzone per bambini.
Il successivo calo di popolarità non gli impedisce di continuare a realizzare altri album di grande interesse, tra i quali un’antologia di canzoni popolari venete, uno in spagnolo e uno in portoghese che purtroppo vengono poco distribuiti e tanto meno promossi. Muore a Roma il 7 settembre 2005.
Secondo autorevoli critici, la produzione poetica di Endrigo è in grado di convivere tranquillamente con i versi dei poeti della grande letteratura mondiale che egli spesso ha messo in musica (Pasolini, Paul Fort, Rafael Alberti, Lawrence Ferlinghetti, ecc.).
Nelle sue composizioni, come rileva Sergio Secondiano Sacchi,“c’è la nostalgia autobiografica per le periferie e le musiche di balera di un’Italia ancora provinciale e non ancora assalita dalle intrusioni senza quartiere della pubblicità.”
Endrigo, inoltre, è “un autore sensibile alle tematiche della pace e della solidarietà, scaturite in tempi non sospetti, prima che lo yè-yè d’importazione svuotasse di ogni significato qualsiasi accenno pacifista.”
Nonostante negli ultimi anni sia stato in qualche modo celebrato, in particolare con la Rassegna 2001 del Club Tenco interamente dedicata a lui, Endrigo rimane tuttavia un grande autore da riscoprire e valorizzare.
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