Prima di ricevere l’onorificenza di Grand’Ufficiale dalle mani del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, Andrea Bocelli ha confessato di essersi sentito anche un po’ imbarazzato alla notizia del conferimento: “Mi ha creato qualche piccolo problema, perché molti amici mi hanno un po’ sfottuto, ma mi ha fatto molto piacere come artista che lavora prevalentemente all’estero. Mi riempie di soddisfazione e di gioia, e arriva da un Presidente che amo in modo particolare perché è toscano come me”.
Durante la cerimonia ufficiale del conferimento, il tenore ha poi commentato: “In circostanze come questa la cosa migliore è tacere, rimboccarsi le maniche e andare sul campo a meritarsi quello che si è ricevuto. La considero un’onorificenza prematura, ma sarà per me uno stimolo per lavorare ancora più sodo”.
Immancabili, nell’occasione, le domande su Sanremo. “Il Festival è un’istituzione: si regge sulle canzoni e sulla gara. È una grande opportunità per noi cantanti e per la gente che, almeno una volta all’anno, dà la sensazione che la nostra musica possa essere esportata all’estero. E’ anche un fatto di costume. Va difeso con tutte le forze, è una delle poche manifestazioni che esistono in Italia e non all’estero”.
Nessun giudizio, invece, su questa edizione in particolare. “Ogni anno succede che all’inizio lo si critica molto e poi ci si accorge di quanto di buono ci abbia lasciato. Per tirare le somme bisognerà aspettare qualche mese per capire se lancerà qualche cantante di grande successo”.
Durante la cerimonia ufficiale del conferimento, il tenore ha poi commentato: “In circostanze come questa la cosa migliore è tacere, rimboccarsi le maniche e andare sul campo a meritarsi quello che si è ricevuto. La considero un’onorificenza prematura, ma sarà per me uno stimolo per lavorare ancora più sodo”.
Immancabili, nell’occasione, le domande su Sanremo. “Il Festival è un’istituzione: si regge sulle canzoni e sulla gara. È una grande opportunità per noi cantanti e per la gente che, almeno una volta all’anno, dà la sensazione che la nostra musica possa essere esportata all’estero. E’ anche un fatto di costume. Va difeso con tutte le forze, è una delle poche manifestazioni che esistono in Italia e non all’estero”.
Nessun giudizio, invece, su questa edizione in particolare. “Ogni anno succede che all’inizio lo si critica molto e poi ci si accorge di quanto di buono ci abbia lasciato. Per tirare le somme bisognerà aspettare qualche mese per capire se lancerà qualche cantante di grande successo”.
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