Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
Diciannove anni, un mixtape, un album (per un'indipendente) e svariate collaborazioni alle spalle: Mondo Marcio - al secolo Gianmarco Marcello - è la grande "speranza bianca" dell'hip hop tricolore. Nato e cresciuto in una Milano quanto mai difficile, il giovanissimo rapper e produttore è giunto - con "Solo un uomo", in uscita nei prossimi giorni - al suo debutto con una major. Una grossa responsabilità, per un artista così giovane eppure già così esperto. "La mia casa discografica mi ha lasciato assoluta libertà", chiarisce Mondo, che Rockol ha incontrato negli uffici milanesi della Virgin: "Da questo punto di vista, quindi, non ho niente da recriminare. Il lavoro 'grosso', per 'Solo un uomo', è stato selezionare i brani e produrli all'altezza della situazione. Da una rosa di 30 canzoni ne ho estratte 15, e - una volta stabilita la tracklist definitiva - ho lavorato in maniera ossessiva alla produzione dei pezzi. Mi sono letteralmente chiuso in casa per sei mesi, e questo ha influenzato molto le atmosfere del disco". Un disco che, si spera, dal circuito hip-hop lo porterà all'attenzione del grande pubblico. "Il mio album? Beh, è come se vi dicessi: 'Ciao a tutti, sono Mondo Marcio'. Per questo si intitola 'Solo un uomo': il disco riflette perfettamente quello che sono e quello che faccio". Hip-hop senza compromessi, quindi, sulla scia di "maestri" come The Game, 50 Cent, Jay-Z e Eminem: "Considerate", ci dice Mondo, "Che non ho vissuto la old school, e che i Public Enemy li ho scoperti da poco. Da quando ho 13 anni ascolto artisti come Eminem e Jay-Z, per questo la loro influenza si sente così tanto, anche nell'intercalare. E' una specie di omaggio...". Di omaggi, invece, Mondo ha appena iniziato a fare incetta: Jovanotti, tra i primi in Italia a far conoscere il rap al grande pubblico, l'ha definito "l'unico cantautore hip-hop dello Stivale". "Ne sono stato dannatamente onorato: una superstar che loda il tuo lavoro è una soddisfazione enorme". Nonostante il crescente interesse di pubblico e critica, Mondo Marcio dimostra un realismo ed una freddezza decisamente ammirabili, considerata anche la giovane età: "Certo, è fantastico quando riesci ad ottenere successi facendo ciò che ti piace. Ma il successo non cambia la vita delle persone. Essere famoso non mi darà nuovi amici, né mi aiuterà guardandomi dentro. Il mio scopo è scrivere canzoni per dare una ragione ai ragazzi come me, perché provino piacere a riascoltarle giorno dopo giorno, non per essere qualcuno". Non è un caso che Mondo confessi un'etica quasi calvinista sul lavoro, proprio come i suoi colleghi nordamericani: "Ora non dico di voler lanciare una linea di abbigliamento come Jay-Z o una serie di vibratori come 50 Cent, ma sicuramente cerco di dedicarmi con impegno e dedizione alla mia attività. La musica mi ha dato una ragione di vita, e io le sono riconoscente, quindi farò di tutto per fare questa cosa al meglio". Domanda di rito: progetti futuri, future collaborazioni? "Sarò sincero: non mi interessa restare in Italia, vorrei puntare all'estero. Per ora abito qui, ma sono stato a L.A. per girare il video di 'Dentro la scatola' (primo estratto dall'album) e non vedo l'ora di tornarci. Chissà che in futuro...".
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