Rareș è tutt’altro che un artista emergente
A maggio aveva scelto Milano per presentare ‘Sincero!’. A settembre è tornato nella stessa città per riportare il suo terzo disco sul palco del Portanuova Music Fest. In mezzo ci sono stati mesi di concerti e due brani, ‘Robina’ e ‘Bella giornata’, che hanno iniziato a circolare oltre il pubblico che già conosceva la sua musica. Nato in Romania nel 1997, cresciuto tra il Veneto e Bologna e oggi di base a Milano, Rareš si ritrova così alla fine di un’estate che ha aggiunto nuovi pezzi al suo percorso, con nuove date già annunciate e un tour invernale ancora in cantiere.
Il personaggio
Diplomato in Musica elettronica al Conservatorio, Rareș ha un rapporto con la musica che inizia ben prima degli studi, delle collaborazioni e del pubblico sempre più ampio che oggi lo segue. “I miei sono due creativi da sempre. Mio padre suona, mia madre scrive e da quando ricordo c’è sempre stata una chitarra in giro per casa. Poi ho iniziato a giocare a Guitar Hero e mi ha aperto un mondo, facendomi conoscere le mie prime canzoni preferite, come quelle dei Guns N’ Roses. Mi piaceva la narrazione che c’era dietro al gioco, quella dell’artista che inizia a suonare in un garage e arriva sui grandi palchi”.
La metafora, si può dire, del percorso di ogni artista. E Rareș, in questo, non fa eccezione. “La prima registrazione me la regalarono i miei genitori per il compleanno, credo di aver avuto 15 anni”. Da allora molte cose sono cambiate, a cominciare dalla pubblicazione dei primi due album, ‘Curriculum Vitae’ nel 2020 e ‘Femmina’ nel 2023, fino ad arrivare a ‘Sincero!’, il disco che quest’anno ha segnato una nuova fase del suo percorso.
La scelta del “pop”
Un successo che agli occhi di chi lo ha scoperto soltanto negli ultimi mesi può sembrare improvviso, ma Rareș è tutt’altro che un artista emergente, come erroneamente si può pensare. Dietro ci sono anni di ricerca e di dischi molto diversi tra loro. “Sono abbastanza appagato con il mio ultimo lavoro, che ho costruito in tre anni. Rispecchia alcune scelte fatte in una fase di vita adulta. Sono in pace col fatto che ‘Sincero!’ sia andato meglio dei primi album, anche perché è un disco più permissivo. Mi sarei stupito se fosse successo con ‘Femmina’, che invece è molto criptico ed elettronico”.
In ‘Sincero!’ Rareș sceglie di ridurre, semplificare, lasciare più spazio alle canzoni. Un passaggio verso il pop che, però, non coincide con un abbandono della ricerca. “Credo che la forma debba essere a servizio del contenuto. Giocarci mi ha permesso di esprimere più facilmente i temi all’interno del disco. Il pop, se impiegato bene, può fare molto. La discografia e l’industria musicale lo hanno capito più di un secolo fa”.
È anche attraverso questa forma più immediata che le undici canzoni di ‘Sincero!’, costruite intorno alla fine di una relazione, hanno trovato un pubblico disposto a riconoscersi nelle storie raccontate dal cantautore. Un’immedesimazione che, però, non era stata programmata. “È stata una sorpresa. Quando scrivo parto da storie personali, che alla fine diventano di tutti perché i sentimenti di una separazione sono universali. Ma non penso mai a quando diventeranno di qualcun altro. Scrivo per me e poi la canzone vede cosa fare”.
Le collaborazioni con gli amici
E a proposito di condivisione, nel disco ci sono Giovanni Truppi, Faccianuvola, iako, okgiorgio ai synth e alla coproduzione in ‘L’amore è un’altra cosa’ e Gaia Morelli che presta la sua voce in ‘Robina’, oltre a collaborazioni con artisti con cui Rareș lavora da tempo. “Tutte queste persone sono prima di tutto amici e amiche. Se prima non ci incontriamo, anche solo per un caffè, faccio fatica a lavorare insieme a qualcuno, perché è una cosa molto intima, come un primo appuntamento rispetto a una storia che dura da anni”. E il prossimo caffè, con chi vorrebbe prenderlo? “Stimo tantissimi colleghi, ma non ho sogni nel cassetto in questo senso”.
Quello che ancora non è stato raccontato
Se ‘Sincero!’ ha rappresentato un momento importante del suo percorso, Rareș non sembra avere fretta di stabilire quale sarà il prossimo capitolo. “Ogni persona è una e plurima. Se c’è qualcosa che non ho raccontato è perché non volevo farlo o perché non conosco ancora quelle parti di me. E poi c’è la vita: se c’è qualcosa che devo ancora raccontare, probabilmente deve ancora succedere”. Anche per questo non sente il bisogno di forzare la propria espressione artistica. “Ogni fine disco sento di aver dato tutto e che potrei fermarmi. Non saprei, pistola alla tempia, sedermi e fare per forza qualcosa di bello. Penso che ogni cosa abbia il suo corso, inclusa la mia vita e la mia espressione artistica. Quindi non è un binario che forzerò. Lascio che le cose vadano dove devono andare”.
Le nuove date
Nel frattempo, Rareș continua a vivere il momento attraverso i concerti, con nuove date in arrivo il 23 a Pavia, il 26 a Palermo, il 27 a Catania , il 3 ottobre a Comunanza (AP), il 7 a Padova, il 9 a Gravina di Puglia (BA). Un percorso che proseguirà anche in inverno, quando il cantautore tornerà sul palco con un calendario ancora in costruzione. “Vivo ogni concerto come se fosse l'ultimo e questo mi permette di godermelo appieno. Perché non sai mai cosa ti riserva il giorno dopo”. Il prossimo capitolo, insomma, non è ancora scritto. E forse è proprio questa la condizione in cui Rareș oggi sembra trovarsi più a suo agio: senza una rotta già stabilita, ma con la libertà di scoprire dove lo porterà il viaggio.