I Falling in Reverse riuniscono Slipknot e System of a Down

O almeno, le voci dei due gruppi: è la prima collaborazione tra Corey Taylor e Serj Tankian
I Falling in Reverse riuniscono Slipknot e System of a Down
Credits: Alessandro Morandi / Concessione in uso a Rockol

I Falling In Reverse sono tornati a sorpresa con Joseph, nuovo singolo che riunisce due ospiti di assoluto rilievo come Corey Taylor degli Slipknot e Serj Tankian dei System Of A Down. La collaborazione assume un peso particolare anche per un altro motivo: pur appartenendo alla stessa ampia scena del metal contemporaneo e avendo seguito percorsi paralleli, i due vocalist non avevano mai condiviso fino a oggi la partecipazione a uno stesso brano.

Il titolo della canzone è un riferimento diretto a Ronnie Radke, il cui nome completo è Ronald Joseph Radke. Il richiamo personale non coincide però con un racconto autobiografico. “Joseph” affronta infatti argomenti di portata più generale, concentrandosi su guerra, paura della morte, promesse religiose sull’aldilà, fanatismo e sulla tendenza dell’umanità a riprodurre ciclicamente gli stessi meccanismi di violenza.

Alla produzione Radke ha lavorato con Tyler Smyth, responsabile anche di missaggio e mastering. Nei crediti della composizione figurano inoltre Jason Richardson, Daniel Laskiewicz e Luke Holland, tutti musicisti che hanno contribuito alla definizione della più recente identità sonora della band. La produzione delle parti vocali è stata invece curata da Charles Massabo.

Dal punto di vista musicale, Joseph ripropone una delle caratteristiche ormai distintive dei Falling In Reverse: una costruzione priva di andamento lineare e basata su una successione estremamente rapida di atmosfere e linguaggi differenti. L'inizio, affidato a pianoforte e cori, richiama le sonorità di un inno funebre. Radke passa successivamente dal canto melodico al recitato, incorporando elementi rap ed elettronici, fino ad arrivare all’ingresso prepotente delle chitarre e dei breakdown metalcore.

Il testo mette in contrasto le promesse di salvezza offerte dalla religione con la brutalità dei conflitti moderni. Nell’introduzione Radke canta: «Dicono che andremo tutti all’inferno per l’eternità, mentre sganciano bombe su di noi dalle loro macchine da guerra». Nelle sezioni successive l’attenzione si sposta sulle vittime civili, sulla propaganda e su un sistema che continua a generare martiri, idoli e nemici.

È in questo contesto che arriva Corey Taylor, chiamato a intervenire nella parte più aggressiva del pezzo. Il cantante adotta un registro immediatamente riconducibile agli Slipknot, tra ritmo serrato, urla e una vocalità quasi percussiva. Tra i passaggi più espliciti compare la frase: «Sono stanco del modo in cui viviamo: bombardiamo le scuole soltanto per costruire una prigione».

Serj Tankian fa invece il suo ingresso in una parentesi temporaneamente più melodica, portando con sé inflessioni teatrali e repentini cambi di tono tipici del linguaggio dei System Of A Down. La sua parte interrompe momentaneamente la tensione per poi accompagnare il brano verso una nuova crescita d’intensità. Nel finale, le parole “guerra”, “orgoglio”, “sangue” e “genocidio” introducono una sequenza costruita proprio sulla reiterazione del conflitto: «Benedici il martire, ama il tuo vicino, uccidi tuo padre, ripeti il ciclo».

Per Ronnie Radke, quella con Corey Taylor è in realtà una collaborazione già sperimentata. Il frontman degli Slipknot aveva partecipato nel 2019 a Drugs, episodio conclusivo della trilogia aperta da Losing My Mind e proseguita con Losing My Life. Quel ciclo rappresentò uno snodo importante nell’evoluzione della strategia dei Falling In Reverse, sempre più concentrata sulla pubblicazione di singoli autonomi accompagnati da videoclip ad alto budget.

Parlando della precedente esperienza con Taylor, Radke aveva definito il cantante degli Slipknot «la persona più gentile in assoluto», indicando il suo coinvolgimento come uno dei segnali che la nuova impostazione stava dando risultati. Nel 2023 aveva ricordato: «Poi è arrivata “Popular Monster” ed è esploso tutto. Ho capito che dovevo continuare in questa direzione».

Più recente è invece il rapporto con Serj Tankian, che prima di Joseph non aveva dato origine ad alcuna collaborazione discografica ufficiale con i Falling In Reverse. Il frontman dei System Of A Down aveva tuttavia già manifestato interesse nei confronti della band. Nel 2024, durante un’intervista, aveva raccontato di aver ascoltato anche i Falling In Reverse e i Polyphia, definendoli «davvero interessanti». Aveva inoltre aggiunto: «Un mio amico mi sta facendo conoscere molti gruppi particolari e gliene sono molto grato».

Con Joseph, quell’interesse si traduce dunque per la prima volta in un incontro concreto. Il brano rappresenta inoltre il primo confronto discografico tra Tankian e Taylor, due vocalist che hanno contribuito in modo significativo alla trasformazione del metal tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. Gli Slipknot hanno costruito il proprio linguaggio attraverso violenza sonora, immaginario horror e una forte dimensione collettiva, mentre i System Of A Down hanno sviluppato un’identità fondata su cambi di tempo, melodie armene, satira e testi politici. In “Joseph”, Radke non si limita però a utilizzare i due artisti come semplici ospiti: le loro caratteristiche vocali diventano parti integrate nella struttura del brano.

La stessa impostazione viene ripresa dal videoclip, diretto da Jensen Noen. Corey Taylor compare con la maschera degli Slipknot all’interno di una sequenza di combattimento, mentre Tankian viene inserito nella parte più sospesa del video. Intorno ai tre musicisti si sviluppa ancora una volta il caratteristico immaginario cinematografico dei Falling In Reverse, popolato da incidenti aerei, motociclette, demoni, scheletri e montagne di ossa.

La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.