Continua la redenzione di Robert Plant
La pubblicazione digitale dell'EP Saving Grace: All That Glitters..., attesa per il 9 ottobre 2026 dopo il precedente debutto in formato vinile per il Record Store Day di aprile, è anticipata dall'uscita di Two Coats, un pezzo che cristallizza alla perfezione l'attuale stato di grazia acustica di Robert Plant.
Si tratta di un brano tradizionale le cui origini risalgono al 1914 circa a firma Frank M. Graham, noto storicamente anche con il titolo I Laid Off the Old Coat and Put On the New, che Plant e il suo collettivo eseguono dal vivo sin dagli esordi del progetto nel 2019. Affiancato ancora una volta dalle armonie vocali e dalla fisarmonica di Suzi Dian, l'ex Led Zeppelin offre un'interpretazione sobria ma potente, sostenuta da una formazione d'eccezione che vede Tony Kelsey alle chitarre, Matt Worley al banjo e agli strumenti a corda, Barney Morse-Brown al violoncello e Oli Jefferson alle percussioni.
Un arrangiamento votato all'essenzialità
L'arrangiamento di Two Coats è votato alla sottrazione e all'interplay acustico, essendo nato durante sessioni informali in casolari e piccoli concerti senza clamore nelle campagne inglesi e sui confini gallesi. Il brano rifugge qualsiasi eco rock magniloquente, appoggiandosi piuttosto su un dialogo intimo e misurato tra il banjo di Worley e le pennellate scure del violoncello di Morse-Brown.
La resa vocale di Plant è volutamente morbida e profonda: le linee melodiche tra lui e Suzi Dian non cercano mai il virtuosismo, ma si fondono in un unico amalgama timbrico che restituisce in presa diretta l'atmosfera di un laboratorio di musica roots. La strumentazione arricchisce il quadro: i membri dei Saving Grace sono diventati, suonando insieme in questi anni, interpreti e stilisti unici di questo repertorio centenario.
L'allegoria spirituale e l'abbandono del passato
Dal punto di vista testuale, Two Coats poggia su una potentissima e suggestiva allegoria spirituale dalle chiare radici folk. Il "vecchio cappotto", descritto come logoro e lacerato, rappresenta la fallibilità dell'esistenza umana e le fatiche della vita terrena in cui siamo tutti accomunati, mentre il "nuovo cappotto" donato dal Salvatore simboleggia la redenzione, capace di proteggere e tenere al caldo l'anima sia nel gelo dell'inverno sia durante le tempeste.
Nelle mani e nella voce di Plant, la devozione viene spogliata del suo dogmatismo per farsi riflessione universale sulla mortalità e sulla necessità umana di trasformarsi. L'atto di abbandonare coscientemente la vecchia veste per indossare la nuova diventa la metafora della spoliazione dai pesi del passato, una confessione che il cantante padroneggia con disarmante onestà emotiva.
La destrutturazione del mito rock
Questo specifico significato allegorico si allinea in maniera assoluta e perfetta alla traiettoria intrapresa dal cantante nel periodo post Led Zeppelin. Da decenni, infatti, Plant ha - metaforicamente ma anche letteralmente - dismesso il "vecchio cappotto" del frontman hard rock, rifiutando le sirene della nostalgia per assecondare una curiosità musicale onnivora.
Passando per le collaborazioni di matrice bluegrass con Alison Krauss, fino a giungere a questo collettivo comunitario nato sui confini del Galles, Plant ha scientemente destrutturato il proprio mito. Two Coats è l'emblema definitivo di questo percorso: la testimonianza di un artista che ha smesso di assecondare le aspettative del passato e scava con devozione tra i canti di un secolo fa per trovare una libertà espressiva totale, abitando il proprio presente con gioia e umiltà.