Ma i talent contano ancora?
Estate 2008. In radio imperversa "Non ti scordar mai di me" di Giusy Ferreri, la prima grande stella lanciata dall’edizione italiana di X Factor, il talent show ideato nel Regno Unito da Simon Cowell e arrivato in Italia su Rai 2 con Simona Ventura. Alla fine di quell’estate il singolo arriverà a vendere circa 300 mila copie, prevalentemente fisiche, conquistando il Disco di diamante. Cinque anni prima dell’avvento dello streaming, numeri che raccontano bene la potenza di un meccanismo che sembrava in grado di trasformare un volto televisivo in una popstar nel giro di poche settimane. Anche l’Ep da cui il brano prende il titolo venderà altre 300 mila copie. Amici di Maria De Filippi quando X Factor approda sulla seconda rete Rai è già alla sua settima edizione. E non resta a guardare. Nel febbraio 2009 Marco Carta, vincitore dell’edizione precedente del talent di Canale 5, si presenta al Festival di Sanremo tra i Big. Con "La forza mia" conquista il primo posto e diventa il primo cantante uscito da un talent show a vincere all’Ariston, incoronato da Paolo Bonolis sotto lo sguardo della stessa Maria De Filippi, ospite della finale. Dopo di lui arriveranno Valerio Scanu, Emma Marrone, Marco Mengoni (lanciato però da X Factor e non da Amici), Il Volo (nato dal baby talent Ti lascio una canzone di Antonella Clerici), i Maneskin (anche loro da X Factor) e Angelina Mango. Per qualche anno è sembrato quasi che la televisione avesse trovato una corsia preferenziale per la costruzione delle nuove popstar italiane. Oggi, però, il quadro è molto diverso. A diciotto anni dall’exploit di Giusy Ferreri e a diciassette dalla vittoria sanremese di Marco Carta, nella musica italiana è cambiato quasi tutto. I fenomeni più rilevanti dell’ultimo decennio, da Ultimo a Geolier, da Olly ad Anna, non arrivano dai talent. Sono emersi attraverso altri percorsi, spesso costruiti sulla rete, sui social, sul passaparola digitale. E allora la domanda, proprio mentre X Factor si prepara a festeggiare i vent’anni, sorge spontanea: i talent show funzionano ancora? E soprattutto: che cosa devono fare oggi per funzionare? La nuova edizione di X Factor, la ventesima, debutta questa sera su Sky con la prima delle sei puntate dedicate alle audizioni, in attesa dei live dal 22 ottobre fino alla finale del 3 dicembre al Forum di Assago. Alla conduzione è confermata Giorgia, mentre in giuria Irama prende il posto di Achille Lauro accanto a Paola Iezzi, Jake La Furia e Francesco Gabbani.
Da fabbrica di popstar a fabbrica di personaggi
X Factor è nato con una missione piuttosto precisa: trovare la nuova popstar della musica italiana. Per anni ha centrato l’obiettivo, anche se spesso la televisione ha dimostrato che vincere non era affatto indispensabile. Giusy Ferreri, del resto, nel 2008 arrivò seconda, dietro agli Aram Quartet. Noemi, l’anno successivo, non arrivò nemmeno in finale. Non vinse Leo Gassmann, che dopo il talent si sarebbe rilanciato fino a conquistare il Festival di Sanremo nel 2020. E non vinsero neppure i Maneskin, secondi nel 2017 dietro al tenore Lorenzo Licitra. Proprio i Maneskin rappresentano, a oggi, l’ultimo caso davvero clamoroso di una star uscita dal programma. Dopo di loro il bilancio è decisamente più incerto. Della vincitrice in carica, Rob, si sono perse le tracce. Delia, terza classificata nell’ultima edizione, ha avuto qualche soddisfazione, compreso il tormentone estivo "Al mio paese" con Levante e Serena Brancale, ma siamo lontani dai fenomeni di massa di un tempo. Desaparecida anche Mimì, vincitrice nel 2024. Lorenzo Salvetti, quarto classificato in quell’edizione, si è rimesso in gioco lo scorso anno partecipando ad Amici e vincendo l'ultima edizione del programma, senza però riuscire finora a trasformare quella visibilità in un vero successo discografico. Non si hanno notizie particolarmente significative neppure di Sarafine, vincitrice nel 2023. Quell’edizione, però, qualche traccia l’ha lasciata: Settembre ha vinto le Nuove proposte di Sanremo e Angelica è arrivata seconda nell’edizione successiva. I Santi Francesi, vincitori nel 2022, hanno provato a consolidare il percorso partecipando a Sanremo Giovani nel 2023 e poi al Festival tra i Big l’anno seguente. In compenso, paradossalmente, il talent sembra aver trovato una nuova funzione: non tanto scoprire personaggi da lanciare, quanto rilanciare personaggi già famosi. È successo con Giorgia, artisticamente rinata negli ultimi anni anche grazie al ritorno in televisione e alla conduzione del programma. È successo con Achille Lauro, che da giudice ha conquistato un pubblico più nazionalpopolare, accompagnando un processo di "normalizzazione" del proprio personaggio dopo gli anni più divisivi di "Rolls Royce" e "Me ne frego". È successo con Paola Iezzi, tornata prepotentemente al centro della scena. E adesso tocca a Irama. La giuria, insomma, rischia di diventare più interessante dei concorrenti. O, almeno, più spendibile dal programma.
E Amici?
Nemmeno dall’altra parte della barricata le cose sembrano andare come un tempo. Amici ha compiuto venticinque anni e per lungo tempo è stato una vera e propria fabbrica di successi discografici. Gli allievi, una volta terminata la stagione televisiva, conquistavano le classifiche e facevano incetta di Dischi d’oro e di platino. Oggi il rapporto tra partecipazione al programma e successo musicale appare molto meno automatico. L’ultima edizione ne è un esempio. Lorenzo Salvetti ha raccolto finora consensi limitati, così come Elena D’Elia, l’altra cantante arrivata in finale. Di Trigno e Antonia Nocca, finalisti del circuito canto della precedente edizione, si è parlato molto meno dopo la fine del programma. Decisamente meglio è andata a Sarah Toscano, vincitrice nel 2024, che oltre a portare avanti la carriera musicale ha cominciato ad allargare i propri confini, arrivando anche al cinema con "Non abbiam bisogno di parole", conquistando tutti. Fortunato il caso di Angelina Mango, che nel 2023 non sollevò la coppa di vincitrice assoluta ma conquistò il circuito canto. Nei mesi successivi arrivò la consacrazione definitiva: la vittoria al Festival di Sanremo con "La noia", la partecipazione all’Eurovision e l'ingresso in una dimensione di popolarità che va ben oltre quella garantita dal programma. Dopo la deludente annata del 2022, vinta da Luigi Strangis, Angelina ha dimostrato che Amici poteva ancora individuare una potenziale popstar. Il problema è che lo fa senza la continuità di un tempo. Ora il programma si prepara a voltare pagina. L’anno accademico 2026/2027 partirà domenica 4 ottobre con la formazione della nuova classe e porterà con sé una novità curiosa e bizzarra: accanto alle discipline storiche, il canto e il ballo, entreranno anche quelle sportive, con boxe, pattinaggio artistico e judo. Un concorrente per ciascuna disciplina, alle prese con allenamenti, sfide e giudizi. Insomma, Amici non sembra più voler essere soltanto una scuola televisiva per aspiranti cantanti e ballerini, ma come tutti i programmi longevi, prova a reinventarsi per restare dentro un immaginario che nel frattempo è cambiato.
Ma cosa cerca davvero il pubblico?
Vent’anni fa, per un ragazzo che voleva farsi conoscere, i talent erano una delle pochissime scorciatoie possibili. Oggi i canali per emergere si sono moltiplicati: social e piattaforme permettono di costruire una comunità senza passare necessariamente da una redazione televisiva, da un produttore o da una casa discografica. Lecito chiedersi che posizione occupino oggi i talent in tv e soprattutto cosa cerchi il pubblico in quei contesti. Ancora voglia di scoprire le potenziali nuove stelle della musica, ammesso che ce ne siano e che scelgano questi canali per emergere, o semplice intrattenimento? Francesco Gabbani, da due anni siede su una delle quattro poltrone della giuria di X Factor e che nel 2017 dichiarò di aver rifiutato l’offerta di un talent («Non ho nulla contro i talent, anzi, ma penso che non si possa parlare, ora come ora, di regressione perché i risultati si vedono sempre a lungo termine. I talent hanno solo un problema: fanno sembrare che per far musica devi essere prima famoso. Insomma: tutto l’opposto di quel che ho fatto io»), risponde: «Secondo me c’è la parte dell’intrattenimento. Dall’altra continua ad esserci la speranza, il provare a vedere se un talento può sbocciare sul palco». Giorgia: «Il pubblico continua a seguirli, si affeziona ai ragazzi». E Jake La Furia: «Il dato della musica dopo la trasmissione è importante, ma noi qua non facciamo musica, facciamo televisione». Forse la risposta si trova semplicemente - e banalmente - qui.