E’ successo nel 2005: 26 ottobre

E’ successo nel 2005: 26 ottobre
Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol
Torna Edoardo Bennato: 'La mia lotta ai confini dell'impero anglo-americano' (26 ottobre 2005)

Si presenta come un guerriero Edoardo Bennato, oggi a Milano per incontrare la stampa in occasione dell'uscita del suo ultimo lavoro, "La fantastica storia del Pifferaio Magico", ambiziosa rock opera (disponibile su Cd d DVD) che coinvolge i migliori nomi della scena musicale tricolore: giacca di pelle e parlantina (fin troppo) sciolta, il rocker fieramente partenopeo (ma innamorato delle civiltà nordiche) non perde tempo e parte all'attacco. "La pubblicazione del mio nuovo lavoro non è un punto d'arrivo, ma l'inizio di una scommessa. Mi piacerebbe farne un film d'animazione e un musical, ma al momento sono alla ricerca di fondi. Non è facile raccogliere i mezzi per realizzare un'opera così ambiziosa, specie qui e adesso, ai confini dell'impero anglo-americano". Alla corte di Bennato, per realizzare "La fantastica storia del Pifferaio Magico", sono convenuti Irene Grandi, Max Pezzali, Raf, Alex Britti (in veste di chitarrista), Piero Pelù, Jovanotti, Sugarfree, Neffa, Roy Paci, i Sud Sound System, gli Zeropositivo, gli Africa Unite, Daniele Groff, i Negrita, Capone & Bungt Bangt, Velvet e Morgan: una parata di stelle difficile da gestire? "Ad ogni collega che ha intrapreso con me questa avventura ho chiesto solo una cosa: di contribuire con la propria personalità al disco. Per Irene Grandi ho scritto una canzone 'su misura', ma gli altri sono stati bravissimi ad intepretare i miei brani di repertorio filtrandoli con la propria personalità. Esempi? Difficile elencarli tutti... I Sud Sound System e i Negrita, i primi gruppi coi quali sono entrato in contatto, sono stati molto abili nel confrontarsi coi brani da riproporre. Anche Morgan, che possiede una cultura musicale vastissima, è stato eccezionale nel darsi anima e corpo al progetto". Scorrendo gli episodi de "La fantastica storia..." si ha l'impressione di essere al cospetto di un'opera politica, ma Bennato ci tiene a prendere le distanze dal cliché di artista impegnato: "Prendete il brano 'Ecco i prestigiatori': ecco, per me i politici sono quelli. E' il loro compito essere prestigiatori, cambiare le carte in tavola, confondere. Ma non me la prendo solo con loro. Anzi: credo che l'arroganza e la supponenza della classe dominante sia foraggiata dall'indifferenza delle persone. E' inevitabile: tempo fa la gente era più consapevole, oggi invece si tende a giudicare una situazione o un periodo storico solo in base al benessere. Ciò è un male, perché così si rischia di diventare apatici nei confronti di determinate cose, lasciando campo libero a chi intende comandare". Bennato: così napoletano, ma anche così critico nei confronti della rassegnazione e della scarsa consapevolezza della sua gente: "Credo esista una costante latitudinale che metta in relazione la posizione geografica e la consapevolezza dei popoli. Prendete gli abitanti dell'Africa, ad esempio, e i nordici: osservate come in Svezia, in Danimarca e negli altri paesi del nord le persone siano così consapevoli, mentre invece troppo spesso a sud regni la confusione ed il disordine... Credo che la consapevolezza di un popolo di misuri su come vengano trattati i bambini: a Stoccolma, tanto per citare un capitale del nord, sono tenuti in considerazione, non viziati ma curati e coccolati, mentre da altre parti sono mandati in guerra. Tutto ciò e gravissimo: quando siamo davanti ad un bambino, siamo davanti al nostro futuro". L'Italia, quindi, geografico trait d'union tra Europa e Africa, è ancora "ok"? "Dipende, l'Italia ha tanti pregi e tanti difetti. Sicuramente noi italiani siamo aiutati dal fatto di vivere in uno dei paesi più belli del mondo. Anche se le cose, va detto, possono essere migliorate. E molto. E poi ricordiamoci che lo stivale, come ebbe a dire Metternich, è sostanzialmente un'espressione geografica". E' un fiume in piena, Bennato: tra un commento su Celentano ("E' bravissimo, mi ricorda Totò: sa essere divertente, pungente ma mai volgare: sa contenere il proprio livore, è positivamente costruttivo, al di là di ogni colore") e qualche ragguaglio sui suoi ultimi ascolti ("John Lee Hooker, ma anche Feeder e Black Rebel Motorcycle Club") il rocker - pungolato da qualche collega - trova il tempo di scherzare, anche su se stesso. "Se ho tutte le risposte a domande come 'chi siamo?', 'dove andiamo?' e 'da dove veniamo?'? Certo che le ho: saranno l'argomento del mio prossimo disco".
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