Ma siamo certi che trasformare Ozzy in un avatar sia giusto?

Il progetto, voluto dalla famiglia, permetterà ai fan di parlare con una sua versione virtuale.
Ma siamo certi che trasformare Ozzy in un avatar sia giusto?
Credits: Castello collana Chinaski - “Ozzy la storia” di Ken Paisli

A un anno dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, la famiglia Osbourne ha annunciato un progetto destinato a prolungare digitalmente l’eredità del cantante: un avatar interattivo basato sulla sua “digital DNA”. E anche a generare polemiche.  L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Hyperreal, azienda specializzata in avatar immersivi e intelligenza artificiale applicata all’intrattenimento. L’annuncio è stato dato da Sharon e Jack Osbourne durante il Licensing Expo 2026 di Las Vegas. “È impressionante quanto sia accurato”, ha spiegato Jack Osbourne. “Ozzy continuerà a esistere digitalmente finché esisteranno i computer”. Secondo quanto raccontato dalla famiglia, l’avatar sarà in grado di interagire con il pubblico rispondendo alle domande con la voce e il carattere tipici del frontman dei Black Sabbath.

Sharon Osbourne ha aggiunto che il progetto verrà portato “in tutto il mondo”, permettendo ai fan di dialogare direttamente con una versione virtuale del cantante. “Puoi chiedere qualsiasi cosa a Ozzy e lui ti risponderà come avrebbe fatto davvero”, ha dichiarato. Hyperreal aveva già lavorato in passato a esperienze digitali legate a icone della cultura pop, tra cui il ringiovanimento digitale di Paul McCartney e un ologramma interattivo di Stan Lee. Per la famiglia Osbourne, il punto centrale resta però l’autenticità. “Non vogliamo trasformare Ozzy in qualcosa che non era”, ha spiegato Jack. “Ogni scelta e risposta dovrà riflettere chi era veramente. La domanda da farsi è sempre: cosa farebbe Ozzy?”. C'è anche un'altra domanda, però, sull'avatar: ma siamo davvero certi che questa sia la scelta giusta?

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