Tiziano Ferro rifà “Xdono” con Lazza

La nuova versione si intitola “XXdono”
Tiziano Ferro rifà “Xdono” con Lazza

“XXdono”, il nuovo brano di TIZIANO FERRO disponibile in tutti gli store digitali e in radio da venerdì 15 maggio, è una rivisitazione di “Xdono”, il singolo che Ferro pubblicò il 22 giugno del 2001 – 25 anni fa, realizzata con la partecipazione di Lazza, NKO e Zef.

Tiziano Ferro:

“Quando nel 2001 presentavo questo brano alle etichette in cerca di contratto nessuno voleva firmare quel sound, troppo R’N’B per quel tempo. Oggi sono felice di aver aperto una strada e di aver dato il via ad un nuovo genere nel nostro paese”.

Recentemente il produttore della prima versione di “Xdono”, Michele Canova Iorfida, ha confessato a “Rolling Stone Italia” che la base musicale di “Xdono” era stata copiata da “Did you ever think” di R. Kelly, risuonandola:

«Tiziano [...] cantava bene; io avevo capito come copiare il suono che da sempre piaceva a lui, un certo tipo di R&B. [...] Ovviamente non potevo campionare direttamente: perché se l'avessi fatto, poi giustamente ci facevano causa. Xdono, non è più un mistero per nessuno, era proprio presa di peso da un pezzo di R. Kelly. Io e Tiziano ci siamo guardati, me lo ricordo ancora oggi, mentre eravamo in studio: "Facciamo la marachella? Sì, dai: facciamola". E così semplicemente risuonai il pezzo: perché se lo risuoni al massimo possono dirti che hai copiato, ma giuridicamente non possono farti un cazzo. A meno che non diventi veramente grosso grosso, eh: e così fu, dopo. Inevitabile allora che a un certo punto ci arrivasse una lettera d'avvocato. Che arrivò. «Eh, c'hanno beccato». Ma poi in realtà, legalmente parlando, non poterono farci nulla.»

Parlando di Lazza, Ferro ha raccontato:

“Lazza mi scrisse quando ancora era un ragazzo che stava iniziando a farsi largo nel mondo della musica. Era un mio fan e ci scrivemmo, come ormai succede spesso, su Instagram. Di lui mi colpiva non solo lo stile rap ma anche il fatto che fosse un ottimo musicista, uno capace di suonare anche Mozart all’occorrenza.
Quando tempo dopo lo vidi sul palco di Sanremo rimasi stupito positivamente dal suo passaggio. Era uno dei pochi artisti sempre in nota e il pezzo era bellissimo, il mio brano preferito di quella edizione.
Auguro a Lazza, un artista completo e fortissimo, una lunghissima carriera e di continuare a scrivere canzoni che possano rimanere, come quella “Cenere” che me lo ha fatto scoprire, nel cuore e nella testa del pubblico”.

Per Lazza,

“'Xdono' è un brano generazionale capace di passare, come è successo a me, di madre in figlio, e che oggi come ieri tutti conoscono. Sono felice che Tiziano abbia pensato a me. Mentre parlavamo tempo fa gli avevo buttato lì il fatto che amassi quella canzone e che sarebbe stato incredibile cantarla insieme ma non avrei mai immaginato di essere il coprotagonista di questa nuova versione.
Ammetto che scrivere la mia strofa è stato impegnativo, mi sentivo un grande carico di responsabilità perché sapevo di mettere mano su un brano che è un colosso della musica italiana e di lavorare accanto ad una leggenda”.

“XXdono” arriva dopo la collaborazione con Giorgia in “Superstar” e aggiunge un nuovo tassello alla tracklist di “Sono un grande (Deluxe)”, la nuova versione del disco  pubblicato lo scorso autunno da Sugar Music che sarà disponibile dal 22 maggio in digitale  e dal 29 maggio in versione CD in tutti i negozi oltre che in formato CD con poster e CD con poster autografato in esclusiva per Sugar Music qui. 

Oltre a “SUPERSTAR” e “XXDONO”, “SONO UN GRANDE (DELUXE)” conterrà altri 5 brani di cui altre 3 collaborazioni inedite e inaspettate.

 

Qui di seguito la storia di “Xdono” raccontata da Vincenzo Rossini.

 

“Xdono” di Tiziano Ferro, da “Rosso relativo”, EMI, 2001.

Un giovanissimo cantante dalla faccia pulita mette a soqquadro lo studio del discutibile talk show “Le cure del cuore” per dichiarare la sua urgente richiesta di ‘xdono’, scritto con la “x” al posto del “per” (come faceva Prince). È una profezia: quel cantante si chiama Tiziano Ferro e diventerà la più grande popstar italiana degli anni zero, per ragioni che sono già tutte lì dentro quel video: il tono platealmente confidenziale, la passionalità dell’eloquio, l’azione esagitata ma perfettamente ritmica, che lascia intravedere la capacità del nostro di sbaragliare la metrica, spingere le frasi al limite massimo della prosodia, risultando sempre credibile.

Piombato dal nulla sul mercato nel 2001, “Rosso relativo” costringe la musica italiana a un prima e un dopo. Il prima è il pop degli anni novanta, che assorbe suggestioni R&B attraverso l’azione morbida di artiste come Giorgia o Irene Grandi (che virano presto sul pop- rock) ma che di base resta una questione sanremese, acuti sviolinate e zucchero a profusione. L’urban non esiste o quasi: lo si ascolta nei Sottotono, in Irene Lamedica, nei Soul Kingdom di La Pina, ma è il colore di una visuale rap (comunque influente per Ferro, che nel 1999 è vocalist nel tour dei Sottotono).

Poi arriva “Xdono”, il primo vero urban tricolore: la metrica rap invade le strutture pop forzandone gli stereotipi, meccanizzando il ritmo e umanizzando i cliché. I versi sono complessi, fitti di capitomboli, compressioni, ripetizioni e densamente concentrati sulla ritmica, spericolata e ossessiva. “Xdono” suona nuova, originale, ipnotica. L’armonia è elementare, basata su due soli accordi come quella di “The Boy is Mine” di Brandy & Monica. Solo che dove nei Novanta questo stile in fondo statico era la base per acuti e melismi, qui tutto diventa una questione di ritmo: “Di-re-che-sto-be-ne-con-te (pausa) è-po-o-co / di-re-che-sto-ma-le-con-te (pausa) è-un-gio-o-co”: Tiziano usa figure metriche rapidissime (semicrome) come un martelletto pneumatico; mentre il kick della batteria elettronica va spesso in contrappunto, fa pause e riattacca bruscamente, in sincope costante, voce e ritmo ingaggiano una specie di lotta a chi sorprende più, invece che stabilire l’uno il dominio dell’altro.

Come faceva Aaliyah, scomparsa in un incidente aereo a 22 anni, nel 2001, proprio mentre Tiziano riempiva le nostre radio. La sua “Are You That Somebody” aleggia ovunque in “Rosso relativo” (nel 2019 Ferro coronerà un sogno riuscendo a farsi produrre “Accetto miracoli” dall’inventore di quel suono, Timbaland). Ancor più irriverente è il modo di mettere il peso nel verso, tutto sull’inizio, che è principio ma anche punto di arrivo: “Regalami un sorriso io ti porgo una / rosa, perché so come sono, infatti chiedo / Xdono”.

Il lessico è elementare. “Scusa”, “posa”, “rosa”: sembrano le filastrocche in rima infantili, anch’esse diaboliche manifestazioni della coercizione mentale.“Su questa amicizia nuova pace si posa” vale un po’ come un “pace pace di Gesù, non lo faccio più”. È un meccanismo infinito, ciclico, che sfuma i contorni tra strofa e ritornello in un unico flusso, una cantilena infantile che vuole prenderti per sfinimento. Ti chiederò perdono finché non mi perdonerai, ma non uso strazianti acuti o crescendo da standing ovation per farlo, piuttosto ti ipnotizzo, ti incastro in un ritmo da cui non puoi venire fuori. E infatti mentre il pezzo sfuma, perché potrebbe continuare all’infinito, l’Europa tutta lo manda in loop senza sosta: dopo il latin pop dal portamento rischiosamente tendente alla letargia di Ramazzotti e Pausini, è la prima “cosa davvero nuova” che esportiamo.

(di Tiziano Ferro / © EMI/Nisa/Pandar/Sugarmusic)

(Vincenzo Rossini)

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

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