Bob Dylan, dopo 60 anni ricompare un manoscritto originale
A distanza di sei decenni, riemerge dall'ombra un autentico cimelio della storia del rock: il testo autografo di "I'm Not There", scritto di proprio pugno da Bob Dylan. Il prezioso documento risale al 1967, l'anno delle mitiche sessioni dei Basement Tapes tenutesi a Woodstock, durante le quali il cantautore collaborò con i musicisti che avrebbero poi dato vita a The Band.
La canzone è considerata una delle tracce più affascinanti e misteriose dell'intera discografia dylaniana. Sebbene sia rimasta ufficialmente inedita per moltissimo tempo, la sua importanza culturale è stata tale da ispirare il titolo dell'omonimo film biografico di Todd Haynes del 2007, in cui diversi attori interpretavano le varie sfaccettature dell'artista.
Il testo è stato ritrovato in una copia di Ankor Wat, la meditazione poetica di Allen Ginsberg sul tempo, la rovina e la spiritualità composta dopo uno degli ultimi viaggi in Asia. Il libro autografato era stato regalato dallo stesso Ginsberg a Sally Grossman, la moglie dello storico manager di Dylan, Albert Grossman. La donna, che appare sulla copertina di Bringing It All Back Home, è morta nel 2021 e alla sua scomparsa quel volume è finito nelle mani di un mercante di libri rari: sfogliandone le pagine, è uscito il foglietto dattiloscritto.
I testi autografi del Premio Nobel per la letteratura continuano a registrare risultati straordinari sul mercato. Solo lo scorso anno, le bozze dattiloscritte di Mr. Tambourine Man sono state vendute per oltre 500.000 dollari da Julien's Auctions. Altri manoscritti hanno raggiunto cifre ancora più elevate: dai 2 milioni di dollari pagati da Sotheby's per l'unica bozza conosciuta di Like a Rolling Stone ai 2,5 milioni di dollari sborsati lo scorso marzo da Christie's per il testo scritto a matita dell'inno folk del 1964 The Times They Are A-Changin'.