Bruce Hornsby, un vecchio bastardo che guarda al passato

Esce "Indigo park", il nuovo album dell'eclettico tastierista statunitense
Bruce Hornsby, un vecchio bastardo che guarda al passato

Nella giornata di domani Bruce Hornsby, con il supporto degli abituali Noisemakers, pubblicherà un nuovo album intitolato "Indigo park". L'uscita del disco è stata anticipata dai singoli "Indigo Park" e "Ecstatic", quest'ultima canzone presenta il featuring di Bonnie Raitt. Quella con la 76enne musicista statunitense non è l'unica collaborazione presente nell'album. Oltre a lei si possono citare il cantautore californiano Blake Mills, gli oggi scomparsi Bob Weir (cantante e chitarrista) e Robert Hunter (autore) dei Grateful Dead, il batterista Chris Dave, il frontman dei Vampire Weekend Ezra Koenig e il bassista di lungo corso Pino Palladino.

Bruce Hornsby veleggia verso i 72 anni e può dirsi orgoglioso e fiero di una carriera che l'ha visto calcare il palco del Saturday Night Live, composto musiche e colonne sonore per il regista cinematografico Spike Lee, suonato per anni con i Grateful Dead, inciso due album con il virtuoso del mandolino Ricky Skaggs e un disco con Christian McBride e Jack DeJohnette, collaborato con i Bon Iver e lavorato con artisti di spessore superiore quali Bob Dylan, Bob Seger, Chaka Khan, Elton John, Jerry Garcia, Mavis Staples, Ornette Coleman, Robbie Robertson, Stevie Nicks, Sting, Wayne Shorter, Willie Nelson, Brandon Flowers, Danielle Haim, Goose, Jamila Woods e yMusic. Per rendere ancora meglio l'idea del suo corpus artistico è stato ospite in oltre duecento dischi.

In questo aprile, oltre all'uscita del nuovo album, ricorre anche il 40esimo anniversario della pubblicazione del suo primo album "The Way It Is", uscito come Bruce Hornsby and the Range. Questo disco rimane il suo lavoro di maggior successo in termini di classifica – raggiunse infatti la terza posizione -, mentre la title track si insediò addirittura alla posizione numero uno.

E' compito impossibile ingabbiare il musicista originario dello stato della Virginia in un unico genere musicale. L'eclettismo e la sensibilità di Hornsby lo portano a muoversi perfettamente a suo agio in mondi apparentemente diversi e distanti come possono essere rock, bluegrass, jazz, classica, elettronica e altro ancora. La musica (oltre alla passione per il basket) è totalmente al centro della sua vita. Talmente al centro da averlo spinto a chiamare un figlio Russell, in onore di Leon Russell, e l'altro Keith, in onore di Keith Jarrett.

Le canzoni presenti in "Indigo Park" sono istantanee autobiografiche che traggono ispirazione dal ricordo di avvenimenti accadutigli in passato ("Sono un vecchio bastardo che guarda indietro al passato (...) Quando sei giovane e inesperto non sai niente") che gli sono state di lezione per mettere a fuoco il suo pensiero al giorno d'oggi. Se la vista della copertina di "Indigo Park" non vi è del tutto nuova è solo perché ritrae l'opera del 1921, 'Night Shadows', del grande pittore americano Edward Hopper.

Tracklist:

01.Indigo Park

02.Memory Palace (feat. Ezra Koenig)

03.Entropy Here (Rust in Peace)

04.Silhouette Shadows

05.Ecstatic (feat. Bonnie Raitt)

06.Alabama

07.North Dakota Slate Roof

08.Sliver of Time

09.Might As Well Be Me, Florinda (con Bob Weir & feat. Blake Mills)

10.Take a Light Strain

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