Lola Young conferma: “Sono in fase di recupero dalla dipendenza”
In una recente intervista concessa all’edizione britannica del “Times”, ripresa dal magazine “People”, Lola Young ha fatto sapere di essere in un percorso di recupero dalla dipendenza da droghe e di sentirsi meglio dopo il crollo avvenuto durante la performance dello scorso settembre.
“Per il bene della mia privacy, credo che preferirei non dire troppo”, ha detto la 25enne cantante britannica, da molti considerata l'erede di Amy Winehouse. Ha aggiunto: “Quello che posso dire è che la riabilitazione è un processo continuo. Non sono un prodotto finito, ma sto molto, molto meglio”. Chiarendo cosa intende per riabilitazione, Young ha specificato: “Intendo recupero dalle droghe, sì. Quando sei in riabilitazione, non significa necessariamente che si tratti di droghe. Ma nel mio caso specifico, sì”.
Nel corso dell’intervista, la voce di “Messy” ha anche confermato di partecipare regolarmente agli incontri degli Alcolisti Anonimi. Le recenti dichiarazioni di Lola Young arrivano circa sei mesi dopo che è svenuta sul palco durante un concerto, lo scorso settembre all'All Things Go di New York, e la conseguente cancellazione di tutte le sue apparizioni pubbliche. Tra gli appuntamenti annullati, anche il concerto che Lola Young avrebbe dovuto tenere al Fabrique di Milano il 29 maggio 2026, parte del tour legato all'album "I'm Only F**king Myself".
In passato, Young aveva già parlato apertamente della sua dipendenza dalla cocaina e, secondo il “Times” britannico, è stata in riabilitazione due volte, tanto che il suo terzo album in studio “I’m Only F**king Myself” è stato registrato dopo un programma di cinque settimane alla fine del 2024. "Stavano succedendo molte cose nella mia vita personale. Stavo affrontando diversi problemi di salute mentale, e lottando molto con la dipendenza”, ha raccontato l’artista nella recente intervista. Young, che ha vinto nella categoria "Best Pop Solo Performance" ai Grammy 2026, è però pronta a tornare sul palco. Dopo aver tenuto il suo primo concerto da headliner dopo l’episodio di settembre al London Palladium il 4 marzo e sarà in tour nel Regno Unito a giugno. "Ora sono in una posizione in cui posso fare cose che prima non avrei potuto fare", ha affermato la cantante: "Facendole più lentamente, con più intenzione, ma in un modo che sento giusto per me". A chi si trova in un percorso di recupero, Young ha infine detto: "È un viaggio continuo. Bisogna essere gentili con se stessi. Bisogna ricordarsi sempre che non si è soli. Non si è mai, mai soli".
Già lo scorso marzo, in un’intervista per l’edizione statunitense di “Rolling Stone”, la cantante aveva definito quell’episodio sul palco a New York come un campanello d’allarme. “Sono molto grata che sia successo perché è stato, come si dice, un punto di rottura che mi ha permesso di essere qui oggi, mi ha permesso di essere migliore per i miei fan, migliore per il futuro e migliore per me stessa”, aveva dichiarato, prima di aggiungere: "È stata una decisione che dovevo prendere, come ho detto, ed è stato triste doverlo fare. Cos’altro avrei dovuto fare, morire? Questa era la direzione in cui mi stava portando la mia dipendenza”.