Bambole di Pezza, una playlist per conoscerle meglio

Preparata per Rockol dalle ragazze della band
Bambole di Pezza, una playlist per conoscerle meglio

Rockol ha sempre guardato con simpatia alle Bambole di Pezza. Già nel 2002 avevamo recensito “Crash”, il loro album d’esordio, e le avevamo intervistate nel 2005 all’uscita del loro secondo CD “Strike”. Avevamo dato notizia dell’esordio da solista di Morgana, e credo di essere fra i pochi a ricordare che, con il loro duetto con Cristina D’Avena a Sanremo per “Occhi di gatto”, non era la prima volta che giocavano con le sigle dei cartoni animati: in “Strike” avevano pubblicato una loro versione di “Freeway”, brano tratto dal cartone animato “Kiss me Licia”, cavallo di battaglia dei Beehive.

Non può che farci piacere che dopo 25 anni siano in molti ad essersi accorti delle Bambole (meglio tardi che mai); ma per quanti le abbiano conosciute solo adesso, può essere utile un riassunto della loro carriera attraverso le canzoni che loro stesse ritengono più rappresentative.

Ecco la playlist selezionata per Rockol dalle Bambole di Pezza.

“Io non sono come te”

Suggeriamo di ascoltarla perché è un nostro manifesto. È il momento in cui smetti di chiedere scusa per quello che sei e inizi a dirlo forte: non voglio essere “normale”, voglio essere me. È una canzone per chi si è sentito fuori posto almeno una volta e ha deciso che va bene così. 

 

“Autoreggente”

Suggeriamo di ascoltarla perché parla di corpo, identità e sguardo degli altri senza ipocrisie. È provocatoria, sì, ma è anche una presa di posizione: decidiamo noi come mostrarci, non chi ci guarda.

 

“Senza permesso”

Perché non bisogna chiedere il permesso per esistere, per parlare, per occupare spazio. È una dichiarazione d’indipendenza.

 

“Cento”

Suggeriamo di ascoltarla perché racconta l’intensità: vivere tutto al massimo, anche quando fa male. Perché a volte esagerare è l’unico modo per sentirsi vivi.

 

“Atlantide”

Suggeriamo di ascoltarla perché parla di ciò che affonda ma non scompare. Relazioni, emozioni, pezzi di noi che restano sotto la superficie ma continuano a esistere.

 

Favole (mi hai rotto il cazzo)”

Suggeriamo di riascoltarla perché è liberatoria. È quando capisci che le favole non esistono e smetti di fingere. Quando dici basta a chi non ti ascolta davvero e scegli te stessa: “sto meglio da sola” non è una sconfitta, è una conquista.

 

Libertà

Suggeriamo di ascoltarla perché è una parola che tutti usano, ma pochi vivono davvero. Per noi è urlare, scegliere, sbagliare, ricominciare. Sempre.

 

Freddy Krueger

Suggeriamo di ascoltarla perché parla delle paure che tornano di notte, dei mostri che non sono sotto il letto ma dentro la testa. E del fatto che affrontarli è l’unico modo per farli sparire.

 

“Le streghe”

Suggeriamo di ascoltarla perché è la nostra radice. Donne scomode, libere, etichettate come “streghe” perché non stanno zitte. È un inno a chi non si lascia addomesticare.

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