Mina Week: “Devo tornare a casa mia”
Nella settimana in cui Mina compie gli anni, le facciamo gli auguri pubblicando cinque schede, una al giorno, tratte dal libro “Mina è” di Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro, edito da Rizzoli (368 pagine, 25 euro).
Album: FRUTTA E VERDURA
Devo tornare a casa mia
Inedito
Durata: 4:42
Autore: Luigi Clausetti
Il cuore batte più lento. Eppure dovrebbe essere il contrario. Stai facendo una cosa che gli altri non capirebbero o seppure sapessero ti sconsiglierebbero di fare: sarai infelice. Tutto è scuro intorno a te, come una giornata in cui il sole viene coperto da nuvole minacciose. Quel sole sei tu, o almeno avresti voluto esserlo. Ma hai incontrato lui, che adesso ti incalza. Cosa vuoi che gliene importi della tua vita precedente? L’egoismo non ha confini, anche quando è mascherato da passione. Non parliamo dell’amore, perché quello è un tasto che brucia. Cosa farai della tua vita adesso? E soprattutto come gli farai capire che è ora di finirla con questa fuga dalle responsabilità?
Devo tornare a casa mia è una di quelle canzoni in cui Mina mette in scena tutto lo smarrimento, il disincanto e la delusione che si provano davanti a una casa che, appena costruita, già crolla davanti ai tuoi occhi: la protagonista ha paura, il passo è troppo grande. E poi c’è suo marito. Qualcuno potrebbe dire: poteva pensarci prima. E già senti come andrà a finire. Lei cerca anche di spiegarglielo ma, mentre ci prova, si rende conto che non capirà: sarebbe una vita di rimorsi insieme a lui. E non sarà mai felice.
Ora, non è che le storie d’amore abbiano sempre un esito così tragico. Ci mancherebbe. Ma di sicuro Mina è abilissima a tradurre le emozioni più contrastanti, l’impressione di perdere terreno e di non sapere più dove sbattere la testa.
Devo tornare a casa mia ricorda certi giri dolenti di flamenco. L’arpeggio di chitarra classica ripete le note come i giorni che passano sempre uguali. Mentre l’interpretazione di Mina è mantenuta sul tono del parlato, il volume della voce non si alza perché la protagonista ha realizzato che è finita ma non si deve sapere. L’arrangiamento è di Natale Massara che lo pensa in crescendo, come quando si acquista consapevolezza di qualcosa. A metà del brano si uniscono ai pensieri di Mina la forza gentile degli archi e la batteria di Tullio De Piscopo, che sottolinea con pochi colpi di rullante tutta l’amarezza del momento.
Alla fine la protagonista è una brava donna, caduta nel tranello della passione, nell’illusione del grande amore. Non le resta molto, lo sa. E allora si aggrappa con tutte le sue forze alle parole. Spera che le spieghino cosa ha fatto e come uscire da un bivio che le mette davanti due incognite: il marito e l’amante. In ogni caso non sarà più felice. Lo sa e lo accetta.
