A Dave Grohl è comparso in sogno Taylor Hawkins
Dave Grohl torna a parlare del lutto e di come ha imparato ad attraversarlo. In una recente intervista al The Guardian, il leader dei Foo Fighters ha raccontato una serie di sogni ricorrenti che hanno la forma di vere e proprie “visite”: incontri vividi con persone scomparse che, per un attimo, sembrano non essersene mai andate.
Tra queste, anche Taylor Hawkins, scomparso nel 2022. Grohl descrive una scena semplice ma potentissima: addormentato su un divano, si risveglia – o crede di farlo – e se lo ritrova accanto. È sereno, sorridente, “reale” in ogni dettaglio. Gli dice quanto gli manca, prova a chiedergli dove si trovi davvero. Hawkins sorride, accenna una risposta - “Dude…” - e il sogno si interrompe. È proprio in questo spazio sospeso tra sonno e realtà che Grohl colloca una parte del suo percorso emotivo. La morte del batterista, insieme ad altri lutti ravvicinati, lo ha spinto a iniziare un lungo lavoro su di sé: oltre 400 sedute di terapia. Un passaggio necessario, soprattutto per chi, come lui, ha ammesso di aver sempre cercato di aggirare il dolore piuttosto che affrontarlo. Diverso, invece, l’addio alla madre, vissuto fino all’ultimo momento. Un’esperienza che ha segnato un cambio di approccio: non più trattenere tutto “nella testa”, ma lasciare entrare il dolore, accoglierlo. È da lì che qualcosa si riallinea.
Grohl racconta anche di un sogno ricorrente durato vent’anni: una casa divisa in due mondi opposti, uno caldo e familiare, l’altro freddo, moderno, quasi estraneo. Un passaggio nascosto collegava le due dimensioni. Solo dopo aver riconosciuto quella frattura interiore, quella divisione emotiva, il sogno è scomparso. Non è un dettaglio secondario: gran parte del nuovo materiale dei Foo Fighters (qui alcuni dettagli sul nuovo album) nasce proprio da questa presa di coscienza. Dalla fine di una distanza interna e dalla ricerca di un centro emotivo più stabile. E forse è anche per questo che quei sogni, oggi, fanno meno paura: perché non sono più una fuga, ma una forma, fragile, imperfetta, di continuità.