L’incredibile primo posto in classifica dei CSI
A suo modo, è uno degli eventi più improbabili non solo della storia di una grande band, ma della storia della musica italiana. I CSI che battono gli Oasis nel pieno della loro carriera e conquistano il primo posto in classifica. Gli oustider del rock nazionale sopra le rockstar per eccellenza: altri tempi, sicuramente: era la fine degli anni '90, i dischi si vendevano e non c'era né il digitale né lo streaming.
Qualche anno fa abbiamo ricostruito la storia di quell'evento, che oggi è bene raccontare di nuovo per spiegare chi erano i CSI - e chi sono, vista la recente reunion.
"Tabula rasa elettrificata"
Successe il 15 settembre del 1997: il primo posto delle classifiche di vendita italiane venne conquistato da un disco rock nazionale: fu il climax di una carriera gloriosa e di un lungo lavoro dietro le quinte. Fu anche una cosa inaudita per l'epoca, tanto che qualcuno gridò al complotto, dicendo che era "merito" di un errore di conteggio, che i numeri erano quelli della canzone di Elton John dedicata a Lady Diana, morta due settimane prima. Invece era tutto vero: i C.S.I., dopo anni di gavetta e con un seguito fedele costruito fin dai tempi dei C.C.C.P., portarono al numero 1 “Tabula rasa elettrificata”, battendo gli Oasis di “Be here now” e vendendo più di 30.000 copie in una settimana.
Il “punkettone” Giovanni Lindo Ferretti e i suoi compagni Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali avevano reso adulto e portato al grande pubblico un genere che in Italia è sempre stato minoritario: la band passò dai club ai palazzetti, ma il successo creò una frattura tra Ferretti e Zamboni. Sarebbe rimasto l’ultimo album di studio del gruppo, che sarebbe ritornato come PGR, dopo la separazione da Zamboni. Ferretti disse, al tempo:
Fa colpo che i C.S.I. improvvisamente si ritrovino al primo posto, per una settimana, nella classifica dei dischi più venduti in Italia. E perché mai? (...) Solo un mercato piccolo, provinciale e quindi subordinato può stupirsi per i C.S.I. al primo posto in classifica. Doveroso, invece, come una boccata d’aria pura. Promettente. Aspetto di vederci gli Ustmamò e poi i Marlene Kuntz e poi... Allora la musica moderna italiana dimostrerà a se stessa di essere adulta".
Zamboni avrebbe raccontato a Rockol, qualche anno dopo, invece
Ricordo che un giorno tornai a casa e trovai la segreteria telefonica con cento messaggi. Tutti mi facevano i complimenti per il primato in classifica. Mi ricordo anche le dichiarazioni lusinghiere di Franco Battiato. In realtà quel traguardo ci spiantò. Si era aperto un varco, si era infilato qualche cosa fra noi che conduceva a fare conteggi, a parlare di numeri, di possibilità. Tutto ciò non ci riguardava. Arrivò qualche cosa che per vent’anni non aveva fatto parte di noi.
Un successo tutt’altro che casuale
Il successo del gruppo non fu improvviso: dopo i CCCP, i C.S.I avevano trovato casa presso la Black Out, la label della Polygram dedicata a "sviluppare" il nuovo rock italiano, nata da un’idea di Stefano Senardi, presidente della Polygram, e Andrea Rosi, a capo della divisione Mercury, e coordinata da Luca Fantacone. “Fu Maroccolo che aveva questi contatti discografici, ci fidammo e fummo ripagati”, racconta Ferretti nel documentario "33 giri Italian Masters" di 5 anni fa.
Senardi finanziò il viaggio di Ferretti e Zamboni in Mongolia sapendo che lì non avrebbero potuto registrare musica, ma continuando a sostenere la visione dei due. Scelta che si rivelò giusta, assieme ad un’altra intuizione: quella di pubblicare il disco in un periodo in cui non c’erano uscite concorrenti forti. “Era una tecnica che avevo già sperimentato in passato, per esempio con Pino Daniele, che avevo convinto ad uscire nella prima settimana di gennaio, portandolo al primo posto, e così feci con 'T.R.E', che uscì alla fine dell'estate e dopo la prima settimana era in vetta alla classifica”, racconta Senardi a Rockol.
I C.S.I., Elton John, Lady D e la leggenda del codice a barre sbagliato
Quando il disco arrivò al primo posto, ci fu uno stupore generalizzato. Questo quello che scrivemmo su Rockol il 16 settembre del 1997:
Chi avrebbe immaginato che i fratelli Gallagher avrebbero dovuto inchinarsi alla coppia Ferretti-Zamboni? Che la implacabile fabbrica di successi del brit pop sarebbe stata ricacciata indietro dai lunari portabandiera del rock avantgarde nostrano? I C.S.I., con un disco tutt’altro che conciliante come "Tabula rasa elettrificata" (quasi un ritorno alle origini punk dei CCCP), sopravanzano i celebratissimi Oasis di "Be here now". E poi Bocelli, Pino Daniele, Ligabue e gli altri grandi protagonisti di questa stagione discografica. Un risultato storico e di grande importanza per tutta la musica "alternativa" italiana, come hanno subito sottolineato, trionfanti, i discografici della Black Out/PolyGram, l’etichetta che pubblica i dischi del gruppo.
(…) i C.S.I. aspettano a piè fermo l’assalto dei giornalisti e delle televisioni: che stanno già chiamando la PolyGram per sapere "chi diavolo siano questi C.S.I."...
Il disco vendette oltre 30mila copie in una settimana: ci fu chi non la prese bene e pensò che fosse una macchinazione della casa discografica. Si diffuse al tempo la leggenda metropolitana che il codice a barre di “T.R.E.” fosse volutamente lo stesso di un disco di Elton John, e che solo questo avesse portato il disco in vetta.
“Fu una voce messa in giro dai nostri concorrenti”, ricordò Senardi a Rockol qualche anno fa, quando ricostruimmo quella vicenda. “In realtà era proprio impossibile: avevamo pubblicato una nuova versione di ‘Candle in the wind’, suonata da Elton John al funerale di Lady D, morta alla fine di agosto. Ma era un singolo, e i singoli avevano codici per definizione differenti dagli album”. “Quel giorno, quando mi avvisarono che stavamo per andare primi in classifica, ero a casa con la febbre ma andai lo stesso in ufficio e passai la giornata a rispondere alle telefonate di colleghi che ci facevano i complimenti o erano increduli”, racconta Fantacone.
“Era un lavoro che arrivava da lontano”, spiega Senardi. “L’album precedente, 'Linea gotica', aveva venduto diverse decine di migliaia di copie e il tour era andato benissimo”. “Black Out, ancor prima di essere una label della Mercury/PolyGram, era una visione: permettere alla musica 'altra' di raggiungere un bacino d’utenza molto ampio e di conseguenza la vetta delle classifiche, del riconoscimento da parte di pubblico e media. Creare i presupposti per un nuovo tipo di mainstream pur mantenendo intatte le caratteristiche artistiche d’appartenenza dei singoli progetti”, ci raccontò Fantacone. “Una visione che si trasformò in un vero laboratorio fatto di persone, idee, strumenti, risorse, che cominciarono a cambiare la musica italiana e la percezione che il pubblico ne aveva. Una novità assoluta che diede origine ad un cambiamento profondissimo ed inesorabile, da allora fino ad oggi”, ricorda Fantacone.
La fine dei C.S.I.
Un mese dopo l’uscita del disco, gli effetti si videro anche sul live: per il tour dell’anno successivo la band suonò nei palazzetti, esauriti, con un tour da oltre 30 date. Il 22 gennaio ’98 la Polygram pubblicò un altro album, il live "La terra, la guerra e una questione privata", registrato nel ’96 ad Alba e dedicato allo scrittore Beppe Fenoglio. Ma montarono le tensioni interne, che esplosero a Berlino nel ’99, dove Ferretti e Zamboni si erano originariamente conosciuti. Il divorzio venne ufficializzato a gennaio 2000; durante l’estate dello stesso anno i C.S.I. annunciarono un cambio di nome, che si concretizzò nel 2001 dopo la pubblicazione di una raccolta. I C.S.I sarebbero diventato “P.G.R”, Per Grazia Ricevuta: il debutto sarebbe uscito nel 2002.
25 anni dopo il loro scioglimento, i C.S.I. si sono riformati e stanno per tornare dal vivo. La storia, incredibilmente, continua.