Il derby di Manchester è anche il derby tra Oasis e questa band

All'Old Trafford va in scena lo scontro tra i Red Devils e i Citizens. C'è un equivalente in musica.
Il derby di Manchester è anche il derby tra Oasis e questa band

Nel Regno Unito oggi a partire dalle 13.30 gli occhi saranno puntati tutti sul match di Premier League tra Manchester United e Manchester City. All'Old Trafford gli uomini di Michael Carrick, chiamato a sostituire sulla panchina Ruben Amorim, esonerato per i modesti risultati ottenuti in questi mesi dai Red Devils, sfidano la squadra di Pep Guardiola in un incontro che se non sembra essere destinato a produrre chissà quali effetti a livello di classifica potrebbe regalare, in caso di vittoria, non poco entusiasmo alla tifoseria di casa. Ma a Manchester la rivalità non si gioca solo sui campi da calcio. La città è famosa anche per la sua scena musicale, e qui il derby ha un equivalente sonoro.

Da una parte ci sono naturalmente gli Oasis, legati ai colori del Manchester City, la band che negli anni ’90 ha fatto vibrare il mondo con il suo Britpop ribelle e diretto, incarnando lo spirito dei tifosi del City: passione, orgoglio e un pizzico di sfida contro ogni pronostico. Dall’altra parte c’è una band meno conosciuta di quella dei fratelli Gallagher, ma che è stata spesso associata ai colori del Manchester United: parliamo dei Courteeners, che con il loro indie rock raccontano storie di vita urbana, locali notturni e amore per la città, rispecchiando la tradizione e l’orgoglio dei Red Devils.

Tuttavia, va detto subito: a differenza del calcio, tra Oasis e Courteeners non c’è mai stata una vera rivalità musicale. Quando i Courteeners si formarono nel 2006, la parabola degli Oasis era già in fase discendente e nel giro di tre anni le continue discussioni tra i fratelli Gallagher avrebbero messo la parola fine, almeno per sedici anni, alla storia del più iconico gruppo britannico degli ultimi quarant’anni. La band capitanata da Liam Fray fu subito etichettata dalla critica come «i nuovi Oasis», guadagnandosi sia fan che detrattori. «La migliore band degli ultimi 10 anni», disse Bono degli U2 dopo l’uscita del loro album di debuttoSt. Jude” nel 2008. Anche Morrissey si iscrisse virtualmente al loro fanclub, affermando: «Hanno davvero canzoni molto buone e solide».

Del resto, Fray non ha mai nascosto di avere un debito artistico (ed emotivo) nei confronti dei fratelli Gallagher: «Sono stato ispirato dagli Oasis. Ricordo che ero sul sedile posteriore dell'auto di mio padre quando avevo 10 anni e di aver sentito “Wonderwall” per la prima volta, e di aver capito che era quello che volevo fare. Nessuna delle nostre canzoni suona come gli Oasis, ma la gente lo dice sempre». Nel 2017, quando i Courteeners si esibirono in concerto all’Old Trafford, non mancarono di omaggiare gli Oasis sulle note di un loro classico, “Don’t look back in anger”, in giorni in cui la città di Manchester era sotto shock dopo il terribile attentato terroristico al concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. E Fray ammise: «Ero solo una pallida imitazione di Liam Gallagher».

Gli Oasis hanno sempre ignorato i Courteeners, ma la narrativa di “rivalità” tra di loro non esiste nei fatti: è più un parallelismo culturale calcio‑musica che una vera disputa tra le band stesse. Così, a Manchester, la città vive due derby paralleli: uno sui campi da calcio, con rivalità accese e passioni in campo, e uno sulla musica, dove le band rappresentano la città ma senza antagonismi reali. Che vinca la squadra o che risuoni un coro di chitarre, a Manchester la passione rimane sempre al centro.

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