Il lato pop della classica: Santana, “Love of my life”
1999 Santana feat. Dave Matthews - Love of my life
Ventisei album in studio, otto dal vivo, sessantuno singoli e sette dischi da solista oltre a svariate collaborazioni in dischi di altri artisti… Qualcuno potrebbe negare che i Santana – e il suo leader indiscusso Carlos Santana da oltre sessant’anni – fanno parte della storia della musica rock? Una band che ha attraversato i decenni, passando attraverso vari cambiamenti di formazione ma mantenendo sempre il marchio di fabbrica della inconfondibile chitarra del suo fondatore.
Nel 1999 i Santana, arrivati al diciottesimo album, ritrovano il grande successo nelle classifiche di tutto il mondo: Supernatural, che presenta collaborazioni con diversi artisti ospiti, tra cui Eric Clapton, Eagle-Eye Cherry, Lauryn Hill, Dave Matthews e CeeLo Green, raggiungerà il primo posto negli Stati Uniti e in tanti altri paesi, Italia compresa, ed è l'album più venduto dei Santana, l'album più venduto di un artista ispanico nella storia della musica e uno degli album più venduti di tutti i tempi, con circa 30 milioni di copie in tutto il mondo.
Un disco da record, insomma, e una parte del suo successo si deve anche a un compositore vissuto oltre cento anni prima, Johannes Brahms. Una delle canzoni portanti del disco, infatti, è Love of my life, scritta da Santana insieme al cantautore Dave Matthews, una delle collaborazioni più interessanti di tutto il disco, basata sulla Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90 di Brahms, compositore che, tanto per non smentire la disinvoltura dei musicisti contemporanei, viene bellamente ignorato nei credits, che attribuiscono il brano a Matthews e Santana.
Che la melodia del compositore tedesco serva da spunto per una canzone che presenta diversi cambi di atmosfera, non toglie che il riff dolce e accattivante che suona Santana con la chitarra sia tratto dall’opera citata. Love of My Life inizia con un ritmo sincopato di batteria e basso, su cui un rapper presenta Carlos e la band; la strofa e il ritornello consistono in una botta e risposta tra la voce di Matthews e la chitarra di Carlos. Poco oltre la metà della canzone l’atmosfera cambia radicalmente e la band sembra tornare allo stile dei primi dischi: il ritmo accelera e su un ritmo latino travolgente Santana si esibisce in un lungo assolo nel suo particolare stile, ed è forse questa la parte più interessante del brano, e quella che non è debitrice dell’opera di Brahms.
Questa scheda è tratta dal libro “Rock Me Amadeus. Il lato pop della classica, il cuore classico del rock. Quando il Classico incontra il Pop, il Rock e la Disco” di Davide Pezzi (Youcanprint, 252 pagine, euro 19,50, acquistabile qui) per gentile concessione dell’autore.
Cosa succede quando Mozart, Bach o Beethoven scendono dal podio della grande musica e si ritrovano tra chitarre elettriche, sintetizzatori e luci da discoteca? “Rock Me Amadeus” esplora l’affascinante (e a volte sorprendente) universo delle riletture pop, rock e disco di celebri brani classici.
Il libro offre un viaggio che è allo stesso tempo storico e curioso, attraversando decenni di esperimenti, contaminazioni e rivisitazioni. Non mancano pagine dedicate alle versioni meno riuscite — testimonianze di un’epoca e di un gusto — che aiutano a comprendere ancora meglio la forza inesauribile della musica classica come fonte di ispirazione.
Con uno stile accessibile e documentato, l’autore guida il lettore tra aneddoti, dischi, musicisti e arrangiamenti, mostrando come il dialogo tra mondi musicali apparentemente lontani possa generare nuove forme di creatività, tra genio e (talvolta) ingenua goffaggine.
