Dal pop muscolare di Boone al rap di Fibra: i dischi in uscita
L'estate è alle porte, ma la discografia non va (ancora) in ferie. C'è ancora spazio per importanti uscite discografiche, tanto all'estero quanto in Italia. Questa settimana, per dire, escono quattro album tutti molto attesi, per un motivo o per l'altro: da "Mentre Los Angeles Brucia" di Fabri Fibra, icona indiscussa del rap italiano, a "American heart" di Benson Boone, che da "next big thing" del pop-rock statunitense si candida a diventare un big della scena, passando per il ritorno delle Haim e quello di Yungblud.
Fabri Fibra - “Mentre Los Angeles brucia”
Una frase buttata lì nel Red bull 64 bars, “Sta cominciando il caldo e c’ho il disco in uscita, compra il biglietto che ti aspetto in prima fila”, ha dato il via al countdown più atteso dai fan: l’annuncio del nuovo album di Fabri Fibra. L’undicesimo della sua carriera, uscirà il prossimo 20 giugno e si intitolerà “Mentre Los Angeles brucia”. Non si sa quante e quali saranno le canzoni contenute nel disco e neppure quali saranno i featuring e tutti i produttori che hanno lavorato con il rapper marchigiano. Al momento sono state pubblicate due canzoni: “Stupidi” con Nerissima Serpe e Papa V, e “Che gusto c'è” con Tredici Pietro, ambedue prodotte da Marz e Zef. A parte qualche barra nei brani di altri artisti, è dallo scorso anno con l’uscita di “In Italia 2025” che Fabri Fibra non pubblicava nuova musica.
Yungblud – “Idols”
Yungblud ha sparato due notizie importanti per i fan italiani, e non solo: il suo quarto album in uscita il 20 giugno s’intitola “Idols” e il tour mondiale a supporto della nuova pubblicazione avrà anche una data nel nostro Paese il 31 ottobre alla Choruslife Arena di Bergamo, ad aprire lo show saranno chiamati i Palaye Royale. Sul nuovo disco, la cui uscita è stata anticipata dai singoli “Lovesick Lullaby” e “Hello Heaven, Hello”, il 27enne musicista britannico dichiara: "Ci rivolgiamo agli altri per trovare un'identità prima di rivolgerci a noi stessi. Crediamo in noi stessi, ci riabilitiamo, ci evolviamo e cambiamo. Crescendo, perdiamo la fiducia nella magia e nel mistero. Cominciamo a razionalizzare tutto, a costruire le nostre gabbie. Ci confrontiamo con 15 persone diverse prima ancora di aver fatto colazione”.
Benson Boone - "American heart"
In una manciata di mesi Benson Boone non solo si è staccato rapidamente di dosso l'etichetta di "next big thing" del pop-rock statunitense (così come nel mondo angloamericano vengono definiti gli astri nascenti della musica) per appropriarsi di quella di big a tutti gli effetti, ma ha dato alla sua musica una cifra stilistica ben precisa: quello del 22enne cantautore statunitense è un pop muscolare e testosteronico, potente, energico. La copertina di "American heart", il suo secondo album, in questo rappresenta una sorta di manifesto. E così anche le dieci canzoni incise dopo l'esordio dello scorso anno con "Fireworks & rollerblades" e la hit "Beautiful things".
Haim - "I quit"
Le sorelline che hanno ridefinito il rock statunitense tornano con un nuovo album, interrompendo un silenzio discografico lungo addirittura cinque anni: era dal 2020, infatti, che Este (basso e voce), Danielle (voce, chitarra, percussioni) e Alana Haim (chitarre tastiere e voce) non pubblicavano un disco. Con "Women in music III" le tre sorelle si consacrarono, mettendo d'accordo pubblico e critica: conquistarono pure - per la prima volta - una nomination ai Grammy nella categoria "Album of the Year". "I quit", tra rock, indie, alternative e una spruzzatina di pop, contiene quindici brani prodotti da Danielle Haim insieme a Rostam Batmanglij e Buddy Ross: tra gli autori anche Justin Vernon (Bon Iver) e Tobias Jesso Jr. (noto ai più per aver fitmato quel gioiellino che era "When we were young" di Adele).