I Kula Shaker presentano il nuovo album

I Kula Shaker presentano il nuovo album
E' vero che il loro nuovo disco "Peasants, pigs & astronauts" non è molto dissimile dal precedente; «D'altra parte, anche con qualche ingrediente diverso, i cuochi siamo noi, e la minestra ci piace così», allargano le braccia i Kula Shaker, che hanno incontrato i giornalisti italiani in uno "spazio di meditazione" che ribadisce la loro predilezione per la mistica India. «Siamo quattro persone che avvertivano il fascino della cultura indiana fin da prima di incontrarsi, anche se solo io c'ero stato», spiega Crispian Mills, cantante e chitarrista. «Ma non è che sono andato là e ho visto la luce. Un simile processo, se anche avvenisse, richiederebbe molto tempo. Noi comunque siamo pronti a cogliere le "vibrazioni" provenienti da qualunque luogo sulla terra, compreso il Polo Nord».
Produttore del loro disco, il celeberrimo Bob Ezrin ("The Wall" dei Pink Floyd, "Berlin" di Lou Reed, ecc.). Ultimamente era un po' disilluso dal business musicale, e si era dedicato a Internet. Con noi ha recuperato un po' del suo antico entusiasmo», spiegano. A chi approfitta del nome di Ezrin per chiedere loro della Swingin' London e degli psichedelici sixties, obiettano che non erano neanche nati. «Siamo cresciuti negli anni '80, tra Duran Duran e Culture Club. Prima di trovare bands interessanti in Inghilterra, abbiamo dovuto aspettare che alla fine degli anni '80 si smuovesse qualcosa a Manchester. Molto meglio la musica tradizionale indiana...».
Per concludere, un dolce ricordo della loro recente esperienza in Italia al seguito degli Aerosmith. Alonza Bevan, bassista, racconta che «A Milano, per tutta la durata del nostro concerto, un tipo mi ha mostrato il dito medio e mi ha gridato: "Fuck you!"»
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