"Queer", continua il sodalizio Reznor-Ross-Guadagnino

Dopo "Challengers", anche "Queer" dimostra il potenziale della colonna sonora del trio
"Queer", continua il sodalizio Reznor-Ross-Guadagnino

Quando ancora la pandemia bloccava persone comuni e artisti nelle proprie case, a Trent Reznor e Atticus Ross arriva la richiesta di un incontro su Zoom da un regista italiano di cui non hanno mai sentito parlare. “Grazie alla magia di Zoom” (parole di Reznor) nasce una collaborazione che poi diventa amicizia. La sceneggiatura che viene loro inviata è quella di “Bones and All”, un amore adolescenziale e cannibale che Guadagnino pianifica di girare in maniera soffusa, sussurrata, senza però rinunciare alla violenza intrinseca della storia. Per questo ha bisogno di una colonna sonora che sappia far esplodere in piena potenza i sentimenti raccontati, con sonorità altrettanto composte. Così pensa al duo che fino a quel momento aveva legato le sue incursioni cinematografiche più di successo alla decennale collaborazione con David Fincher.

Dal 2022 nascono quindi un’amicizia e una collaborazione artistica che si rinnovano, film dopo film, e che hanno portato fortuna e successo a entrambi i componenti del sodalizio. Tanto che quando Guadagnino chiama Ross e gli dice che ha per le mani un film “sull’erotismo e il tennis” quest’ultimo gli dice che sul tennis è messo male, ma non ha problemi a comporre musica adatta a "raccontare i tre protagonisti un po’ arrapati" della pellicola. L’impatto della colonna sonora di “Challengers” travalica e di molto i confini cinematografici, strabordando nelle classifiche di vendita e sui social. Reznor e Ross hanno oggettivamente confezionato una gran colonna sonora, così carismatica e consapevole del suo fascino da risultare seduttiva. Guadagnino l’ha poi usata con grande abilità in un film in cui tutto, dalla regia al montaggio passando appunto per le musiche, seduce lo spettatore con una sorta di esibita e divertita vanità cinematografica.

Il successo della colonna sonora la porta su TikTok, nei club, ai Golden Globes (dove vince il premio dedicato) ma non agli Oscar. Questa nomination data quasi per scontata e poi misteriosamente bucata diventa quella che più di ogni altra genere scandalo e indignazione tra gli amanti dell’Oscar snob, il commentario post nomination riservato a quanti avrebbero meritato una candidatura ma sono stati, appunto, snobbati. Il lavoro di Reznor e Ross su "Challengers" è già diventato una delle colonne sonore da loro firmate più popolari e destinate a durare.

La collaborazione con Guadagnino si è rinnovata anche per il secondo film che il prolifico regista italiano ha presentato nel 2024 alla Mostra del cinema di Venezia, più autoriale e impegnativo del frizzante “Challengers”. Per questo motivo la colonna sonora di “Queer” rischia di rimanere inosservata. Sarebbe un peccato perché, seppur in modi e direzioni differenti, esprime la stessa qualità. 

La colonna sonora di “Queer” ha il compito di mettere in musica ciò che il volto di Daniel Craig racconta allo spettatore, oltre le parole pronunciate dai protagonisti, spesso opposte ai loro sentimenti. La pellicola è un adattamento molto libero di una novella di William S. Burroughs che ha per protagonista il suo alter ego William Lee. “Queer” racconta la breve relazione che l’uomo intesse con Eugene Allerton (Drew Starkey) e l’amore che proverà per lui per il resto della vita, anche decenni dopo il loro allontanamento.

L’approccio del duo di musicisti a questa composizione è molto classico, tradizionale, quantomeno nell’approccio. La colonna sonora è infatti percorsa dal tema dedicato ad Allerton, che scorre in evidenza o sotto traccia per tutta la durata della stessa, venendo riproposto talvolta come un’eco lontana, altre con continue variazioni di registro, di sonorità. È l’utilizzo che ne fa Guadagnino a scatenarne il pieno potenziale narrativo del lavoro di Reznor e Ross. 

I brani composti dal duo vengono infatti utilizzati per descrivere le reazioni di Lee alle azioni, alle parole o alla mera presenza di Allerton. La musica diventa commentario emotivo di ciò che leggiamo in faccia Craig ma che il suo personaggio talvolta esplicita, talvolta tiene per sé, perché fatica a trovare la giusta distanza e i tempi con cui entrare in contatto con il ragazzo che ama. La soundtrack di “Queer” è una sorta di gradiente musicale del suo sentimento amoroso del protagonista del film, che ben si sposa con una pellicola che talvolta scivola nella visione e nel realismo magico per raccontare i desideri che Lee ora reprime, ora è incapace di contenere. C’è una scena molto potente in cui Lee si trattiene dal toccare Allerton, ma una sorta di mano fantasmatica si allunga per accarezzarlo. Reznor e Ross fanno rivivere quella mano di continuo, attraverso i pezzi che compongono la colonna sonora.

I titoli dei brani contenuti nell’EP sono passaggi dell’ultima pagina del diario personale di William S. Burroughs, scritta nel giorno della sua morte. Quel giorno Burroughs commentava tra sé l’essere stato definito da un conoscente “l’uomo più triste sulla faccia della Terra”. Titoli che scandiscono una colonna sonora di malinconia e struggimento, che racconta un amore “Vaster Than Empires”. Se “Challengers” è un innamoramento seduttivo, un giocare malizioso tra artisti che sanno muoversi nella pura eccellenza delle rispettive professioni, “Queer” è l’espressione di un rapporto collaborativo e amicale che tira fuori l’umanità dei tre soggetti in questione.

Guadagnino stesso, molto selettivo in fatto di colonne sonore, alterna i brani originali composti dal duo a pezzi davvero raffinati: un po’ di Prince, una spruzzata di Nirvana e Sinéad O’Connor, un’innervatura di jazz con Charlie Parker e Dizzy Gillespie alternate a sonorità che richiamino l’ambientazione messicana della storia, persino “Sui Ghiacciai” dei Verdena. 

Omar Apollo, presente nel cast del film con un piccolo ruolo, canta in spagnolo “Te Maldigo”, la ballata tutta chitarra acustica e sentimento che ha fatto da singolo all’uscita dell’album. La sintesi più bella della colonna sonora però, forse dell’intero film, è proprio “Vaster Than Empires”, che scorre sui titoli di coda, cantata dal leggendario cantante brasiliano Caetano Veloso, musicando proprio le parole del diario dello scrittore, accreditato proprio per la composizione del testo della canzone.

“Our love will grow vaster than empires and more slow” sembra proprio la perfetta sintesi di una collaborazione artistica che, film dopo film, riesce a inoltrarsi in territori inaspettati, a coinvolgere leggende della musica, a raccontare i sentimenti più evidenti e quelli più sussurrati.

“Queer” uscirà nelle sale italiane dal 17 aprile 2025. 

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