Gianni Morandi, "Fossi figo" e Elio e le Storie Tese
Nel libro del 2006 "Vite bruciacchiate. Ricordi confusi di una carriera discutibile", Gianni Morandi e Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese raccontano a due voci la storia della collaborazione del 2003 per la canzone dell'album "Cicciput" e il relativo video (che potete vedere alla fine dell'articolo). La riprendiamo per gentile concessione di Hukapan srl.
Gianni Morandi: Inizio degli anni Novanta, Arco della Pace a Milano, sotto una tenda. Sul palco io, la chitarra e gli ospiti. Era la prima volta che mi esibivo da solo. Comincio “Sei forte papà” e gli Elii mi prendono in giro: un gioco affettuoso, come sanno fare loro, senza quell’ironia feroce che fa male. Perché hanno troppo rispetto per gli altri artisti che fanno cose diverse dalle loro. Mi hanno perfino regalato una coppa con la dedica.
Rocco Tanica: In quel tour Gianni era su un ring al centro della tenda con il pubblico tutto intorno. Di città in città lo andavano a trovare i musicisti autoctoni; a Milano l’onore era toccato a noi. Oltre alla coppa, prendendo spunto dall’onorificenza dell’Ambrogino d’Oro, consegnammo a Gianni anche l’Ambrogio d’Oro: Mangoni. L’accordo era che potesse essere utilizzato per compiti di fatica o anche solo come semplice suppellettile. Gianni sembrò gradire e lo adibì alla raccolta e all’archiviazione dei bigliettini che il pubblico deponeva sul palco con le richieste delle canzoni da eseguire.
Gianni: Grandi uomini. Buona tecnica, grande sensibilità musicale. Rocco Tanica un giorno mi ha chiesto: “Gianni, facciamo un concerto insieme, facci fare i musicisti veri con te.” È che quei quattro non lo sanno, ma non sono un complesso. Sono una complessa orchestra molto ironica.
Rocco: Sono in pochi a saperlo, ma Gianni Morandi ha studiato seriamente contrabbasso al conservatorio. Ricordo inoltre una sua esibizione a “Domenica In”, presentata da Corrado, con il coro di Santa Cecilia. Gianni era in semincognito fra gli altri tenori; si vedeva benissimo che era lui, ma non fu presentato per la celebrità che era; si limitò ad eseguire la sua parte nel coro e mi fece molta impressione. Tu chiamalo se vuoi understatement. Furono proprio questi due fattori (contrabbasso e coro di Santa Cecilia) che mi fecero balenare un’idea che non ho ancora abbandonato: un quartetto di musica classica così strutturato: Elio al flauto traverso, io al clavicembalo, Gianni Morandi al basso continuo, Angelo Branduardi al violino. Repertorio: Bach, Vivaldi, Telemann, Corelli. Nome: I Virtuosi Veneti (perché veneti non lo so, forse perché ricorda i Solisti Veneti). Lo proposi a Branduardi che si disse disponibile. L’osso duro da convincere è Gianni, che dice di essere fuori allenamento col contrabbasso, ma secondo me, “con quelle enormi mano”, come dice Paola Cortellesi, saprebbe organizzarsi in pochi giorni.
Gianni: Per “Fossi figo”, per esempio, abbiamo ironizzato sul voler essere belli e in forma ad ogni costo. Il video lo hanno girato in via Paolo Sarpi, Chinatown di Milano - un bolognese, un milanese, il contorno tutto cinese - e si conclude con una lunga corsa. Ironici da morire, di quell’ironia sottile, quasi impalpabile, che permea le cose e gli occhi sul mondo. Mtv-Day a Bologna, al Parco Nord, dove si fanno le Feste dell’Unità. Mi esibisco con gli Elii. Canzone: “Fossi figo”. Per prepararmi ho cantato con loro a Ravenna la sera prima. Il concerto inizia, e a un certo punto entro io, il settimo Elio. Alle undici vado a provare in mezzo a certi gruppi inglesi punk-rock. Arriva l’orario, e io mi aggiro fra gente assurda: manager, promoter, Dj, Vj. Sono vestito classico, normale. Sul palco siamo tutti uguali: non c’è razzismo verso il debuttante anziano che sarei io. Ci sono loro con me: Elio, Faso, Civas, Rocco, Christian, Jantoman. Veramente ci sono io con loro. Il duo Gianni Morandi-Mangoni è entrato nella storia: giornata unica e irripetibile, 1969, atterraggio sulla Luna. A un certo punto non ho avuto più paura; il macigno sul cuore me lo sono tolto grazie ai ragazzi.
Rocco: Una nota a margine. Gianni, che per inciso ha cantato prima dei Led Zeppelin al Cantagiro (Milano, Velodromo Vigorelli, 5 luglio 1971) e si spalma sul panino chiunque quanto a carisma ed esperienza, era veramente emozionato; in effetti, pure per uno come lui abituato alle folle straripanti, il colpo d’occhio del Parco Nord era impressionante già durante le prove; il pubblico era già presente e numeroso in tarda mattinata. Facciamo le prove e ci diamo appuntamento per la serata. Nel pomeriggio sono in hotel; mi telefona Gianni, con quella voce da Gianni Morandi che non sai mai se è lui o un imitatore bravo, e mi chiede con tono preoccupato: “Senti, ma non credi che io sia un po’ fuori luogo di fronte a quel tipo di pubblico?” Mentre gli sto rispondendo che no, non c’è motivo di allarmarsi, che il pubblico dell’Mtv-Day è abituato alle sorprese musicali e dotato di temperamento mite, mi cade l’occhio sul la diretta del concerto che è già iniziato. Sul palco i Linea 77 – che definire soft è impreciso – e in platea una nube di polvere sollevata dai ragazzi che pogano a torso nudo con gli occhi rovesciati all’indietro versandosi birra in testa. In cuor mio penso: “Speriamo che a Monghidoro Mtv non si prenda.”
Gianni: Finita “Fossi figo”, mi chiama mia moglie – io abito a Monghidoro, vicino a Bologna. Mi dice che c’è stato il terremoto. Lei era nel prato con il nostro bambino. Io sono sportivo, corro, e siccome nel calcio si corre, gioco a calcio. Elio ha avuto una militanza nella Nazionale Cantanti: centrocampista, quaranta incontri. Una volta a Milano doveva venire Rod Stewart come ospite ma, siccome non arrivava, Elio si è truccato da Rod Stewart e lo ha sostituito. Il pubblico ancora lo ricorda.
Gente che corre. Per un mio video volevo mettere insieme una carrellata di personaggi che corrono. Alle otto precise al Parco Ravizza è arrivato Elio, in calzoncini corti e maglia da baseball. Ci eravamo dati appuntamento. Poche parole, una giornata fredda di nebbia milanese, che è diversa dalle altre nebbie. Ora anche lui corre, si allena: una passione in comune, che lega.
Non capita di vederci spesso, ma ci sentiamo. Mi fanno tenerezza, mi suscitano tante cose. Sono indefinibili. Ragazzi che non vogliono crescere e musicisti superbi. Una sera ho visto una cosa bellissima: Elio e le Storie Tese che suonavano la mazurka con Raul Casadei. Lui il Re del Liscio, loro i Re di Tutto.