Marilyn Manson è diventato la maschera di se stesso

Il Reverendo torna con un nuovo album: ma fa ancora così paura come in passato?
Marilyn Manson è diventato la maschera di se stesso
Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol

Ora è dall’altra parte della grata che all’interno del confessionale della chiesa divide il prete dal peccatore, mentre urla a pieni polmoni i versi della canzone: “Let’s get evil / I’m feeling sacrilegious”. Ora è seduto su un divano e indossando la riproduzione di una tiara papale, così come si chiama la particolare corona utilizzata nella storia del cristianesimo da parte dei papi, canta: “Are you here for the resurrection? / how deep did you dig my grave? / cancel your subscription / you’re the one / who needs to be saved”. A 55 anni Marilyn Manson non perde il gusto per la provocazione, anche a costo di apparire ormai come la maschera di se stesso.

Sono lontani anni luce i tempi in cui il “Reverendo” incuteva timore e paura con la sua musica e i suoi show erano accompagnati da fiumi di polemiche e fatti bizzarri (come le preghiere riparatrici alle quali si lasciavano andare i fedeli cristiani ogni volta che passava in tour in Italia). Eppure Brian Hugh Warner non sembra volersi rassegnare all’idea di cambiare, di mettere da parte i panni del rocker disturbante per sorprendere in altri modi e altre vesti. È a “Sacrilegious” che ha affidato il compito di spianare la strada al suo ritorno sulle scene discografiche a quattro anni dall’ultimo album “We are chaos” e dopo la tempesta mediatica al centro della quale si è ritrovato quando all’inizio del 2021 la denuncia dell’attrice Evan Rachel Wood diede il via a una valanga di accuse mosse nei confronti della rockstar da donne che hanno sostenuto di essere state abusate sessualmente e psicologicamente da lui.

La vicenda giudiziaria è ancora lontana dalla conclusione, nonostante l’archiviamento di alcune cause. Intanto Marilyn Manson riparte da “One assassination under God - Chapter 1”, che uscirà questo venerdì, 22 novembre, e come il titolo stesso lascia intuire è il primo capitolo di un progetto più ampio che si completerà presumibilmente nel 2025. Del resto i fatti di questi quattro anni devono aver parecchio ispirato il 55enne cantautore, che qui e là sembra aver inserito all’interno dei testi delle canzoni dei riferimenti alle sue vicissitudini. In “As sick as the secrets within”, ad esempio, canta di “sacrifici da ingoiare”, di gabbie che intrappolano, del bisogno di sopravvivere. In “Raise the red flag” parla di “un ultimo pasto prima della crocifissione”. Del disco, a parte le prime anticipazioni, Manson ha lasciato filtrare ben pochi dettagli. Dopo le pesanti accuse mosse nei suoi confronti, il cantante è stato abbandonato sia dal suo manager Tony Ciulla che dalla sua etichetta discografica, la Loma Vista Recordings. “One assassination under God - Chapter 1” esce per la Nuclear Blast Records, etichetta tedesca fondata da Markus Staiger, specializzata in hardcore punk, thrash metal, grindcore e industrial metal, la stessa che nel 2021 scritturò l’amico Rob Zombie. Tra il 2021 e il 2022 le acuse di abusi sessuali hanno portato Manson ad essere un parìa del mondo dello spettacolo.

Già, perché Manson ha visto di fatto la propria carriera azzerarsi, abbandonato non solo dalla discografia, ma anche dal mondo del cinema e della tv. Alla fine del 2021 ha suscitato l’ironia dei social una foto che ritraeva il Reverendo vestito tutto di bianco mentre pregava insieme a Kanye West e Justin Bieber a uno dei Sunday Service del rapper, le messe cantate organizzate da West nel suo ranch nel Wyoming. È stato proprio all’insegna di Kanye West il progressivo ritorno sulle scene di Manson, che pochi mesi dopo ha raggiunto il rapper sul palco del LoanDepot Park Stadium di Miami per uno degli eventi esclusivi legati al lancio di “Donda 2”, ufficializzando la loro collaborazione su “Jail pt. 2”.

Quest’estate, poi, Manson è tornato ad esibirsi dal vivo aprendo i concerti americani dei Five Finger Death Punch con una nuova band composta da Tyler Bates alle chitarre, Gil Sharone alla batteria, Reba Mayers dei Code Orange alle chitarre e Piggy D, già con Rob Zombie, al basso. Gli stessi musicisti dovrebbero accompagnarlo sui palchi dei club nei quali farà tappa il tour internazionale legato a “One assassination under God - Chapter 1”, il primo da artista principale dopo le accuse di molestie sessuali. In Italia passerà l’11 febbraio 2025, all’Alcatraz di Milano. Lo show, annunciato all’inizio di agosto, è andato sold out in ventiquattro ore.

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