Vorrei utilizzare un sample altrui, come farlo in regola?

Risponde Note Legali, l’Associazione di Promozione Sociale per la tutela del musicista
Vorrei utilizzare un sample altrui, come farlo in regola?

 

L’utilizzo dei sample (o campionamenti) per creare un brano musicale è una pratica molto diffusa nel nostro settore che ha radici neanche troppo lontane. Basti pensare che, se i primi campionatori nascono già negli anni ’40, è verso gli inizi degli anni ’80 che questi strumenti cominciano ad essere dei veri protagonisti nella creazione di brani di genere hip-hop (e non solo). Tuttavia, fare del sampling in maniera legale non è cosa banalissima e, come vedremo in questo articolo, sono diversi gli accorgimenti da prendere in considerazione se si vogliono evitare brutte sorprese.

Anzitutto, analizzando il sample la prima considerazione che salta all’occhio è che esso è composto da un estratto di una registrazione fonografica e, il più delle volte, di un’opera musicale. In questo articolo abbiamo già osservato che opera e registrazione sono due beni giuridicamente diversi, così come sono diversi gli aventi diritto che ci stanno dietro. Nello specifico, il titolare dei diritti di sfruttamento economico del fonogramma è il produttore fonografico, mentre i titolari dei diritti esclusivi di sfruttamento economico relativi all’opera musicale sono gli autori e i compositori che l’hanno creata o, nel caso in cui costoro abbiano ceduto tali diritti a un editore musicale, sarà appunto l’editore.  Partendo da questo presupposto, se è vero che produttori fonografici e gli editori musicali (o gli autori/compositori, se non c’è l’editore) hanno un’esclusiva per quanto riguarda i diritti di utilizzazione economica rispettivamente della registrazione fonografica e dell’opera musicale, per inserire un sample altrui nel nostro brano, avremo bisogno di munirci di una “doppia” licenza e cioè una licenza che copre lo sfruttamento del sample per la parte relativa all’opera musicale in esso contenuta e di una licenza che copre lo sfruttamento del fonogramma (cioè la registrazione dal quale estrapoliamo il campionamento).

Sul punto è bene precisare che tali licenze non vengono concesse dalle società di gestione collettiva (ad es. SIAE per autori, compositori ed editori o SCF per i produttori fonografici) ma vengono sempre trattate in maniera diretta dagli aventi diritto. Pertanto, ciò che sarà necessario fare, sarà contattare direttamente i soggetti sopra menzionati per concordare con loro i termini e le condizioni della licenza che possono variare in base a molteplici fattori, quali ad esempio la popolarità e il successo del brano che intendiamo campionare, l’estensione territoriale e i canali in cui verrà pubblicata l’opera derivata (cioè il nostro brano), nonché il successo commerciale previsto per la stessa e così via. In alcuni casi i titolari dei diritti sul brano campionato richiedono un compenso in misura fissa (fee una tantum) in altri casi, invece, una royalty sui guadagni derivanti dallo sfruttamento economico della nostra opera derivata, oppure una combinazione delle due.

Sono previste delle eccezioni per le quali è possibile fare a meno di queste licenze? Risposta: poche e sicuramente meno di quelle che state pensando! Tra queste troviamo i casi in cui il sample viene utilizzato per finalità didattiche, di ricerca scientifica o parodistica e sempre che 1) tali finalità non contrastino col normale sfruttamento dell’opera che vogliamo campionare e 2) non venga arrecato un ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi degli editori e produttori fonografici, oppure il caso in cui l’opera e il fonogramma oggetto di sampling siano caduti in pubblico dominio (cioè che gli autori dell’opera siano deceduti da oltre 70 anni e che il fonogramma sia stato pubblicato da più di 70 anni).

Ok, ma tutto questo discorso vale anche nel caso in cui il campionamento riguardi un breve-brevissimo estratto della canzone originale? Anche in questo caso la risposta non piacerà a molti: “assolutamente sì!” E, nel caso in cui si voglia procedere senza alcuna autorizzazione, i rischi sono piuttosto alti: si va da una “semplice” richiesta di takedown (cioè ritiro dal commercio della nostra opera) a una richiesta di risarcimento danni, fino a delle conseguenze che hanno rilevanza sul piano penale.

Qualcuno starà già pensando di risolvere il “problema delle licenze” rendendo irriconoscibile il sample attraverso operazioni di stretching, pitch shifting, “mega reverberi” e chi più ne ha più ne metta... Premesso che con l’avanzare della tecnologia fare delle operazioni di reverse engineering per scoprire cosa si cela dietro un “campionamento sospetto” sarà cosa alla portata di tutti, nel caso in cui si proceda a elaborare un’opera musicale e/o un fonogramma altrui senza una debita licenza si potrà essere ritenuti responsabili di un’ulteriore violazione (quella appunto di modificare/elaborare l’opera musicale e la registrazione senza un apposito permesso) e, pertanto, le sanzioni sopra accennate potranno addirittura inasprirsi!

Però se tutto questo è vero, perché in giro si vedono tanti artisti che fanno sampling “a go-go” ignorando quanto previsto dalla legge? Beh, in realtà (specie ad “alti livelli”) gli accordi ci sono eccome! Basta andare a sbirciare nella sez. “crediti / riconoscimenti” all’interno delle piattaforme digitali per scoprire che tra gli autori/compositori dell’opera derivata sono menzionati anche quelli dell’opera originale da cui è stato estratto il sample (vedi ad esempio il brano “Power” di Kanye West che, dopo un’accesa disputa, adesso porta anche i nomi di Robert Fripp e gli altri componenti dei King Crimson!). In altri casi, invece, i titolari hanno volutamente lasciato correre, magari perché hanno ritenuto più interessante godere della promozione piuttosto che agire per chiedere i danni. Spesse volte, però, si finisce in causa e tra i protagonisti di tali vicende non mancano nomi illustri della musica quali ad esempio Jay-Z, Kendrick Lamar, Nicki Minaj o lo stesso Ye (già Kanye West), sopra menzionato.

Insomma…se dovete campionare fatelo bene e, soprattutto, in maniera legale! Nel caso in cui abbiate dei dubbi, consultate un esperto.

Avv. Gianmaria Le Metre

 

Note Legali è un’associazione di promozione sociale nata per tutelare e migliorare la professione del musicista. Con 18 anni di attività e più di 5000 associati nello storico, Note Legali è ad oggi la più rappresentativa associazione di categoria del settore musicale in Italia, che unisce musicisti di ogni estrazione e livello professionale, offrendo ai propri associati un punto fermo di ascolto e numerose iniziative utili per tutelare al meglio la propria attività musicale.

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Qui l'intervista video di Rockol al fondatore di Note Legali, Andrea Marco Ricci.

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