Dave Rowntree dei Blur contro le leggi Uk sulla morte assistita
Dave Rowntree, batterista dei Blur ha parlato per la prima volta della morte assistita della sua ex moglie Paola Marra. Marra, a cui è stato diagnosticato un cancro al seno nel 2017 e un cancro all'intestino in fase terminale nel 2020, ha deciso di porre fine alla sua vita presso la Dignitas, un'organizzazione no-profit svizzera specializzata nelle opzioni di cura di fine vita e nella morte assistita.
Marra ha deciso di ricorrere alla morte medicalmente assistita a causa dell'incertezza e del dolore della morte per cancro all'intestino, oltre che per la sua allergia a potenti antidolorifici. È deceduta presso Dignitas nel marzo di quest'anno, all'età di 53 anni.
Ora, Rowntree ha definito "brutali" le opzioni di assistenza alla fine della vita per le persone che soffrono in modo estremo, aggiungendo che la criminalizzazione della morte assistita lo ha reso "maledettamente arrabbiato".
Ha fatto queste osservazioni in vista di una proposta di legge che sarà pubblicata il mese prossimo e che chiede la legalizzazione della morte assistita in Inghilterra e Galles - a condizioni rigorose. "È una situazione psicopatica quella in cui ci troviamo, perché lo scopo di tutto ciò dovrebbe essere cercare di rendere le cose più facili per la vera vittima di questa situazione: il malato terminale", ha dichiarato al The Guardian.
Alla domanda se le leggi sulla morte assistita possano portare a "uccisioni autorizzate dallo Stato", Rowntree (ex avvocato e che si era candidato alle ultime elezioni parlamentari con i Laburisti) ha risposto: "Di certo non sosterrei nessuna legge che permetta a qualcuno di uccidere qualcun altro".
Ha aggiunto che le attuali leggi per gli adulti malati terminali che vogliono controllare la propria morte li rendono "paria", continuando: “Se si sta pensando di togliersi la vita, lo si deve fare da soli e isolati, e chiunque sia anche solo sospettato di aiutare in qualche modo materiale può essere arrestato e si possono prendere 14 anni di prigione". "È assolutamente brutale per il malato - ha proseguito - perché chiunque glielo dica è potenzialmente a rischio di arresto, quindi deve andare in giro come un criminale. Non solo, ma quando arriva il momento, se decidono di morire con dignità e di porre fine alla loro vita in un momento e in un modo di loro scelta, devono farlo senza il sostegno di nessuno, da soli, senza poter tenere la mano di nessuno, senza poter abbracciare qualcuno e dirgli addio".