Anche i Foo Fighters diffidano Trump dall’uso di un loro brano
Non è la prima volta che gli artisti negano il consenso a Donald Trump per l’utilizzo delle loro canzoni durante la sua campagna elettorale. Hanno già protestato in tal senso tra gli altri, Rolling Stones, Rihanna, Adele e Steven Tyler degli Aerosmith. A loro si sono recentemente aggiunte Celine Dion e Beyoncé (Leggi qui e qui) ed è cronaca dei giorni scorsi l’uso di un finto sostegno con una foto di Taylor Swift (Vedi qui)
Per quanto riguarda Beyoncé il caso è curioso. La pop star aveva dato sin da subito alla sua “discesa in campo” l’assenso all’uso del brano “Freedom” (dall'album "Lemonade" del 2016) nella campagna elettorale del “tandem” dei democratici Harris / Waltz (a supporto del quale ha donato anche 4 milioni di dollari). Pochi giorni fa la stessa canzone è stata usata come colonna sonora di un video pubblicato sull'account X del portavoce della campagna di Trump Steven Cheung. Le note della canzone accompagnavano le immagini del candidato repubblicano alla presidenza che scende da un aereo.
Il team di Beyonce ha protestato e il post è stato rimosso.
Da qualche giorno alla lunga serie di artisti che hanno diffidato dall’uso delle proprie canzoni negli spot di Trump si aggiungono ora i Foo Fighters.
Durante il recente comizio nel quale il candidato repubblicano ha ricevuto l’appoggio di Robert F. Kennedy Jr. (della famiglia notoriamente repubblicana) sono risuonate le note di “My Hero” della band di Dave Grohl.
Quando un account Twitter ha taggato la band chiedendo se avessero "permesso a Trump di usare 'My Hero' per accogliere RFK Jr. sul palco", la band ha risposto senza mezzi termini: "No". "Ai Foo Fighters non è stato chiesto il permesso, e se lo avessero fatto non lo avrebbero concesso” hanno poi dichiarato dall’entourage della band, aggiungendo che i proventi derivanti dall’uso della canzone in quell’occasione saranno donati alla campagna elettorale di Kamala Harris e Tim Walz.