Manu Chao: una festa bollente
Agli occhi e orecchie di molti José Manuel Arturo Tomás Chao Ortega, più semplicemente Manu Chao, sembrava sparito, con una discografia ferma ormai dal 2019. E invece il padre della patchanka aveva scelto altre strade, che lo avevano portato a frequentare solo i palchi, costantemente in concerto ma fuori dai riflettori, concerti acustici, intimi. Lo scorso anno era passato dal nostro paese, per un unico live a Bergamo.
A maggio arriva la notizia del nuovo singolo “Viva tu”, seguita poco dopo da quella dell’uscita di un intero disco (con lo stesso titolo del primo estratto e disponibile dal 20 settembre) accompagnato da un secondo singolo (Leggi qui) e in contemporanea il ritorno per un tour in Italia di sette date, con il secondo appuntamento al Magnolia, a Segrate, alle porte di Milano, città da cui mancava da molto, troppo, tempo.
L’occasione era davvero interessante e Milano non se l’è fatta scappare e così una bollente serata (dal punto di vista della temperatura) si è arroventata ancor più tra gli alberi del locale milanese che era veramente sold out, imballato e imbottito di gente come mai.
C’erano dunque tutte le condizioni per fare festa: una musica perfetta, per quanto nella sua forma acustica (e forse anche proprio per questo), una lunga assenza, l’affetto multigenerazionale verso Manu Chao, che indossa anche i panni di “simbolo”, la notizia di un ritorno discografico. Tutte premesse che non hanno tradito le aspettative e così, tra svenimenti, sudore e balli è andato in scena quello che ha superato i confini del concerto diventando una vera festa … una festa bollente.
Quando l’ex Mano Negra sale sul palco è un trionfo, un boato al quale Manuel risponde con grande entusiasmo. Con lui in scena un altro chitarrista acustico e un percussionista, pronti a dare vita ad uno spettacolo ad alto tasso di partecipazione. Da lì tutto si scatena, diventa occasione di divertimento, di partecipazione, un momento in cui la musica diventa un oggetto di condivisione, una musica che trascende dalle sette note, dall’ordine prestabilito, dal concetto tradizionale di esecuzione live. Un calderone emotivo e festaiolo che vede il pubblico parte integrante di un tutto. Pubblico “acceso”, quasi arringato ed aizzato dal protagonista della serata che non si tira certo indietro per far divertire i presenti, ballando a sua volta, senza però far dimenticare quella che è la sostanza della sua musica e, soprattutto, la sua visione del mondo.
Ecco allora che le canzoni si dilatano enormemente, si ripetono, si arricchiscono di tanti “siparietti” e di occasioni, a volte anche un po’ ruffiane, per far cantare, magari anche intorno ad un solo verso o coro, i tanti presenti che non si tirano indietro. Ecco allora la ripetuta esecuzione delle poche note della colonna sonora (firmata Fiorenzo Carpi) del famoso Pinocchio Tv firmato da Comencini (“Le avventure di Pinocchio” cinque puntate su RAI 1 nel 1972) su cui ballare e cantare tutti insieme.
Il cantautore franco spagnolo diventa un’icona, un leader, un capopopolo, basta un suo gesto e la folla impazzisce, tutto è all’insegna del disordine precostituito, una sorta di “destrutturazione” degli schemi consueti e dove regna il caos, la libertà e la voglia di far casino, ma con il cuore e la testa ben centrati.
Così tra classici e brani meno noti Manu Chao presenta il suo repertorio (e dei Mano Negra), riletto in chiave acustica, all’insegna della semplicità, del ritmo e dell’essenza musicale, lasciando che siano musica, canzoni, temi e pubblico i protagonisti della serata, guidati dalla spontaneità e dalla genuinità del protagonista di questa torrida serata in cui c’è tutto. C’è Maradona, ci sono i clandestini, c’è la Palestina, c’è un mondo diverso possibile, c’è l’amore, ci sono i margini e gli emarginati e poi in una parola c’è lui: Manu Chao con il suo carisma e la passione che riesce a smuovere. E poi c’è il pubblico in comunione.
Se non fosse stato per le condizioni ambientali e la pressione fisica (ma questa è una questione - relativamente - soggettiva) sarebbe stata la festa della vita.
Tutto da godere, cantare e ballare (compatibilmente).
Il tour italiano:
28 luglio Tarvisio (Ud), No Borders Music Festival (Laghi del Fucine concerto pomeridiano in quota)
1 agosto Segrate (Mi), Circolo Magnolia
4 agosto Fermo Giardini del Parco del Girfalco
8 agosto Paestum (Sa)
15 agosto Castrignano Dei Greci (Le) Kascignana Festival
20 agosto Bagheria (Pa) Piccolo Parco Urbano
25 agosto Diamante (Cs) Teatro dei Ruderi