Rod Stewart, tra concerto appassionato e Las Vegas
“Forever young” è una canzone che Rod Stewart scrisse nel 1988 e che dedicò ai suoi figli con i quali aveva trascorso troppo poco tempo a causa dell'impegno con i tour. Dopo averla scritta si rese conto che sia la melodia che la struttura del testo assomigliavano molto a quelle di un'altra, con lo stesso titolo, scritta 15 anni prima da Bob Dylan, così gliela inviò chiedendogli un suo parere. Alla fine i due si accordarono di partecipare entrambi come autori e condividere le royalties.
Ecco, questa storia spiega bene la personalità e il carattere di Rod Stewart, un autore, ma soprattutto un grande interprete generoso e appassionato. E sempre la storia di questa canzone sintetizza perfettamente l'unico concerto italiano che la star scozzese ha tenuto ieri al Lucca Summer Festival nel corso del “One Last Tour”, con una scaletta composta da suoi successi, grandi classici del blues e del soul e omaggi ad autori scomparsi. Tutto questo in uno stile a metà tra lo show tipico di Las Vegas – palco bianco, scalinate, lustrini e qualche caduta di stile - e un set appassionato con musicisti di qualità.
Rod Stewart arriva sul palco di Piazza Napoleone alle 21:00 precise, giacca leopardata in pendant con i mocassini, capelli biondi a punta e la solita faccia da simpatica canaglia. Insieme a lui una rodatissima band di 13 elementi tra cui una schiera di bionde multitasking che all'occasione diventano chitarriste, violiniste, arpiste, ballerine e coriste, alcune delle quali con la voce svettante di Christina Aguilera.
Il quasi ottuagenario Rod Stewart è tra gli artisti musicali di maggior successo di tutti i tempi, con oltre un quarto di miliardo di dischi venduti e inserito nel 2012 nella Rock and Roll Hall of Fame: James Brown lo definì "il miglior cantante soul bianco".
Come detto, la scaletta alterna suoi grandissimi classici tipo “Tonight's the Night”, “Young Turks” e “Maggie May” (suo primo grande successo da solista del 1971, qui in versione karaoke sui megascreen), pezzi cantati da altri ma decisamente più noti nella sua versione come “The first cut is the deepest”, “I don't want to talk about it”, “People get ready” (dedicata al chitarrista Jeff Beck con cui iniziò a suonare negli anni 60), e grandissimi classici come “Twistin' the Night Away” di Sam Cooke, “This old heart of mine” degli Isley Brothers, una splendida “I'd rather go blind” di Etta James (vetta della serata per chi scrive) e una bella versione più ritmata di “Rollin' and tumblin'” per celebrare il blues americano di Muddy Waters che ascoltava in Scozia da ragazzino.
Il resto delle 22 canzoni le trovate sulla setlist in coda alla recensione. Stewart le interpreta tutte con passione e mestiere (specialmente quando il tenore rauco e caratteristico non ci arriva) e la band gli va dietro con gran trasporto – da segnalare il sax di Jimmy Roberts (ottimo in “Downtown Train”).
Per consentire i cambi di abito del Nostro – uno dei quali tutto giallo e celeste per supportare l'Ucraina – ci sono anche dei siparietti gestiti direttamente dalle coriste pescando dai classici soul disco delle Pointer Sisters e delle Labelle, in parte evitabili ma che d'altronde danno la possibilità di sfogliare sui megascreen l'album fotografico dei ricordi di Rod sul palco e fuori con tutte le pop e rockstar che ci possono venire in mente.
Mancano all'elenco alcuni grandi suoi pezzi (tra tutti “You're in my heart”) e, totalmente, quelli del canzoniere americano (American Songbook) che hanno caratterizzato l'ultima parte della sua carriera da interprete. Poco male perché i 110 minuti dello show scorrono via rapidamente tra struggente nostalgia, emozioni e balletti di Rod. In chiusura “Da ya think I'm sexy?”, la canzone che decretò alla fine degli anni 70 il sodalizio tra rock e disco, e la ballatona yacht rock “Sailing” che chiude una piacevole serata con un mito del pop-rock assai gradito dal pubblico che ha affollato la piazza.
SETLIST
Infatuation
It's a heartache
Twisting the night away
This old heart of mine
Rollin' and tumbling
Tonight's the night
Forever young
The first cut is the deepest
I don't want to talk about it
Maggie may
I'd rather go blind
Young turks
Downtown train
I'm so excited
Rhythm of my heart
People get ready
Have I told you lately
Lady marmalade
It takes two
Baby Jane
Da ya think I'm sexy?
Sailing