Charli XCX e Lorde: le eretiche del pop taylorswiftizzato
“Un giorno potremmo fare un po’ di musica / Internet impazzirebbe”, canta Charli XCX in “Girl, so confusing”, una delle canzoni contenute nel suo nuovo, chiacchieratissimo album “Brat”. Internet è impazzito davvero, quando lo scorso venerdì è spuntata sulle piattaforme una nuova versione del brano incisa dalla cantautrice britannica insieme a Lorde, tornata sulle scene discografiche a tre anni dall’uscita di quello che rimane, per ora, il suo ultimo album, “Solar power”. Eccole, le eretiche del pop taylorswiftizzato. Da un lato una delle popstar più difficili da inquadrare e incasellare tra quelle di ultima generazione, che negli anni si è divertita a confondere e a mischiare le carte, spaziando da una hit ultrapop come quella “I love it” con la quale nel 2012 scalò le classifiche insieme alle Icona Pop a un disco di ispirazione punk come “Sucker”, prima della consacrazione con “Brat”. Dall’altro un’artista che dopo essersi ritrovata a 16 anni in testa alle classifiche mondiali con “Royals” poteva essere divorata dal music biz, usata e poi gettata, finire sul lettino di uno psichiatra, e invece ha deciso di seguire altre regole: le sue.
E pensare che quando all’inizio del mese era uscito “Brat”, ascoltando “Girl, so confusing” i fan di Charli XCX avevano creduto che il testo del brano fosse dedicato proprio a Lorde: nella versione originale della canzone Charlotte Emma Aitchison, questo il vero nome della 31enne cantautrice britannica, cantava infatti il suo desiderio di vedere una collega “cadere” e “fallire”. “Tu sei tutta per scrivere poesie, io per organizzare feste / penso che dovresti venire alla mia festa e alzare le mani”, cantava Charli XCX in un verso, che molti avevano interpretato come un riferimento a un verso della hit di Lorde “Team”, in cui l’artista neozelandese cantava di “essersi sentita dire di alzare le mani in aria”. In una recente intervista a Rolling Stone, poi, Charli XCX aveva detto: “Quando uscì ‘Royals’ ero super gelosa del successo che aveva avuto Lorde. Quando è così, metti insieme una serie di cose nella testa, tipo: le piaceva la mia musica, aveva i capelli come i miei, si truccava con un rossetto nero e così facevo anche io. Crei questi parallelismi e pensi: ‘Quella potrei essere io’”.
A spazzare via i gossip ci pensa ora questo remix, nel quale Lorde riscrive a modo suo alcuni dei versi del testo originale, parlando proprio delle affinità con Charli XCX: “La gente dice che siamo simili, dice che abbiamo gli stessi capelli. Siamo io e te, due facce di una moneta che l’industria ama far girare”. E poi, citando il testo originale di “Girl, so confusing”, aggiunge: “Internet impazzirà, corro con te Charli”. Charli e Lorde, Charlotte e Ella, così diverse ma, proprio come canta Lorde nel remix di “Girl, so confusing”, così simili tra loro, per quell’attitudine anticonformista che ha portato entrambe ad essere considerate delle streghette del pop al femminile contemporaneo (amatissime dai nerd e dai critici: “Brat” è l’album meglio recensito dalla critica tra tutti quelli usciti nel 2024 finora), due che vogliono semplicemente fare ciò che vogliono, oltre le mode e le tendenze. Consapevoli che l’autenticità e la genuinità, in un modo o nell’altro, premiano. Ne sa qualcosa Charli XCX, la cui fanbase è cresciuta negli anni e si è fatta trovare pronta quando negli scorsi mesi la cantautrice britannica ha cominciato a far assaporare ai seguaci le tracce di “Brat”: lo scorso febbraio alla Boiler Room allestita a New York per un evento intitolato PARTYGIRL - tutto in caps lock - più di 25 mila persone hanno provato ad entrare in un posto che poteva ospitarne appena 1.000. L’esperienza verrà ripetuta il prossimo 12 luglio a Ibiza.
Tra elettropop, hyperpop, electroclash e dance il disco ha debuttato al secondo posto della classifica dei più venduti del Regno Unito, dietro solo a “The tortured poets department” di Taylor Swift: Charli XCX ha debuttato sul secondo gradino del podio conquistando il milgior risultato mai raggiunto con un album nel corso della sua carriera fino ad oggi (nella prima settimana ha triplicato gli stream totalizzati nel 2022 dal precedente “Crush” nei primi sette giorni dall’uscita). E ora tocca a Lorde rompere quel silenzio nel quale la cantautrice neozelandese si è rintanata alla fine del tour di “Solar power”. A maggio la cantautrice è comparsa in “Everyone’s getting involved: a tribute to Talking Heads’ Stop Making Sense”, tributo ai Talking Heads per il quale ha reinterpretato “Take me to the river”. I fan aspettano il nuovo album, che dovrebbe arrivare a breve. E spiazzare, ancora una volta.