Raye non è e non sarà mai la popstar che le chiedono di essere

Prendetevi 7 minuti per ascoltare "Genesis": la Gen Z ha trovato la sua Nina Simone?

“C’è un aforisma di Nina Simone che dice: ‘Un artista dovrebbe riflettere i suoi tempi’. Questa frase per me significa tutto e credo che il modo migliore in cui posso provare a farlo sia attraverso la mia arte e la mia musica. Volevo creare qualcosa di profondamente personale e crudo”, dice Raye parlando della sua nuova opera, “Genesis”. Sì, opera: perché quello che ha appena pubblicato la 26enne cantautrice britannica (di cui Rockol aveva già parlato qui, un anno fa), il cui nome è finito sulla bocca di tutti oltremanica lo scorso marzo dopo il trionfo ai Brit Awards 2024, quando con sei statuette vinte in tutto grazie all’album “My 21st Century Blues” è diventata l’artista ad essersi aggiudicata il maggior numero di premi in una singola edizione degli “Oscar della musica” britannica, è qualcosa di più che un semplice singolo. “Genesis” è una suite di 7 minuti precisi con la quale Raye Keen, diminutivo di Rachel, ribadisce ancora una volta di non essere esattamente la popstar che i discografici le chiedevano di essere, rassicurante e radio-friendly. Cita Nina Simone, rockstar della black music statunitense, che con la sua instabilità emotiva e il suo tempramento irregolare non ebbe proprio vita semplice, non a caso: è a questo tipo di personaggi, più che alle colleghe che tra urletti sexy e ammiccamenti vari conquistano le classifiche oggi, che guarda Raye.

“‘Genesis - spiega - l’ho realizzata e analizzata nell’ultimo anno e mezzo, sprimentando diversi generi ed espressioni sonore”. Nei 7 minuti di durata del pezzo la cantautrice mostra tutta la sua versatilità: parte come un pezzo in cui recita i versi del testo con un’attitudine quasi rap su una base gospel, poi passa all’r&b e infine saluta tutti atteggiandosi a diva di un club jazz newyorkese degli Anni ’50. “Per tutti coloro che lavorano troppo, sono sottopagati e sognano di andare in un posto lontano”, canta, supportata da archi e ottoni. “È una preghiera, una supplica e un grido d’aiuto e spero davvero che questa canzone possa portare un po’ di speranza, come fa questa musica per me, a coloro che ne hanno più bisogno”, riflette. È evidente che il trionfo di due mesi e mezzo fa ai Brit Awards l’abbia in qualche modo galvanizzata, dandole ancora più coraggio, artisticamente parlando, di quanto non ne avesse già. “Il messaggio di fondo di ‘Genesis’ è: ‘Let there be light’, ‘Lascia che entri la luce’”, spiega. Così ha fatto lei, che nel suo percorso artistico prima dell’exploit di “My 21st Century Blues” ha incontrato non pochi mostri.

Abusata sessualmente da un produttore con il quale lavorò (come ha poi raccontato in alcuni dei pezzi contenuti nello stesso “My 21st Century Blues”, da “Oscar winning tears” a “Ice cream man”, nel cui video, da lei stessa diretto, ha messo in scena proprio la disperazione provata dopo un episodio di violenza, rivelando di soffrire ancora di attacchi di panico e di disturbo da stress post-traumatico), snobbata dai discografici che l’avevano messa sotto contratto e costretta a cedere a colleghe come Beyoncé, Rita Ora, Ellie Goulding i suoi brani, con la promessa che prima o poi le sarebbe stato concesso di fare un album tutto suo. Questa è stata la vita di Raye prima che la hit “Escapism” - arrivata a 809 milioni di stream su Spotify, esplosa anche grazie a TikTok - riscattasse la carriera della cantautrice britannica. “Ho firmato un contratto per quattro dischi nel 2014, ma non mi è mai stato permesso di pubblicare un solo album. Tutto quello che mi interessa è la musica. Sono stufa di soffrire per questo”, si sfogò su Twitter nel 2014.

Alla fine quel disco se l’è prodotto da sola. “My 21st Century Blues”, che nel Regno Unito si è spinto fino alla seconda posizione della classifica settimanale dei dischi più venduti, è stato incensato dalla critica, che ha premiato il coraggio dell’artista, e amato dal pubblico, forse saturo delle proposte del circuito pop e desideroso di ascoltare anche qualcosa con uno spessore artistico maggiore rispetto alle Ariana Grande di turno. “Ora c’è più potere per gli artisti indipendenti e per gli artisti che non hanno grossi sostegni economici per portare la loro musica a più orecchie. Il bisogno, da parte degli artisti, di queste enormi infrastrtture sta diminuendo. Spero che si capisca sempre di più che non devi incidere necessariamente per una major per avere una carriera nel mondo della musica”, ha detto, in una lunga intervista a Vulture, riferendosi alle multinazionali.

Il trionfo non è rimasto limitato solo ai Brit Awards. Raye ha recentemente vinto il prestigioso premio “Songwriter of the Year” agli Ivor Novello Awards 2024 e tre premi ai Global Awards (tra cui “Best Pop” e “Best British Act”). È stata nominata nella lista dei “Next Generation Leaders” del Time e ha ricevuto una nomination come “Best International Act” ai Bet Awards 2024. Ad oggi è riuscita a piazzare otto singoli nella top 20 della classifica britannica e a totalizzare 5 miliardi di stream globali su Spotify. Sarà in Italia il prossimo 14 luglio, per uno show, attesissimo, sul palco di Umbria Jazz: “La mia ambizione ora è portare sul palco lo spettacolo dal vivo più folle che qualcuno abbia mai visto”.

Schede:

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.