Godo, il track by track di ‘Bacio di Venere’
Abbiamo chiesto a Godo - all’anagrafe Martino Schembri, cantautore romano classe 1997 - di raccontare, canzone dopo canzone, “Bacio di Venere”, il suo nuovo album uscito lo scorso 24 maggio. Ecco, di seguito, come l’artista ha scelto di presentarci i brani del disco, a cominciare dalla title track…
“Bacio di Venere”
Il primo brano dell’album è una canzone che esplora il tema della connessione e dell'energia. Ho voluto aprire il disco con un un flusso di impressioni e sensazioni, proprio come un quadro che prende vita davanti agli occhi di chi lo osserva. Se dovessi descrivere questa canzone con un colore, sarebbe il Blu Notte, profondo e misterioso, capace di evocare emozioni intense e di trasportarti in un mondo parallelo dove tutto è possibile ma niente è scontato.
“Artemide”
Questa canzone nasce dalla necessità di dare sfogo alle tante voci che affollano la mia mente ogni giorno. È come se avessi una musa ispiratrice che mi sussurra continuamente, proteggendomi da una parte e confondendomi dall'altra. Questa dualità è il cuore pulsante della canzone. Ho cercato di catturare questa confusione creativa in una melodia che si snoda come una cantilena, ipnotica e avvolgente. È un brano che riflette la mia lotta interiore, il conflitto tra ordine e caos, tra chiarezza e disorientamento. Ascoltarla è come entrare in un labirinto dove la luce e l'ombra si inseguono senza mai fermarsi.
"Quando Di Notte"
"Quando Di Notte" è una canzone nostalgica che parla di un ricordo sentimentale che ancora oggi mi porto dietro. È una riflessione su quei momenti passati che rimangono impressi nella mente e nel cuore, come una vecchia fotografia che continua a evocare emozioni intense. La notte è il momento in cui questi ricordi tornano a galla, avvolgendomi con la loro dolce malinconia. La melodia lenta e struggente accompagna il testo, creando un'atmosfera intima e riflessiva. È un omaggio a quei ricordi che, nonostante il tempo, restano vivi e pulsanti dentro di noi.
“Una star”
Per me “Una star” è la canzone che più mi ha aiutato a ritrovare la fiducia in me stesso. In un momento di incertezza e difficoltà, ho voluto creare un brano che fosse un inno alla convinzione e alla speranza. È un messaggio di forza interiore, un promemoria utile anche nei momenti più bui in cui possiamo sempre trovare una luce dentro di noi che può guidarci. La musica è energica e trascinante, con un ritmo che incita a guardare avanti e a credere. È una canzone che vuole ispirare chiunque l'ascolti a non smettere mai di sognare.
"Il quinto elemento"
"Il quinto elemento" è un viaggio interiore che esclude tutto ciò che è superfluo, persone e eventi inclusi. È una ricerca di essenzialità e purezza, un tentativo di trovare il vero nucleo della propria esistenza. La canzone invita l'ascoltatore a eliminare le distrazioni e a concentrarsi su ciò che veramente conta. La melodia è minimalista, quasi meditativa, per riflettere questa ricerca di semplicità. È un invito a guardarsi dentro, a scoprire il proprio "quinto elemento", quella parte di noi che è autentica e inalterabile.
“2+2=2”
Questo brano è il ricordo di una storia d'amore che, nonostante la sua illogicità, mi ha lasciato un segno indelebile. È una riflessione su quelle relazioni che, anche se destinate a fallire, sono state così intense da volerle rivivere mille volte. La canzone esplora la bellezza dell'imperfezione e la forza delle emozioni vissute. La melodia è dolce ma energica, evocando la tristezza di un amore impossibile ma anche la gioia di un bel ricordo da poter raccontare. È un omaggio a quei legami che, pur non essendo destinati a durare, hanno arricchito la nostra vita in modi inaspettati.
"Stronza"
"Stronza" è una canzone rivolta alla vita stessa, che spesso non ci dà le risposte di cui abbiamo bisogno. Parlo della vita come se fosse una ragazza, capricciosa e imprevedibile, che ci mette alla prova continuamente. È una sorta di dialogo con l'esistenza, un modo per esprimere la frustrazione e la rabbia per le difficoltà incontrate. La melodia è diretta e rispecchia il tono di sfida del testo. È un brano che vuole esprimere la resilienza e la determinazione di affrontare la vita nonostante le sue ingiustizie e i suoi ostacoli.
“Mille dosi”
Questo brano parla delle mie dipendenze, che da un lato sono state dannose ma dall'altro mi hanno dato la forza di andare avanti e di ritrovarmi. È una riflessione sulle contraddizioni, su come ciò che ci fa male può anche essere una fonte di energia e motivazione. La canzone esplora questa dualità attraverso una melodia intensa, che riflette la tensione tra il desiderio e la consapevolezza del danno. È un brano che vuole essere una confessione sincera e un invito a riconoscere le proprie debolezze senza vergogna.
"Mare di niente"
"Mare di niente" è una riflessione sull'insignificanza dell'esistenza umana e sulla nostra limitata comprensione dell'universo. Con piccoli versi riflessivi, la canzone invita l'ascoltatore a contemplare la propria piccolezza di fronte all'infinità del cosmo. L’atmosfera di questo brano è etereo e sognante, creando un alone di introspezione e meraviglia. Potremmo considerarlo un invito ad abbracciare l'ignoto e a trovare bellezza, riconoscendo che, pur essendo piccoli, facciamo parte di qualcosa di molto più grande.
“Meteore”
La canzone descrive i momenti e gli stati d'animo più complessi da gestire nella mia vita come meteore che attraversano il nostro cielo interiore, rapide e imprevedibili. È un viaggio emotivo che vuole far sentire l'ascoltatore meno solo nelle proprie paure, offrendo una comprensione poetica di ciò che significa vivere con queste sensazioni e un messaggio finale di speranza.
“Bacio di Venere” è stato pubblicato da D’Altro Canto e distribuito da Sony Music: prodotto dallo stesso Godo, con la collaborazione di “Luha” (per “Bacio di Venere”) e Dj Ceffo (per “Stronza” e “Mille dosi”), il disco è stato mixato sempre da Godo, con Andrea Iannone, presso gli Nda Studios, dove è stato anche masterizzato.
Martino Schembri - figlio della cantante, docente e direttrice di coro Maria Grazia Fontana, e nipote del cantante, attore e compositore Attilio Fontana (già membro dei "Ragazzi Italiani") - ha studiato musica al Saint Louis College of Music di Roma e ha iniziato a esibirsi nel 2018. “Bacio di Venere” è il suo primo album.