Vasco: "Mi sputavano addosso per strada. Ero il drogato"

Il rocker: "Nessuno si permetterebbe di trattare da drogato Keith Richards". E su Ligabue...
Vasco: "Mi sputavano addosso per strada. Ero il drogato"
Credits: Alessandro Tornatore / Concessione in uso a Rockol

"Mi sputavano addosso per strada. Ero il drogato. Il capro espiatorio dei primi Anni 80. Il diretto responsabile della diffusione degli stupefacenti perché, secondo loro, le mie canzoni spingevano all’uso della droga. E per decenni me l’hanno rinfacciato, una cosa che succede solo in Italia: nessuno si permetterebbe di trattare da drogato, che so, Paul McCartney o Keith Richards": così Vasco Rossi in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. Il rocker si racconta a cuore aperto al quotidiano milanese quando mancano poco più di due mesi ai sette show che lo terranno impegnato a San Siro dal 7 al 20 giugno. E ricordando gli esordi, parla anche dei pregiudizi nei suoi confronti:

Aprì la strada Nantas Salvalaggio, che mi scagliò contro un articolo pieno di insulti, su Oggi; conservo ancora la lettera che mia madre gli scrisse per difendermi. Una volta a Rimini, quando mi videro, mi negarono la stanza d’albergo che avevo prenotato. Così aspettai l’alba sul lungomare di Riccione e scrissi “Ieri ho sgozzato mio figlio”.

Sul rapporto con le sostanze, il rocker ha aggiunto:

Potevo stare tre giorni senza dormire, grazie alle anfetamine. Poi ho capito che le anfetamine sono pericolose. Ho sperimentato la mia psiche, sono entrato nella mia mente, ho fatto un viaggio dentro la mia coscienza. Le sostanze stupefacenti le ho provate quasi tutte, tranne l’eroina. Mettere l’eroina sullo stesso piano della marijuana è criminale, perché così i ragazzi si convincono che si equivalgano, e se lo spacciatore non ha una, allora si può comprare l’altra.

Nell'intervista Vasco non ha mancato di ricordare la sua prima volta a San Siro, nel 1990. Prima di lui, tra i cantautori italiani, a San Siro si era esibito nel 1980 Edoardo Bennato:

Fu una svolta per la nostra musica. Prima si cantava nelle piazze, nei palasport, o per la curva di uno stadio. Gli stadi li riempivano solo gli stranieri che venivano una volta ogni dieci anni: Bob Marley, Madonna. Dimostrai che lo poteva fare anche un italiano. Uno stadio a tre piani: avevano appena fatto il terzo anello per i Mondiali; 75 mila persone.

Vasco ha commentato anche la leggenda della rivalità con Ligabue:

Nessuna rivalità. Una montatura dei giornali.

E sulle nuove generazioni:

Ghali ha fatto centro a Sanremo, cantando prima in arabo poi in italiano. Mahmood è un piccolo genio. In generale le cose nuove mi incuriosiscono sempre. La mia preferita è Madame. Ha la stessa genuinità di Carmen Consoli. Mi piacciono anche Levante e Marracash.

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