John Bonham: un “piccolo bastardo sfacciato” lo dice Ginger Baker

L’ex Led Zeppelin con Mitch Mitchell e Baker in una sfida tra giganti. Difficile stabilire il podio
John Bonham: un “piccolo bastardo sfacciato” lo dice Ginger Baker

Sicuramente John “Bonzo” Bonham è considerato uno dei più grandi batteristi di tutti i tempi nella storia del rock 'n' roll. 

L’irruente stile personale e la sua abilità tecnica hanno contribuito a definire in maniera netta l’universo sonoro dei Led Zeppelin a partire dalla fine degli anni '60 e per tutti i '70, prima della sua prematura scomparsa nel 1980. 

Come la maggior parte dei grandi, Bonham era in gran parte autodidatta, ma il suo talento naturale lo hanno aiutato a diventare uno dei batteristi più influenti della sua generazione.

L'approccio di Bonham alla batteria era caratterizzato da una combinazione di potenza esplosiva, precisione e capacità di velocissime variazioni ritmiche.

Divideva il palco con il frontman e cantante Robert Plant, che si posizionava sempre di fronte a lui mentre alla sua sinistra prendeva posto Jimmy Page, uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Completava la sezione ritmica un tranquillo, ma eccelso, bassita (e all’occorrenza tastierista) John Paul Jones (al sesto posto nella ristretta top ten di sempre dei suonatori di basso stilata da Rolling Stone).

Tuttavia “Bonzo” non è l’unico nell’Olimpo dei batteristi e così, al di là dei gusti personali, quando si chiede a persone diverse di nominare il miglior allo strumento di tutti i tempi, le risposte non sono univoche e ci sarà anche chi si spinge nel campo del jazz citando Buddy Rich.

È tuttavia difficile paragonare la complessa abilità tecnica dei batteristi jazz con l’approccio spesso più muscolare e potente del rock.

Così restringendo il campo all’universo del rock e interpellandone i batteristi si ottiene una triade composta da Mitch Mitchell, Ginger Baker e John Bonham.

Nel 2018 in merito alla questione dei migliori dietro i tamburi, Stewart Copeland dei Police e Nick Mason dei Pink Floyd, due batteristi che proprio “male non sono” hanno concordato che Mitchell, il batterista di Jimi Hendrix, è stato il migliore di tutti i tempi.

"Beh, il paradosso è proprio questo” dichiarò 2018 Copeland quando fu interrogato in merito alla questione del più grande. "Questo monumento della batteria, era il batterista di Jimi Hendrix!.... O meglio: Jimi era il chitarrista di Mitch", ha affermato Copeland.

Copeland e Nick Maison si sono poi accordati su una gerarchia che vede Ginger Baker dei Cream (band alla cui chitarra c’era un tal Eric Clapton) al secondo posto. In una successiva intervista del 2022 è stato ulteriormente chiesto a Copeland quale fosse l'impatto di Bonham. 

In risposta, ha citato la santa trinità dei batteristi rock."Mi ispiro a lui più ora che da ragazzo", ha detto l’ex Police. "All'epoca c'erano solo Ginger Baker e Mitch Mitchell, mentre Bonham è arrivato dopo. Del primo mi piaceva il suo stile e come Ginger usasse molto i suoi tom-tom, mentre Mitch Mitchell probabilmente è stato il più stimolante di tutti".

Purtroppo, questi tre leggendari batteristi non sono più tra noi e ovunque essi siano speriamo si sia potuta stilare una imparziale classifica… per quanto possa contare. 

Sappiamo però cosa (soprattutto) Ginger Baker e John Bonham pensassero in merito. Nel suo libro di memorie, “Hellraiser: The Autobiography of the World's Greatest Drummer”, Baker ha ricordato che Bonham sentiva di condividere la posizione sul trono della batteria. Con un alto tasso di autostima, evidenziato fin dal titolo dell’autobiografia, Ginger Becker ha scritto: "John Bonham una volta ha fatto un'affermazione secondo cui c'erano solo due batteristi nel rock 'n' roll britannico: lui e Ginger Baker. La mia reazione fu: "Piccolo bastardo sfacciato!"".

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