Bob Dylan suona per la prima volta live "Roll over Beethoven"
Dopo aver dato il via lo scorso 1 marzo al tour del 2024, con uno show che - oltre aver visto qualcuno tra il pubblico urlargli di suonare "qualcosa che conosiamo" - ha segnato la sua prima esecuzione live di “Walking by myself” di Jimmy Rogers, Bob Dylan in concerto continua a stupire i fan con cover di brani di altri artisti.
Oltre a proporre una propria versione di "Big River" di Johnny Cash durante il set del 6 marzo a Clearwater, la sera successiva di scena alla Suncoast Credit Union Arena di Fort Myers, il cantautore di Duluth ha suonato per la prima volta dal vivo una cover del classico di Chuck Berry, "Roll over Beethoven". Seppur Dylan non avesse mai riletto prima il brano del 1956, nel corso della sua carriera aveva rifatto altre canzoni di Berry, tra cui - come riportato dall'edizione statunitense di "Rolling Stone" - "No Money Down" nel 1981, "Around and Around" nel 1992 e 2003, "Nadine (Is It You?)" nel 1988 e 2023 e "Johnny B. Goode" nel 2003 e 2023.
A proposito dell'impatto di Chuck Berry sul suo modo di scrivere canzoni, in un'intervista per "Rolling Stone US" del 1987, la voce di "Like a rolling stone" aveva raccontato: "Chuck Berry era un cantautore rock & roll. Quindi io non ho mai provato a scrivere canzoni rock & roll, perché pensavo che l’avesse già fatto lui. Quando ho iniziato a scrivere canzoni, dovevano essere di uno stampo diverso. Perché, chi vuole essere qualcuno di second'ordine? Era arrivata una nuova generazione, di cui facevo parte: la seconda generazione di persone del rock & roll. Per me, e per altri come me, era uno stile di vita. Era uno stile di vita che consumava tutto".
In un'altra intervista del 2009, circa otto anni prima della scomparsa di Chuck Berry nel 2017, Bob Dylan aveva aggiunto: "Nel mio universo, Chuck è insostituibile. Tutta quella genialità è ancora lì, ed è ancora una forza della natura. Finché Chuck Berry è in giro, tutto è come deve essere. Questo è un uomo che ha attraversato tutto. Il mondo lo ha trattato molto male. Ma alla fine, è stato il mondo a essere sconfitto".
A differenza di "Roll over Beethoven", con "Big River" di Johnny Cash, Bob Dylan ha un lungo legame, anche se prima della serata del 6 marzo non la suonava dal 2003, ovvero da quando era in tour con i Grateful Dead. Oltre a essere da sempre un appassionato della musica del "Man in black", il quale ricambiava la stima tanto da fare lui stesso delle cover di canzoni di Dylan, l'82enne cantautore reincise alcuni brani di Cash già nel 1967 durante i leggendari "Basement tapes", session che lo videro impegnati insieme alla Band - composta da Robbie Robertson, Rick Danko, Richard Manuel e Garth Hudson, ai quali in un secondo momento si sarebbe unito anche Levon Helm - presso gli studi casalinghi passati alla storia come "Big Pink" a West Saugerties, New York. In quell'occasione Dylan rilesse "Folsom Prison Blues", "Belshazzar" e "Big River", appunto, che rivisitò anche con lo stesso Cash nel 1969.
Bob Dylan rilesse poi "Big River" nel 1988, poi nel 1999, nel 2000, e - prima del concerto a Clearwater - nel 2003 con i Grateful Dead.