Provaci ancora, Christina Aguilera
Toh, guarda un po’ chi si rivede. Non ha vinto premi (lontani i tempi in cui faceva incetta di candidature e statuette, anche se l’anno scorso è riuscita comunque a ricevere una nomination, quella per il “Best latin pop album” con “Aguilera”) e non si è esibita: sul palco della Crypto.com Arena di Los Angeles la 43enne cantante statunitense si è limitata ad aprire una delle buste contenente il nome di uno dei vincitori degli ambiti premi (Aguilera ha consegnato, con Maluma, il premio a Karol G per "Mañana Será Bonito" come "Best musica urban album".
.Tanto è bastato ai suoi fan per dirsi in un modo o nell’altro felici: e chissà che la comparsata ai Grammy Awards non rappresenti un primo passo verso un ritorno al centro dell’industria discografica. Christina Aguilera da troppo tempo è ai margini della scena, come un pugile alle corde: una star da 90 milioni di copie vendute, che ha scritto alcune delle pagine più importanti del pop degli ultimi vent’anni (parlano per lei hit come “Genie in a bottle”, “Beautiful”, “Hurt”, “Candyman”), meriterebbe più considerazione.
“Liberation” del 2018 e “Aguilera” del 2022 più che riposizionarla sul mercato hanno rappresentato dei buchi nell’acqua: l’ultimo best-seller della carriera della popstar rimane “Back to basics” del 2006. Camaleontica, capace di reinventarsi e di cambiare pelle, passando dal pop al soul, dal jazz all’r&b, dall’omaggio a Tina Turner sulle note di “River deep, mountain high” a quello a Whitney Houston su “I Will always love you”, dall’”Ave Maria” interpretata con un quartetto d’archi al tributo a Kobe e Gia Bryant alla sua versione di “At last” di Etta James, fino a riscoprire le sue radici latine, Christina Aguilera - attualmente impegnata con una residency a Las Vegas - prepara il suo ritorno con un album in inglese a distanza di sei anni dall’ultimo: “Ho lavorato sulla sperimentazione di nuove sonorità e nuovi stili. Sono successe molte cose negli ultimi sei anni, enormi cambiamenti personali e professionali. Condividerò questa crescita e le mie nuove ispirazioni nel prossimo album. Ci sono alcune collaborazioni in ballo con altri musicisti di cui sono fan. E mi piacerebbe esplorare nuovi percorsi creativi e commerciali”.
A testimonianza dell’impatto che ha avuto sulla musica pop mondiale, lo scorso autunno è stata pure omaggiata da Tate McRae, la nuova stellina delle classifiche che con la sua “Greedy” è finita sulla bocca di tutti. Nel videoclip del singolo “Exes” l’icona della Gen Z ha riprodotto la scena del ring del video di “Dirrty”: “Quelli di Madonna, Beyoncé e Christina Aguilera sono stati tra i videoclip più iconici di sempre - ha detto la cantante, 20 anni, che quando nel 2002 Xtina pubblicò “Dirrty” non era neppure nata - i visual, le coreografie, le canzoni: penso che alle persone manchi tutto ciò”.
Quest’anno cade il venticinquesimo anniversario dall’uscita dell’eponimo album d’esordio “Christina Aguilera”: era l’estate del 1999 quando l’astro della cantante di Staten Island, nata come bimba prodigio nei programmi della Disney, cominciò a splendere nel firmamento del pop mondiale. “A vent’anni mi dicevo: "Devo fare canzoni che abbiano un significato per me e che siano valide per quello che sono, senza paura e parlando di qualsiasi cosa’”, ha ricordato lo scorso anno in un’intervista. Chissà che il nuovo album nel cassetto non la riporti a parlare al presente.