A volte ritornano: Tones and I non sogna un’altra “Dance monkey”
Se potesse tornare indietro nel tempo, cancellerebbe dalla sua vita la hit che l’ha catapultata in testa alle classifiche internazionali, facendole vincere 74 Dischi di platino, 8 Dischi di diamante e 8 Dischi d’oro a livello mondiale, per l’equivalente di 15 milioni di copie vendute. Tones And I lo dice senza mezzi termini: “Mi è capitato di fare delle session a Los Angeles con persone diverse. Di solito dicevano: ‘Hai avuto successo con questo tipo di canzone, ripetiamola’. E io pensavo: ‘Non ci penso proprio’. Scrissi quella canzone da sola, senza ambizioni. Poi è diventata una hit. Ma non voglio passare la mia vita a inseguire quella canzone. Anzi, la detesto per la maggior parte del tempo. E mi rifiuto di cantarla”.
Toni Elizabeth Watson, questo il vero nome della cantautrice australiana salita alla ribalta nel 2019 con “Dance monkey”, non è un’ingrata e non sputa sul piatto in cui ha mangiato. Semplicemente, ha sviluppato la stessa sindrome di tanti colleghi che per un motivo o per l’altro ripudiano le hit che li hanno portati al successo, chiedendo di non essere più identificati con quelle canzoni: “Non scriverò un altro pezzo simile”, aveva promesso lo scorso anno la cantautrice in un’intervista. Che a distanza di cinque anni da quel tormentone prova a cancellare “Dance monkey” con "Dreaming", un’altra potenziale - almeno sulla carta - hit.
“Dreaming” è però una “Dance monkey” bis: ritmo martellante, ritornello irresistibile, un video che si prepara a diventare oggetto di meme sui social e di imitazioni su TikTok. “È difficile pubblicare musica ed è difficile condividere perché internet mi sembra sempre più estraneo mi sono ritrovato a diventare più un consumatore, piuttosto che un creatore”, dice Tones And I. E pazienza se con “Dreaming” la cantautrice rischi di cibare la macchina, piuttosto che provare a farla inceppare: “Mantengo la mia integrità nelle mie storie che derivano sempre da un luogo autentico di amore, perdita e speranza. Mi sono ritrovato inconsciamente a scrivere di cose di cui non avevo mai scritto prima. Lascio che la mia musica vada dove vuole andare, e non cerco mai di forzarla in una direzione per adattarsi a una tendenza o a uno stile”.
La storia della busker partita dalle strade di Mornington, prima di ritrovarsi a collezionare dischi di platino ovunque, dalla Danimarca alla Svezia, dalla Finlandia alla Germania, dalla Norvegia al Cile, passando per la Svizzera, il Regno Unito e gli Stati Uniti, continua? Per ora, pare di sì. Dopo aver contribuito lo scorso anno alla colonna sonora di “Aquaman e il regno perduto”, il film di James Wan con protagonista l’omonimo personaggio della DC Comics, all’orizzonte c’è un nuovo album di inediti, il secondo dopo l’esordio del 2021 con “Welcome to the madhouse”. “Non so ancora a quale genere appartenga, ma spero che vi piaccia”.