Kendrick Lamar ha scritto un nuovo brano sulla "vulnerabilità"
La stilista francese Virginie Viard si è assicurata collaboratori di prim'ordine per la sfilata di Chanel, affidando a Kendrick Lamar e Dave Free la realizzazione di un cortometraggio pubblicato insieme alla collezione. Chiamato “The Button”, il video è una considerazione stravagante e intrigante sul concetto di "tempo e trasmissione", come ha spiegato nel backstage il duo. Scritto e diretto da Free e con la colonna sonora di Lamar, il cortometraggio vede protagonista Margaret Qualley, attrice e ambasciatrice di Chanel, e c’è anche un cameo di Naomi Campbell e dell'attrice Anna Mouglalis, un'altra ambasciatrice del marchio. La storia racconta che Qualley riceve una bellissima giacca Chanel bianca, immacolata, senza difetti tranne che per un bottone mancante nel polsino. Desiderosa di rendere perfetta la giacca, intraprende un viaggio fantastico a Parigi, dove spera che la leggendaria Coco Chanel in persona la aiuti nella sua ricerca. Una volta ammessa alla sua presenza, la misteriosa sarta, interpretata da Mouglalis, ripristina il bottone mancante, ma incoraggia Qualley a trovare "la bellezza nell'imperfezione del tempo".
Il rapper, per l’occasione, è stato intervistato da Vogue. Ha riflettuto sul concetto di bellezza legato all’esistenza e ha parlato del brano inedito che ha scritto e che si lega al concept del corto. E chissà che non venga pubblicato ufficialmente. “Per me la bellezza è lo yin e lo yang della civiltà e della gloria – spiega Lamar - se guardo la mia vita personale, o quella delle persone intorno a me, sono sempre incuriosito da come sono finiti in una determinata situazione, e da come ne sono usciti. Questa è la bellezza, questa è l’imperfezione: nessuno ha una vita perfetta e non esistono storie perfette. Se mi dici che sei passato da A a B in cinque minuti o in cinque anni, non mi interessa. Voglio sapere cosa è stato doloroso, voglio sapere cosa ti ha fatto evolvere come persona, come essere umano, cosa hai passato, perché posso imparare dalla tua esperienza e trasmetterla anche alla generazione successiva”.
Poi prosegue: “Ho scritto la canzone per il corto in un momento molto vulnerabile, in cui stavo attraversando molteplici cose e non sapevo come sentirmi. Sai, ci sono giorni in cui ti svegli la mattina e dici che semplicemente non stai bene, giusto? Ma senti qualcosa, e dovevo capirlo…finché sento qualcosa che mi faccia apprezzare la sensazione di essere vivo va bene. Credo davvero che vivere e sapere di vivere ed essere presenti nella propria vita, sia il dono supremo, ed è importante sforzarsi di riconoscere ogni giorno fuori di noi stessi, dal punto di vista dell'anima, che siamo in un corpo fisico. Ed è fondamentale dedicare ogni giorno a capire che è la pace definitiva. Quindi, se guardo indietro con il senno di poi, è stato un periodo stressante, ma ora devo dire che almeno ho potuto vivere quel momento, sperimentare come mi sentivo, sperimentarne il peso, la preoccupazione nel mio cuore, la tensione mentale. È solo un altro trampolino di lancio verso quello che sono, e credo che sia qualcosa in cui le persone possono identificarsi, ed è andato di pari passo con il corto”.