Green Day: “E' da pigri creare musica con gli algoritmi”
Da quando l'ultimo album dei Green Day, “Saviors” (Leggi qui), è uscito lo scorso 19 gennaio, gli algoritmi che regolano gli ascolti sulle differenti piattaforme di streaming lo propongono in parecchie playlist.
Il rapporto dei tre artisti americani con gli aiuti tecnologici si limita a questo, senza entrare nella sfera creativa e compositiva della band. Il trio pop punk in nuova intervista al tabloid The Sun ha seccamente affermato: “trovare la propria musica tramite algoritmi è semplicemente pigro”.
Il bassista Mike Dirnt ha spiegato che gli piace "trovare organicamente" cose nuove. "I social media sono fantastici per i bambini, ma se trovi la tua musica tramite algoritmi allora è semplicemente pigro", si legge. "Tutto quello che posso dire è semplicemente di invitre a cancellare la cronologia delle ricerche per trovare nuove cose."
Da parte sua, il frontman Billie Joe Armstrong ha spiegato che la sua avversione per gli algoritmi è incentrata su come possono manipolare i contenuti. "Con tutti gli algoritmi su cui vivono le persone, ci sono così tante informazioni false e ci sono persone che si diagnosticano la sindrome di Asperger con TikTok", ha detto. "Per me è assurdo."
Proseguendo, Armstrong ha spiegato che preferirebbe conservare i propri messaggi importanti nelle sue canzoni, piuttosto che provare a condividerli direttamente sui social media. "Le mie opinioni sono sempre nelle mie canzoni", ha detto. “Non mi piace twittare o postare su Instagram riguardo alla politica, perché stai contribuendo a creare persone pazze che stanno solo discutendo e prendendo posizione. Quindi ne scrivo nelle mie canzoni.”
Tuttavia, la band vede almeno alcuni aspetti positivi nei siti di social media. "Mi è stato detto che 'Brain Stew' (singolo dei Green Day del 1996) è diventato improvvisamente popolare su TikTok con un sacco di ragazzini hip-hop che lo ballavano", ha detto Armstrong. “Ed è bello. Ma non ho la pazienza di usarlo. È bello per le altre persone, ma noi siamo della vecchia scuola.
Agendo come il perfetto contraltare di Armstrong e Drint - o forse semplicemente con maggior concretezza e minor idealismo dei suoi compagni di band - Tré Cool è intervenuto con una battuta: "Lo diciamo adesso, ma non appena smettiamo di chiacchierare, saremo a creare un account TikTok."