I Golden Globes e l’era dell'ossessione per Taylor Swift
Il 2024 si apre con la conferma che stiamo vivendo l’era della dominazione di Taylor Swift e senza un’indicazione precisa di quando e se quest’ossessione spasmodica per la cantante 34enne accennerà a diminuire o quale impatto poi avrà sul lungo periodo.
Il mondo della musica - pop e non - vive di anche di ossessioni: alcune fanno la storia, altre rimangono indissolubilmente legate a un preciso momento storico in cui nascono e si consumano. In un’epoca in cui si sciupa tutto molto in fretta, quella di ieri sera è stata l’ennesima prova di forza, in cui non è stato nemmeno necessario scomodare la musica.Quale tipo d’impatto avrà Taylor Swift, capace di monopolizzare un evento in cui, in teoria, doveva ricoprire un ruolo marginale?
La notizia in sé ve l’abbiamo già riportata: la serata dei Golden Globes 2024, premi dedicati al cinema e alla TV che aprono la Award season hollywoodiana, si è aperta con una battuta infelice su Taylor Swift che ha fatto storcere il naso alla cantante statunitense.
Anatomia di una battuta
Sì, ma cosa ci faceva lì Swift? Ufficialmente era una nominata nella neonata categoria “Miglior incasso al botteghino” con il suo film dei record “Taylor Swift: The Eras Tour”. A posteriori questo Golden Globes “posticcio” si è rivelata una mossa geniale. Per esempio ha permesso al cast di “Barbie”, rimasto a bocca asciutta nelle categorie principali, di salire sul palco. Inoltre ha garantito la presenza della persona più chiacchierata al mondo in sala.
Il casus belli - uno dei tanti che ha animato la serata swift-centrica - è stato una battuta del comico e presentatore Jo Koy. Chiamato all’ultimo a fare da showman, Koy ha aperto la serata con un monologo fiacco, poco ispirato e che non ha suscitato risate in platea.
L’avvio di serata è difficile. Il comico sente che sta incappando in un disastro. Capisce di essere sulle spine, così spara la bordata: “Che differenza c’è tra una partita del NFL e la premiazione dei Golden Globes? Qui ci sono meno inquadrature di Taylor Swift.” Il riferimento è alla relazione della cantante con il giocatore di football dei Kansas City Chiefs Travis Kelce. Negli ultimi mesi infatti la presenza di Swift alle partite della sua nuova fiamma ha scatenato un’ondata d’interesse e un giro d’affari mostruoso per l’equivalente della serie A statunitense, da qualche anno in cattive acque finanziarie. Così, da qualche tempo, le dirette delle partite indugiano spesso sulla tribuna VIP e sulla celebre spettatrice.
Rispetto al battutone sulle tette di Barbie (non chiedete), questa è un’uscita tutto sommato elegante del conduttore, ma la reazione della diretta interessata è parsa gelida. La regia stacca subito su Swift, che sta per portarsi alla bocca un calice di champagne rosé, ma ci ripensa e lancia un’occhiataccia al palco.
Amara ironia della sorte: la battuta è stata poi smentita dai fatti. Complice la trasmissione in diretta sul sito ufficiale del premio, con tanto di dietro le quinte durante gli stacchi pubblicitari, i Golden Globes si sono trasformati nel Taylor Show, con buona pace di quelli che hanno fatto nottata per vedere star del cinema e della TV.
Tutte le volte che Taylor Swift ha fatto notizia ai Golden Globes
Impressionante la notiziabilità, come si suol dire, della diretta interessata, che nel giro di tre ore fa partire le rotative scatenando un’atmosfera quasi scolastica, tutta gossip e frecciate tra i banchi:
- Bill Hader, star di “Barry”, chiede alla cantante di fare un selfie assieme. Niente di strano. Non fosse che su internet si scatena la caccia allo scatto, attualmente ancora non pubblicato. Solidarietà all’attore: non è difficile immaginare il perché della sua richiesta, dato che ha tre figlie nate dopo il 2005.
- La regia inquadra Swift che esulta per la vittoria dell’amica Emma Stone, premiata come miglior attrice protagonista di “Povere Creature!”. Seguono battute in conferenza stampa di Stone, fresca vincitrice di Golden Globes, a cui viene chiesto subito di commentare la reazione della collega e non la sua stessa vittoria.
- La cantante e attrice Selena Gomez riporta all’amica Taylor che che Kylie Jenner non le ha fatto fare un autoscatto col suo +1. “Con Timothée?!” esclama spalancando la bocca sorpresa la commensale Keleigh Sperry, seduta lì a fianco. Qualche tavolo più in là infatti l’influencer e modella e l’attore di “Wonka” e “Dune” stanno scambiandosi bacetti e sguardi affettuosi da una mezz’ora, dimentichi della situazione o perfettamente istruiti dai rispettivi agenti. Da tempo circola la voce infatti che quella tra Jenner e Chalamet sia una trovata pubblicitaria. Niente di nuovo in quel di Hollywood, ma nemmeno in casa Swift: ricordate quelle due settimane in cui si aggirava con l’attore interprete Loki Tom Hiddleston? No? Infatti: il supposto flirt è stato pubblicato e archiviato così in fretta messo da parte che lei non ha nemmeno inciso una canzone a riguardo.
Vale la pena di fare questa cronaca del gossip minuto per minuto di un evento che con le ere di Taylor Swift e con la sua musica c’entra ben poco? In teoria no, ma in pratica è il passaggio necessario per farsi la domanda successiva: perché? Perché a livello globale migliaia di persone hanno passato la notte a cercare filmati per leggere le labbra di Selena Gomez e carpirne le parole?
Taylor Swift è vicina ma sempre fuori portata
La marginalità dell’episodio evidenzia ancora una volta l**’attenzione spasmodica, la fissazione, l’ossessione di cui vale la pena parlare.** Il tutto si consuma tra tavoli coperti di champagne che improvvisamente sembrano quelli della mensa scolastica di “Mean Girls”, popolati da persone bellissime e talentuose, tirate a lucido per l’occasione. In questa cornice scintillante viene messo in scena, in mostra o comunque consumato a favore di telecamera un briciolo del loro privato che ci affrettiamo a sbranare, affamati.
Per come il divismo musicale e non è costruito e vissuto oggi**, è comprensibile che il pubblico sia incuriosito dal privato delle star,** forse ancora più che in passato. ****Specie in un’epoca in cui i social lo hanno reso vicinissimo, falsamente accessibile eppure fuori dallo nostra portata quel tanto che basta a farcelo ancor più desiderare. C’è l’illusione di un contatto più intimo, amicale, personale con l’idolo.
Talvolta faccende privatissime vengono esposte pubblicamente e usate come armi bianche come forma di rivalsa, difesa, denuncia o aperta vendetta: Swift ha spesso usato la sua musica proprio in questa chiave, alimentando così l’ossessione del suo fandom per il suo privato. Di fianco a lei c’è Selena Gomez che riporta l’ultimo gossip sussurrandolo, c’è Keleigh Sperry a cui scappa un’esclamazione e insomma, vogliamo esserci anche noi. Ci siamo, quasi: ci tocca origliare, leggere le labbra, sperare in un regalo della regia, ma ci siamo.
Le notizie musicali di cui avremmo dovuto parlare dai Golden Globes
Tutto questo si consuma in un universo para-musicale che, ampliando lo sguardo e fermandosi alla sola musica, ha storie più divertenti, edificanti e tutto sommato positive da raccontare. Accade a qualche metro e minuto di distanza dagli eventi sopra citati che:
- Il regista di “Povere creature!” Yorgos Lanthimos vince il Globo d’Oro come migliore film commedia o musical. Di solito è compassato, ironico, un po’ distaccato, ma per l’occasione appare abbastanza eccitato. Nel suo ringraziamento scopriamo perché: nel suo sguardo però non c’è spazio che per Bruce Springsteen, seduto lì davanti. Lanthimos è cresciuto con la musica del Boss, se ne sente ispirato da sempre e la possibilità di passare la serata potendolo incontrare e parlargli gli pare così surreale da passare molti dei preziosi secondi a sua disposizione a spiegare quanto sia felice di questo. Lo cita come suo mito e ispirazione, è emozionato dal poterlo incontrare.
- Sul red carpet l’attrice premio Oscar Brie Larson vede avvicinarsi Jennifer Lopez mentre viene intervistata. Quasi scoppia in lacrime, prova a nascondersi, è agitatissima. Qualche secondo dopo la incontra per la prima volta: le spiegherà emozionatissima che da piccola, quando vide “Selena”, film del 1997 con Lopez protagonista, decise di fare l’attrice.
- I due fratelli giovani e imbattibili vincono ancora (e già ipotecano un Oscar). Billie Eilish e Finneas vincono il Golden Globes come miglior canzone originale per il brano “What Was I Made For?” contenuto in “Barbie”. La concorrenza era forte, ma la notizia è un’altra e la dà in diretta proprio Eilish, i capelli di un rosso vivo raccolti in testa, vestita di nero, sorridente e, pare, serena. La cantante sul palco rivela con una certa emozione che il brano vincitore è stato il frutto di un lavoro sul film di Greta Gerwig che l’ha salvata. La richiesta di una canzone per “Barbie” è arrivata in un momento nerissimo. Immergersi nelle atmosfere del film, connettersi al suo messaggio femminista di accettazione, l’ha aiutata a mettere fine a un periodo molto buio della sua vita, facendo riferimento a un episodio depressivo. Nel frattempo i fratelli Finneas sono sempre più integrati nel mondo hollywoodiano, vedi la centralità di un loro vecchio brano che fa da sigla alla nuova stagione di True Detective
- Vale la pensa menzionare il fatto che Ludwig Göransson, fresco vincitore del Golden Globe come miglior colonna sonora per “Oppenheimer”, bazzica regolarmente anche il mondo della musica da classifica. Non è così comune tra i compositori che lavorano in TV e al cinema, specie per quanti raggiungono questi livelli, per giunta prima di compiere 40 anni. Quella di ieri sera è stata una prima, importante consacrazione per uno che figura tra gli autori e produttori dell’iconico brano di Childish Gambino “This Is America”.
- Per i cinefili più incalliti non può mancare la reunion di Jennifer Lawrence e Lenny Kravitz a 12 anni dal set del primo “Hunger Games”, film in cui il cantante interpretava Cinna, lo stilista della protagonista Katniss.
Le storie musicali e para-musicali insomma non sono proprio mancate ieri sera, specie considerando che a differenza degli Oscar i Golden Globes non prevedono esibizioni dal vivo degli artisti nominati. Eppure a tenere banco sulle testate musicali sono le notizie che forse hanno meno a che fare con la musica, perché è da un pezzo che Taylor Swift ha valicato quel confine, diventando rilevante con la sua sola presenza e le sue espressioni facciali.