Fenomenologia dello speciale musicale natalizio
Il Natale rende tutti più buoni, dice l’adagio. Forse no, ma fa qualcosa di strano alla chimica del nostro organismo, a come funziona il nostro cervello. Difficile immaginare un altro momento dell’anno in cui ci risulterebbe accettabile guardare uno spettacolo come “Il Natale di Hannah Waddingham”, nemmeno in chiave hate watch, ovvero guardandolo per odiarlo e demolirlo, pezzo per pezzo, sui social o sul divano di casa.
Una reazione viscerale che nulla ha a che vedere con Hannah Waddingham, la donna dello spettacolo inglese del 2023. Bionda e statuaria, carismatica, voce potente e precisa, l’attrice inglese ha alle spalle un’intera carriera di ruoli televisivi e sui palchi londinesi dei musical. Sulla soglia dei 50 anni, a lanciarla a livello internazionale è il ruolo di Rebecca Welton in “Ted Lasso”. Il 2023 è stato il suo anno d’oro, consacrato dall’ottima prova alla conduzione dell’Eurovision.
Waddingham è stata poi chiamata da Apple TV+ alla guida del suo speciale natalizio, lanciato in piattaforma prima che cominciasse a sentirsi aria di Natale per le strade e nei palinsesti. Gli aficionados del Natale e del genere sono corsi subito a vederlo, tutti gli altri lo stanno riscoprendo in queste ore, facendogli fare capolino nella classica dei contenuti più visti dalla piattaforma.
Lo speciale musicale natalizio arriverà in Italia?
Lo speciale natalizio per il pubblico italiano rimane però un corpo estraneo, quasi un mistero. Solo in questi anni si sta creando un mercato discografico natalizio di casa nostra.
Diverso il discorso nel mondo anglosassone, dove lo speciale natalizio è un genere distinto ma senza un nome così preciso. Appare e scompare costantemente, anno dopo anno, come una maratona informale tra emittenti e cantanti. L’arrivo delle piattaforme streaming a pagamento e la globalizzazione dei contenuti lo stanno avvicinando al pubblico italiano, che in altri contesti sta pian piano abbandonando “il modo italiano” di celebrare la festa per uno più internazionale, cosmopolita.
Santa Lucia non se la passa bene, mentre lo speciale natalizio comincia ad avere un appeal, un senso, in attesa di capire chi balzerà per primo sul trend, trasformando l’ingessato, pseudo-religioso Concerto di Natale nel nostro primo Christmas Special. A meno di non considerare già Canale 5 ed Elisa artefici della svolta con "Elisa - Buon Natale anche a te” a segnare il cambio di passo. Prime Video probabilmente ha già da qualche parte un folder dedicato alla questione.
Piccolo identikit del vero speciale musicale natalizio
Come si riconosce uno speciale di Natale, cos’è? Non è un genere così codificato da avere una definizione scolpita nella pietra, quanto piuttosto ha una serie di tratti ricorrenti. Se se ne presentano più di un certo numero insieme, allora è un Christmas special.
Prendiamo ad esempio “Il Natale di Hannah Waddingham”, senza dimenticare che Apple TV+ nel 2020 aveva già interpellato la regina del Natale pop, Mariah Carey, per realizzare un prodotto simile: “La magia del Natale con Mariah Carey”.
Gli ingredienti fondamentali sono due: il Natale e la musica. Waddingham, figlia della mezzosoprano Melodie Kelly e di una stirpe di cantanti liriche, cresciuta nel dietro le quinte del teatro Coliseum a Londra, ha il pedigree perfetto per l’operazione.
Operazione che richiede di mettere insieme quello che un tempo in Italia avremmo chiamato spettacolo di varietà: cantare, ballare, esibirsi con un corpo di ballo, interagire col pubblico, tanti lustrini, mille luci (pun intended), in un’atmosfera ottimista, tradizionale. C’è una grande componente di teatralità, perché tra i genitori nobili del Christmas Special ci sono gli spettacoli di fine anno delle Radio City Rockettes. Il talento è indispensabile, anche se il punto è realizzare qualcosa di caldo, accogliente, informale. Musica, Natale e tradizione dunque sono una triade irrinunciabile. I luoghi sono due: il teatro per la registrazione, mentre il medium principe per la diffusione è la televisione, che evoca salotti, divani, copertine e aria di famiglia.
La tradizionalità del Christmas special permette di tirare fuori un’atmosfera dolce, appena melassata, con Hannah che si commuove a più riprese (c’è anche la mamma nel pubblico a guardarla). Siccome però è Natale e siamo tutti più inclini ad accettare un certo grado di dolcezza, va bene, anzi, va meglio così. Essendo uno speciale londinese, c’è una forte componente d’ironia, brillante ma mai scorretta, cinica, perché appunto: tradizione, Natale, musica, con un sottofondo di ottimismo.
Essendo uno speciale Apple poi la produzione è di alto livello e, in una parola sola: danarosa. Non si gioca al risparmio, anzi. Orfana del suo più grande successo seriale - "Ted Lasso" - Apple chiama Waddigham alla conduzione di uno speciale natalizio che diventa anche una sorta di puntata speciale natalizia di Ted Lasso e soci. Jason Sudeikis è solo il primo di una lunga lista di interpreti della serie a fare capolino sul palco e a duettare con la padrona di casa e compagna di cast. L’effetto è curioso. Sia Waddigham, sia Sudeikis sia gli altri membri del cast non sono lì nel ruolo dei loro personaggi in “Ted Lasso” ma, complici le premesse dello speciale, stanno nel limbo tra essere parte dello spettacolo, essere ospiti, essere sé stessi ed rispolverare il proprio ruolo nella serie. È anche quasi una puntata speciale della serie, a tema natalizio e musicale.