Baustelle e I Cani: due canzoni che in realtà sono quattro
Un vinile nero, in tiratura limitata in 1000 copie, realizzato dai Baustelle insieme a I Cani di Niccolò Contessa. Zero preavviso, zero “macchina dell’hype” come vorrebbe la discografia di oggi, zero piattaforme. Ma tanta, tantissima musica di qualità. Nello split album ci sono due brani che, però, mutano, si moltiplicano, raddoppiano. E diventano quattro. Due tracce, una per lato. Anche i titoli non nascondono questa doppia anima: “Nabucodonosor – Essere vivo” è il titolo della prima, “Canzone d’autore – L’ultimo animale” il titolo della seconda. I Baustelle e I Cani, in qualche modo, si fondono, diventano ibridi, lasciano spazio, con intelligenza, ai rispettivi registri e il risultato è ottimo.
C’è chi dice: “sono canzoni uguali a tutte quelle che hanno già fatto”. In parte forse è vero, ma tra il piacere di immaginare e ascoltare insieme alcuni degli autori migliori della musica italiana o l'alienante noia che regala molto del mercato discografico di oggi, resta il fatto che questo vinile nero è un piccolo dono. In "Nabucodonosor – Essere vivo” c’è il mondo elettropop che accomuna i due progetti musicali con la voce di Contessa che si inserisce in modo delicato e porta l’ascoltatore a interrogarsi: “Ma poi che gusto c’è a vivere, senza mai farsi del male”. E poi la stoccata di Bianconi: “i cantanti micidiali della tua generazione”. La bellezza di questa prima parte è proprio quella di non essere un “feat”, ovvero due mondi che si parlano dai loro rispettivi recinti, mantenendo però le distanze. Qui i Baustelle e I Cani arrivano a essere un’entità sola. Non è finita: “Tu che ti ostini a chiamarle canzoni d’autore”, è l’altra stoccata che Bianconi riserva nella seconda parte del progetto.
Ci pensa di nuovo Contessa a riportare il brano su un piano di analisi esistenziale e di lettura del tempo sfuggente in cui viviamo: “Lo sai com’è vivere come un essere umano, intrappolato tra il bene e il male”. C’è poi la conclusione su “quell’unico animale, ultimo animale””, da cui prende il titolo la seconda traccia, che in qualche modo riporta sulla terraferma. Sono pezzi che pur scavando e portando con sé profondità, come da tradizione quando si parla di Baustelle e I Cani, mantengo un vestito pop elegante. Questo il messaggio con cui l’etichetta 42records ha annunciato a sorpresa il progetto: "Due canzoni scritte e registrate tra Roma, Milano, Montepulciano e Bologna nel 2023. Lo trovate da ora in vendita nell’apposita pagina bandcamp (qui potete anche ascoltare le canzoni). Vinile e digitale. Se dovesse finire, verrà ristampato. Presto anche nei negozi di dischi”. Manco a dirlo: il vinile è andato sold out. Ma andando oltre l’operazione, che ha fatto molto parlare, restano le canzoni. E sono potenti, centrate, delicate. Sono schegge impazzite lucenti.