“Thriller” di Michael Jackson spiegato bene da un docufilm
«I like the old songs, good songs…. But especially… I like the new songs»
Michael Jackson ha appena cantato insieme ai fratelli un medley di loro successi, e ora è rimasto da solo sul palco del Pasadena Civic Auditorium. I quattro minuti che seguiranno segneranno una delle esibizioni più rilevanti della musica pop degli ultimi 40 anni: Michael prende il cappello da terra e parte il beat di “Billie Jean”.
È il 25 marzo 1983 e si sta svolgendo “Motown 25: Yesterday, Today, Forever” uno show televisivo per celebrare i cinque lustri della storia etichetta di musica soul. Ci sono tutti: Marvin Gaye, Diana Ross, Stevie Wonder, The Temptations, Mary Wells e molti altri artisti della storica etichetta discografica di Detroit Tamla Motown, ma gli occhi del pubblico sono solo su Michael Jackson e lui accontenta tutti con una performance stellare.
Il documentario “Thriller 40” (in streaming su Paramount+ e per qualche giorno anche su MTV Italia) passa al microscopio questa esibizione, specialmente la coreografia: quei passi, quelle mosse e soprattutto quel moonwalk che per la prima viene rivelato al pubblico.
Il documentario diretto da Nelson George, il più importante giornalista e studioso della cultura musicale afroamericana, e prodotto da Showtime, si differenzia dai tanti altri documentari su Michael Jackson che poi, inevitabilmente, vanno a finire sul privato e nel torbido. Come si evince dal titolo, il documentario ha invece come focus l'album dei record del 1983. «Ci sono due periodi nel music business: prima di “Thriller” e dopo “Thriller”» sostiene il critico musicale Stephen Ivory. Come è noto, “Thriller” è il disco che ha abbattuto una serie di record, dalle copie vendute ai singoli estratti, ma soprattutto ha infranto per la prima volta e definitivamente il confine tra musica bianca e musica nera – ad esempio, “Billie Jean” divenne il primo video di un artista afroamericano ad essere trasmesso su MTV.
Ma se eravate già a conoscenza di tutti questi aspetti, il doc mostra anche una serie di filmati inediti sulla fase di registrazione del disco, dalle sessioni con Paul McCartney per “The girl is mine”, fino al tastierista Greg Phillinganes che spiega la sofisticata e complessa architettura musicale di “Thriller” o di “I wanna be startin' something” e alcuni dietro le quinte dei clamorosi videoclip dei singoli estratti dal disco, “Thriller” in primis, di cui all'epoca uscì una videocassetta sul “The Making of” che divenne la VHS più venduta della storia. Ma soprattutto ci sono la personalità straripante, il talento e la determinazione di Michael Jackson che, deluso dell'unico Grammy vinto per il precedente disco solista “Off The Wall” prodotto anch'esso da Quincy Jones, decide che “Thriller” dovrà essere il disco più venduto e apprezzato di sempre, un disco al tempo stesso rivoluzionario e popolarissimo. E alla fine così è stato.