Al cinema vita e storia di Carlos Santana fresco di polemica
Arriverà nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con un evento esclusivo “Carlos”, il documentario diretto dal regista Rudy Valdez dedicato al chitarrista Carlos Santana. La pellicola, che arriverà nelle sale solo il 25, 26 e 27 settembre, celebra la vita e la storia di una delle più grandi icone della musica, vincitore di 10 Grammy.
Le proiezioni saranno arricchite da uno speciale contenuto introduttivo che vedrà la partecipazione dello stesso Santana e del regista Valdez, già vincitore di due Emmy (per il docu film “The Sentence” e per la serie Netflix “We Are: The Brooklyn Saints”).
Presentato in anteprima all’ultimo Tribeca Festival, “Carlos” raccoglie nuove interviste a Santana e alla sua famiglia, filmati d'archivio mai visti prima, tra cui video casalinghi registrati dallo stesso artista, filmati di concerti, scene di backstage, interviste con protagonisti dell'industria musicale e collaboratori, tra cui Clive Davis e Rob Thomas.
Carlos Santana per oltre cinque decenni - dagli esordi col suo gruppo afro-latino-blues-rock fusion di San Francisco che si chiamava appunto “Santana” che lo ha visto sul palco di Woodstock, trascende i generi musicali e i confini generazionali, culturali e geografici. Tra i tanti riconoscimenti, è stato citato da Rolling Stone al 15° posto nella lista dei "100 più grandi chitarristi di tutti i tempi"; la sua band assieme ai Rolling Stones è la sola ad avere un album che ha raggiunto la Top 10 in ogni decennio dagli anni Sessanta.
Nei giorni scorsi però il chitarrista è stato protagonista di un episodio che ha avuto una grande eco sui social.
Durante un concerto Carlos Santana ha esternato un suo pensiero che ha urtato la comunità lgbtq+: “Quando Dio ci ha creati prima che uscissimo dal grembo materno, sapevamo chi e cosa eravamo. Poi - ha aggiunto il chitarrista americano - quando cresci, vedi le cose del mondo e inizi a credere che potresti essere qualcosa di diverso che ti suona bene. Ma sai che non è giusto, perché una donna è una donna e un uomo è un uomo. Ed è tutto. Poi qualunque cosa tu voglia fare a casa tua, sono affari tuoi, a me sta bene”.
La dichiarazione ha scatenato l’indignazione di molti e Carlos si è dovuto scusare con un post su Facebook: “Mi dispiace per essere stato insensibile - ha scritto - Voglio onorare e rispettare tutti gli ideali e tutte le credenze, che siano LGBTQ o meno. Questo è il pianeta del libero arbitrio, un dono che è stato fatto a tutti noi. Perseguirò l’obiettivo di essere felice e di divertirmi, affinché tutti credano in ciò che vogliono e lo facciano nel profondo e senza paura alcuna”.
Ha poi ribadito le sue scuse tramite Billboard “Sono dispiaciuto per l’insensibilità delle mie parole. Non riflettono il fatto che intendono onorare e rispettare tutti gli ideali e tutte le convinzioni. Capisco che ciò che ho detto ha offeso alcune persone, ma non era mia intenzione farlo”.