La forza immortale del rock ‘n’ roll secondo gli Struts
Doveva essere veramente difficile stare su quel palco a Milano, eppure gli Struts nel loro live in città non si sono certo risparmiati. La temperatura diurna viaggiava intorno ai 40 gradi e in serata, sebbene il Magnolia sia inserito all’interno di un parco cittadino, stavamo intorno ai 30, non certo le condizioni ideali per fare dello scatenato R’n’R, con tanto di corse e salti.
Il rock’n’roll dal palco
“This is a rock n roll show”: lo scandisce più volte e chiaramente Luke Spiller, frontman della band inglese, all’inizio del concerto degli Struts e lo confermerà la performance stessa della band composta anche dal chitarrista Adam Slack, dal bassista Jed Elliott e dal batterista Gethin Davies. R’n’R all’ennesima potenza, pulito, forte, un vero tuffo negli anni ’70. Un’ora e quarantacinque minuti di performance adrenalinica e al fulmicotone in cui il quartetto esplora il passato, il presente, rilegge Lorde e guarda al futuro. Dal palco infatti annunciano il prossimo quarto album in uscita a novembre di cui anticipano un brano: “Pretty Vicious” impreziosito da un bell’assolo di chitarra, che darà il nome all’album stesso.
Le chitarre a comandare
Non è la prima volta che la band di Derby arriva in Italia, hanno già tre esibizioni all’attivo: ospiti del Lucca Summer Festival (2017), di Firenze Rocks (2019) e nel 2022, occasioni dove già si era potuto vedere l’abilità e la potenza live del quartetto. Ma la realtà supera le parole, perché un concerto degli Struts è un momento di ottima musica rock, di grande festa, di condivisione, di partecipazione nel nome di un fottutissimo r’n’r, sanguigno e “ignorante” fatto di assoli di chitarra (c’è anche un lungo momento - forse fin troppo - in cui il chitarrista si prende tutta la scena), di riff micidiali, di una spudorata base ritmica e di sudore. Su tutto poi quell’”animale da palcoscenico” che è Luke Spiller, inarrestabile, irrefrenabile, sempre presente in scena che unisce in sé tanti artisti dei ’70, oltre che un po’ di Mick Jagger e di Freddie Mercury (con quest’ultimo aiuta anche la somiglianza fisica, soprattutto facciale, tra i due).
Il pubblico
Gli Struts non sono originali, riportano alla mente il rock anni ’70, visto però con un’anima moderna che ne conserva l’essenza e l’anima. Si nutrono di glam rock, di alternative, qualche spruzzata di melodia e una goccia di pop e rientrano in quel filone dove si trovano anche i Killers, i Greta Van Fleet, i Vaccines e nel passato più o meno recente i Darkness, gli Aerosmith e parecchi altri. Ma il loro approccio è molto più alternative e minimale. Inoltre il rapporto con il pubblico, lo hanno dimostrato anche con il live milanese, è diretto, immediato. Luke si diverte e diverte il pubblico, la platea canta, batte le mani e stare fermi a un loro concerto è opera impossibile. L’esibizione di Milano ha visto uno dei più partecipati riti “accosciamento e salto” a cui abbia mai assistito.
Senza divismi, senza atteggiamenti da star i quattro vivono il palco con grande gioia, sentimento e approccio che mettono nella musica e che inevitabilmente arriva anche al pubblico. Sebbene non risparmino la potenza (peraltro accompagnata da un’ottima acustica) il tutto è segnato da una grande freschezza e “leggerezza” (che non vuol dire banalità).
Una live band.
Un centinaio di minuti di concerto tiratissimo (solo qualche pausa per il caldo), divertente, potente, coinvolgente che mostra molto bene quali siano le doti live di questa band, quartetto che proprio in scena, dal palco, esibisce il suo lato migliore fatto di grandi performance. Luke poi, tra realtà (forse) e piaggeria (sicuro), dice che quello che stanno suonando è il loro più bel concerto.
Stasera si replica a Empoli per la seconda data italiana.
Per gli amanti del rock’n’roll gli Struts sono da vedere a ogni occasione
Scaletta
Dirty Sex Money
Body Talks
Fallin With Me
Too Good At Raising Hell
Kiss This
Primadonna Like Me
All Dressed Up: With Nowhere To Go
In Love With a Camera
One Night Only (Luke al piano)
Mary Go Round
Low Key In Love
Royals (Lorde cover)
Guitar Solo
Wild Child
Pretty Vicious (inedito del 4 album in uscita a novembre)
I Do It So Well
Where Did She Go
Put Your Money on Me
Encore
Bohemian Rhapsody (accenno con Luka al piano)
Fire (Luka solo al piano)
Could Have Been Me