I Wanna Rock: arrivederci, Bruce
"This is our letter to you. Thank you. Come back soon", "Questa è la nostra lettera per voi. Grazie. Torneremo presto": Bruce Springsteen ha salutato così, martedì scorso, prima di suonare dal vivo "I'll See You in My Dreams", il pubblico di Monza e l'Europa dopo quasi tre ore di concerto sul palco del parco del comune lombardo, durante il quale neanche i segni della stanchezza sono riusciti a piegare la sua caparbietà nel portare in scena uno show all'altezza delle alte aspettative, appogiandosi sulla tecnica e sull'esperienza. Un arrivederci, non un addio: il Boss tornerà a suonare dal vivo nel Vecchio Continente, Italia compresa, ed è stato lui stesso a farlo intendere. Il 9 agosto Springsteen riprenderà la tournée negli Usa, da Chicago, una serie di concerti che lo terrà impegnato oltreoceano fino al prossimo dicembre. Il ritorno potrebbe concretizzarsi già nel 2024. Un anno peraltro importante, nella carriera del rocker: il 4 giugno 2024 cadrà infatti il qurantesimo anniversario dall'uscita di "Born in the U.S.A.", uno degli album più iconici della storia di Springsteen e chissà che il cantautore, per celebrarlo, non voglia intraprendere un tour sulla falsariga di quello fatto nel 2016 per "The river". Intanto con uno dei brani inclusi proprio nel disco del 1984, "Dancing in the dark", Springsteen conquista la playlist "I wanna rock", che raccoglie le uscite più importanti del genere e che fotografa la generazione rock contemporanea, guardando con rispetto ai grandi del passato mentre cerca le voci e i protagonisti di oggi.
Le parole pronunciate da Springsteen al termine del suo show a Monza, davanti a 70 mila fan, hanno immediatamente generato aspettative altissime tra i fan del rocker, evidentemente ancora non sazi dopo i tre show del loro beniamino in Italia di quest'estate, a Ferrara, a Roma e a Monza.
Springsteen sui palchi del tour europeo è apparso leggermente più nostalgico e malinconico del solito. Durante gli show, come fatto anche nelle altre date del tour, all'estero, il Boss si è più volte guardato indietro, omaggiando amici scomparsi come George Theiss, compagno nella sua prima band i Castiles. “Quando George Theiss è morto ho realizzato che con la sua scomparsa io sono rimasto l’ultimo componente in vita della nostra prima band. Questa cosa ti fa riflettere e pensare. È come ritrovarsi in piedi sui binari illuminati dalla calda luce bianca di un treno che sta per piombarti addosso. Ti dà una certa chiarezza di pensiero, mai provata prima. L’ultimo eterno regalo che la morte dona ai viventi, è una visione più ampia della vita. Poco dopo la scomparsa di George ho scritto questa canzone: si tratta delle passioni che inseguiamo da bambini non sapendo dove ci condurranno. A 15 anni ci sono solo i 'domani' e i 'buongiorno'. Andando avanti ci sono molti più 'ieri' e 'arrivederci'. Mi ha fatto comprendere ancora di più quanto è importante vivere ogni momento. E quindi, siate buoni verso voi stessi, verso coloro che amate e verso il mondo in cui viviamo”, ha detto, suonando dal vivo “Last Man Standing”, eseguita con la sua acustica in modo vibrante.