Maturi, divertiti e profondi: ecco i Blur 2023
Ci sono vari tipi di concerti live e quest'estate in Italia si è avuto modo di vederne una vasta tipologia. Ci sono quindi i live set in cui i musicisti vogliono far valere la loro capacità tecnica e artistica, ci sono band e artisti che vogliono fissare un perimetro ben definito sul loro ruolo nell'ambito musicale e di genere, ci sono quelli che vogliono dimostrare di essere ancora vivi e capaci. Ce ne sono tanti altri ancora, evidentemente. E poi ci sono quelli che suonano perché vogliono “semplicemente” divertirsi e divertire il proprio pubblico. E questo lo possono fare perché hanno raggiunto un grado di maturità e di consapevolezza, nonché un canzoniere vasto e di qualità, che li permette di centrare in pieno il senso della musica, dei concerti live e dello stare insieme. Ecco, il concerto dei Blur ieri al Lucca Summer Festival sotto le mura storiche ci è sembrato appartenere a quest'ultima categoria.
I Blur non hanno niente da dimostrare: nessuna supremazia su chicchessia, nessun sentimento nostalgico, nessuna voglia di raggiungere primati o record. Solo divertirsi e (far) stare bene. E questo atteggiamento lo si nota anche osservando come affrontano alcuni problemi tecnici che si sono presentati durante il loro set, ridendoci sopra, improvvisando un pezzo non presente in scaletta, aspettando che i tecnici facessero il loro lavoro, con il sorriso e con l'impegno. La band c'è tutta. Graham Coxon è un gran chitarrista versatile ed efficacissimo nei cori, la parte ritmica formata da Alex James e Dave Rowntree indispensabile ma senza protagonismi. E poi c'è Damon Albarn, contento come un bimbo di stare sopra quel palco e di essere in quel contesto con il sole che è appena tramontato, le mura medievali da una parte, gli olmi e i lecci dall'altra e 35mila fan adoranti (“What a lovely place to play” dirà più volte tra una canzone e l'altra). Un pubblico venuto al concerto per esserci con il corpo, con gli occhi e con le orecchie: rispetto ad altri set live visti quest'estate, qui la presenza fissa e continua degli smartphone era decisamente più bassa della media – o quanto meno legata solo a un minuto su qualche canzone, giusto per una story - e non credo questo sia solo legato a una questione generazionale; invece molto braccia alzate durante le canzoni simbolo della band (“Boys & girls”, “Country house” tra le altre). Insomma c'era un bisogno forte di fisicità, di esperienza diretta e non mediata da uno schermo, la stessa di cui sentiva il bisogno lo stesso Albarn che più volte andava in mezzo al pubblico con sprezzo del pericolo, per toccare con le proprie mani tutto quell'affetto e quella riconoscenza.
L'articolo potrebbe anche finire qui, ma una recensione deve dare anche conto di un minimo di cronaca del concerto che si è aperto con “St. Charles Square”, il pezzo più bowiano del nuovo disco (“The ballad of Darren” uscito ieri) con un Coxon in versione Robert Fripp a cui è seguito una sequenza di pezzi a rappresentare il lato più pop punk dei Blur (tra cui anche “Pop Scene”, “Tracy Jacks” e un'inattesa “Villa Rosie” risalente ai tempi di “Modern Life is Rubbish”). La seconda parte passa in rassegna “i pezzi” che i Blur hanno inanellato in questi 35 anni di carriera, suonandole completamente senza ricorrere a quell'obbrobrio del medley. Ecco quindi “Coffee and tv” dove Coxon è il protagonista assoluto sia alla voce sia con i vari assoli di chitarra, “End of a Century” e “Country house”. Poi arrivano canzoni che ti fanno rendere conto della grandezza di Albarn & soci a livello di songwrting: per chi scrive, canzoni come “Park life” e “To the end” rappresentano una delle vette massime di scrittura pop rock inglese degli ultimi 40 anni e poco importa se Albarn spesso non arriva a intonare il ritornello a pieni polmoni, chi lo ama lo sa che il bel canto e la performance vocale sopraffina non sono mai stati le sue capacità principali. Si ritorna poi al rock più energetico con “Only water” con lunga coda psych, “Advert” e una breve e intensa “Song 2” che fa saltare tutti.
L'allestimento è minimale, il comparto luci il minimo indispensabile, bastano quel magnifico logo messo a mezz'aria e gli ottimi visual sul retro e a fianco del palco che ritraggono i musicisti con vari colori e virati seppia. Il nuovo meraviglioso “The Ballad of Darren”, disco della maturità sul disincanto e sulla perdita, nel concerto è rappresentato oltre che dal pezzo iniziale anche dal primo singolo “The Narcissist” e da “Barbaric” che, pur essendo uscita ufficialmente solo ieri, il pubblico dimostra di conoscere già, con grande sorpresa di Albarn che la esegue con il piano, e che rischia di diventare la prossima Signature Song della band. Il concerto si appresta ad arrivare alla fine, non prima di trasformare il prato sotto le mura in un grande dancefloor con “Girls and boys” e per finire con le due canzoni che ogni band sarebbe disposta ad uccidere per aver nel proprio repertorio a fine concerto, ovvero “Tender” e “The Universal” con quei singalong organici che vengono dal cuore con quel misto di speranza mista a rassegnazione che rappresenta una delle cifre più evidenti del quartetto inglese.
Insomma, questo concerto del Lucca Summer Festival è uno di quelli da non dimenticare e che testimoniano un 2023 particolarmente felice sia per la band (di “The Ballad of Darren” ne parleremo molto nei prossimi mesi/anni) sia per i lavori solisti (il miglior disco dei Gorillaz dagli esordi, "The WAEVE" il debutto art rock dell'omonimo gruppo formato da Graham Coxon e dalla sua compagna Rose Elinor Dougall, e pure “Radio Songs” debutto solista del batterista Dave Rowntree).
Forse è vero che il mondo moderno è solo spazzatura, ma per fortuna c'è un gruppo che ci regala momento di gioia, emozione, divertimento e riflessione come i Blur.
SETLIST
The Debt Collector (registrata)
St. Charles Square
There's No Other Way
Popscene
Tracy Jacks
Beetlebum
Trimm Trabb
Villa Rosie
Intermission
Coffee & TV
End of a Century
Country House
Parklife
To the End
Advert
Oily Water
Song 2
The Narcissist
This Is a Low
BIS #1
Barbaric
Girls & Boys
For Tomorrow
Tender
The Universal